Mar 04 2026
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DA CPMC – Nuti (Presidente UNIC): Le opportunità dell’integrazione multi settoriale per la concia
La concia italiana, sinonimo di tradizione artigianale e spinta all’innovazione, guarda al futuro capace di cogliere l’ennesima sfida,
che passa in modo decisivo dalla condivisione di competenze provenienti da ambiti all’apparenza distanti. Come nelle concerie
si promuove lo scambio tra esperienza e modernità, nello scenario del mercato globale in costante evoluzione, il comparto conciario guarda alla condivisione di tecnologie che provengono da contesti diversi. Biotecnologie, nanotecnologie, digitalizzazione e robotica sono sempre più presenti come supporti preziosi per la crescita della concia.
Nelle aziende conciarie, nei distretti, nell’intera filiera della pelle, assistiamo ad una progressiva rivoluzione, che non nasce
oggi, ma è insita nella nostra industria che ha saputo rinnovarsi dai suoi albori e cogliere le opportunità di innovazione, che oggi passano per una tecnologia sempre più raffinata. Pensiamo, ad esempio, alle possibilità offerte dalle nanotecnolgie che consentono di monitorare i diversi parametri qualitativi del prodotto per esaltare caratteristiche intrinseche come impermeabilità, resistenza o leggerezza. Tutto ciò, con una attenzione
costante alla razionalizzazione delle lavorazioni, che grazie alla tecnologia sono sempre più improntate ad una minimizzazione dell’impatto ambientale. Già verde, green per sua natura e tra i maggiori esempi di circolarità, la concia trova nella biotecnologia un prezioso alleato proprio nel contenere la potenzialità impattante del processo industriale, riuscendo così a salvaguardare l’alta qualità delle pelli
e a ridurre il consumo di acqua, energia e sostanze trattate in modo da essere perfettamente rispettose dell’ecosistema.
Anche dalla robotica arrivano soluzioni che possono accompagnare in modo sempre più utile l’evoluzione del processo conciario,
dove si registra l’introduzione di strumenti collaborativi e automazioni che mirano a migliorare la precisione e la specificità delle lavorazioni rispondendo alle richieste sempre diverse dei clienti e, soprattutto, preservando la capacità insostituibile dei maestri artigiani.
Del resto, proprio al capitale umano, a chi lavora in conceria, e che è per noi il bene più prezioso del comparto, sono destinate
alcune delle più recenti sperimentazioni che la nostra industria sta facendo attraverso l’impiego di intelligenza artificiale per accrescere la sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso strumenti finalizzati a sensibilizzare in modo importante i lavoratori impiegati nelle diverse fasi produttive.
Quello che emerge è dunque uno scenario in cui rimangono fondamentali, oltre alla formazione continua, la condivisione e la collaborazione con il mondo dell’Università, della ricerca, e di tutti quegli attori, portatori di diverse competenze e tecnologie, fuori e dentro il comparto, con cui è fondamentale creare sinergie. Soltanto così si può supportare la concia nelle sue sfide, presenti e future, soltanto attraverso un percorso
in cui resta centrale la nostra identità, ma sappiamo cogliere dalle tecnologie emergenti opportunità straordinarie.
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