Professore Marco Trifuoggi, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Laboratorio ACE-Analytical Chemistry for the Environment/CeSMA-Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati) fra il Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e la SSIP è nato un accordo di cooperazione?

È stata infatti firmata un’intesa fra la SSIP e l’Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento di Scienze Chimiche; l’atto firmato dal Direttore, Ing. Edoardo Imperiale e dal Direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche, Professoressa Rosa Lanzetta.

 

Quali le ragioni dell’intesa e le finalità?

La collaborazione, fortemente voluta dal Direttore Edoardo Imperiale è in linea con le finalità istituzionali dei soggetti e vede da una parte il Dipartimento di Scienze Chimiche che intende effettuare attività di ricerca e formazione nell’ambito del trattamento delle acque reflue, con particolare attenzione all’abbattimento dei nuovi contaminanti emergenti delle acque, quali il COD recalcitrante, dall’altra la SSIP che intende supportare le aziende nel trattamento delle acque reflue in linea con le esigenze ambientali.

La ricerca mira ad estendere le conoscenze di gestione integrata dei rifiuti anche al campo delle acque, mediante tecnologie innovative di gestione del ciclo idrico integrato dei reflui.

Il COD è attualmente sotto l’occhio dei riflettori, soprattutto negli impianti che gestiscono acque reflue provenienti da aziende che effettuano trattamenti di concia alternativa, che da un lato utilizzano prodotti e processi green, dall’altro sovente generano un carico organico inquinante maggiore rispetto ai processi usuali che utilizzano metalli quale il cromo e altri metalli.

Verrà valutata la struttura degli impianti di raccolta attuali e la loro possibile trasformazione verso trattamenti a minore impatto ambientale, considerando anche la possibilità di trattamenti differenziati dei reflui; verranno inoltre valutati sistemi di depurazione alternativi, quali, ad esempio quelli basati sui moderni processi , allo scopo di produrre acqua depurata che possa essere riutilizzata dalle concerie, con l’effetto netto di diminuire sia il prelievo di acqua pulita dalla falda, sia l’immissione di acque reflue in fognatura.

 

La sfida è quella della sostenibilità. Molte volte si derubrica questa sfida al ‘semplice rispetto dell’ambiente’ ed invece è opzione di crescita e sviluppo?

Negli anni è cambiato il concetto di sostenibilità: oggigiorno vanno utilizzati nuovi strumenti di valutazione dei processi e dei prodotti; il progetto utilizzerà gli strumenti forniti LCA (Life Cycle Assessment) per valutare i carichi ambientali connessi con il processo, attraverso l’identificazione e quantificazione dei consumi energetici, dei materiali utilizzati e dei rifiuti rilasciati nell’ambiente, per valutare l’impatto ambientale globale e assicurare una gestione realmente green di tutta la filiera.

In questo senso il progetto si innesta pienamente negli obiettivi prioritari sia dell’Europa, sia della Regione Campania in tema di “Salvaguardia dell’Ambiente” e di “Ottimizzazione e sostenibilità ambientale del ciclo integrato reflui e rifiuti urbani e industriali”.

 

Quanto è importante scegliere oggi la strada della collaborazione istituzionale fra soggetti che hanno ruoli e competenze diverse?

La collaborazione tra soggetti istituzionali e con competenze diverse è di fondamentale importanza per lo sviluppo mutuo della conoscenza e delle attività: la SSIP porta in dote il suo know-how di conoscenza e rapporti con gli imprenditori, il territorio e le problematiche economiche e ambientali, nonché il rapporto diretto con il “mercato”; l’Università contribuisce al progetto con l’esperienza nella ricerca e la versatilità delle strutture di laboratorio, sempre al passo con le nuove tecnologie, nello sviluppo di nuovi processi in linea con le problematiche legislative ed ambientali.

Il raccordo tra tali enti consente alla SSIP di collocarsi come ponte tra il mondo della ricerca e quello imprenditoriale, a beneficio della filiera conciaria, che rappresenta uno dei settori di punta del Made in Italy, nei settori ad elevato valore economico aggiunto, ovvero quello della Moda e del Lusso.

La collaborazione dell’Università con una realtà aziendale pienamente operante nel territorio della Regione Campania consente sia che gli studi proposti possano trovare concreta applicazione, sia che si apra subito la strada per realizzazioni imprenditoriali di impatto positivo in termini di ricadute sull’ambiente e sul mercato del lavoro.

Nell’ambito del progetto di ricerca, inoltre, è già operativo un progetto di dottorato di ricerca in Scienze Chimiche, con collegamenti a strutture di ricerca internazionali.

 

 

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