Fabrizio Nuti, presidente UNIC traccia la traiettoria per il futuro del settore conciario. Le parole chiave per la ripartenza del settore dopo l’emergenza sanitaria sono “Innovazione” e “Collaborazione con le istituzioni”.

 

Alla luce delle trasformazioni della società e degli effetti della pandemia quali le priorità per il settore conciario nei prossimi anni ?

Credo si debba proseguire in un percorso innovativo sia in termini di prodotti che di processi, con il recupero e valorizzazione degli scarti, in piena coerenza con i principi che stanno alla base della green & circular economy. 

 

Ormai sono anni che in Italia il nostro settore converge su questa direzione, con sforzi continui per anticipare le esigenze dei mercati di riferimento e con il supporto indispensabile dei vari attori della filiera, in quella “sinergica simbiosi industriale”, che per noi è facilitata dall’essere concentrati in distretti.

E questo va detto e comunicato a gran voce!

 

Certo, c’è ancora molto da fare. Per questo motivo mi sono mosso affinché UNIC, attraverso una convenzione con una società specializzata, possa supportare le aziende associate, in particolare quelle di piccole dimensioni, nell’individuare linee d’azione e soluzioni operative in un’ottica di certificazione di economia circolare.

 

La collaborazione istituzionale resta la strada maestra. In virtù di questo su quali basi e su quali argomenti si svilupperà il dialogo fra UNIC e nuovo Governo? Ed in particolare con il Ministro dell’Ambiente e della transizione ecologica ?

La collaborazione istituzionale resta sicuramente la strada maestra, soprattutto in una fase come quella attuale, dentro ad una crisi economica e sociale senza precedenti esplosa con la pandemia.

 

È importante, però, che le autorità preposte supportino veramente le imprese, regolando e orientando lo sviluppo verso la sostenibilità ma anche valorizzando e “sponsorizzando” le eccellenze di questo settore in ambito europeo e internazionale.

 

La cosiddetta “transazione ecologica”, che peraltro da noi è già iniziata da molti anni, verso un’economia green, circolare e decarbonizzata ha bisogno di forti ed efficaci politiche pubbliche, adeguate politiche industriali e fiscali.

Mi auguro che il nuovo Governo proceda più che velocemente in questa direzione.

 

 

Come pensa, e su quali temi, che ricerca, nel medio e lungo periodo, possa favorire sempre di più l’innovazione della filiera?

La conceria ha bisogno soprattutto di approfondire la ricerca in campo chimico, penso in particolare all’individuazione di nuove sostanze ecocompatibili o di prodotti chimici da fonti rinnovabili, terreno su cui alcune multinazionali si stanno già muovendo, ma che il comparto anche attraverso la SSIP dovrebbe presidiare per non perdere un patrimonio di conoscenza che già deteniamo. Il settore ha bisogno di muoversi in quest’ottica per la sua stessa sopravvivenza.

 

Intervista a cura di Gaetano Amatruda, Ufficio Stampa SSIP

 

 

 

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