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Misurazione della superficie: l’efficacia dei controlli con la macchina a pioli meccanici
Misurazione della superficie: l’efficacia dei controlli con la macchina a pioli meccanici

ll progetto sulla misurazione della superficie presentato al Congresso IULTCS di Dresda nel giugno 2019 è stato incentrato sulla verifica delle differenti risposte delle macchine optoelettroniche al variare della tipologia di pelle. Nello studio, per avere un dato di riferimento, è stata inclusa anche una serie di misure con le macchine a pioli meccanici. La decisione di includere tali dispositivi è fondamentale vista l’investitura che il Contratto Internazionale N. 7 le dà quale dispositivo di riferimento nelle contestazioni legali su forniture di pellami.

 

Per dare peso ai risultati ed avere un riferimento di validità generale, è stato effettuato un vero e proprio circuito interlaboratorio che ha visto la partecipazione degli Istituti riconosciuti dall’ICT e non solo. Nella ricerca di dispositivi disponibili in Europa, infatti, soltanto 3 laboratori presenti nell’elenco ICT hanno tutt’ora un dispositivo a pioli funzionante: BLC e Satra nel Regno Unito e la Stazione Sperimentale con due macchine pienamente funzionanti. E’ stato, quindi, necessario includere altri partecipanti: il  CTIC (Istituto Portoghese), l’ITIS Galileo Galilei di Arzignano (tra gli enti che effettuano il servizio di misurazione della superficie), con il supporto imprenditoriale fornito dalla conceria DMD di Solofra e PEZZOL (azienda calzaturiera di Barletta).

 

Grazie a queste adesioni oggi sono disponibili un numero scientificamente rappresentativo di dati corredati di valori di ripetibilità e riproducibilità su 12 livelli; parametri fino a ieri mai definiti per la complessità soprattutto organizzativa e logistica del progetto.

Per quanto riguarda i risultati, in tutti i casi le prove sono state effettuate in presenza di tecnici della Stazione Sperimentale previa operazione di calibrazione con disco tarato e manutenzione del dispositivo. Inoltre, in tutti i casi i campioni sono stati condizionati secondo le prescrizioni di norma. Di fatto, per quanto concerne il condizionamento in ambiente controllato, ci troviamo sempre di fronte a misure effettuate nelle condizioni indicate dalla ISO 11646, cioè la norma che disciplina la misurazione della superficie con la macchina a pioli e che è richiamata esplicitamente nel Contratto Internazionale N. 7.

 

Una prima analisi dei dati ha sicuramente confermato una certa analogia con la macchina a rulli e l’affidabilità del dispositivo, ma ha messo in evidenzia una serie di criticità non solo sul confronto delle misure, ma anche sulla effettiva possibilità poterle eseguire. Analizzando prima quest’ultimo caso, infatti, la macchina a pioli è risultata difficilmente utilizzabile per pelli con pelo lungo ed inutilizzabile per mezzine di pelli di vitello più rigide (es. per stivali); inoltre, non è stato possibile raccogliere dati per pelli molto grandi per automotive o arredamento, ovvero con valori che variano da 4 a 5 metri quadrati. Per tale tipologia di pelli alcuni laboratori sono costretti al taglio in due metà dei campioni non avendo a disposizione macchine così grandi; in questo caso, però, nasce spontanea la domanda: come si può confrontare una pelle misurata, ad esempio, con  macchina a rulli con la somma delle superfici misurate con macchina a pioli? Cambiando le condizioni operative oltre che i dispositivi di misura (es. il numero di operatori e la superficie totale da misurare), il confronto come richiesto dal Contratto Internazionale N. 7 potrebbe risultare non proprio efficace.

 

Infine, dati interessanti sono stati osservati per pelli piccole particolarmente flessibili, cedevoli e deformabili; vale a dire una quantità non numerabile di articoli fashion prodotti dell’industria conciaria italiana. Prendendo come esempio i dati di pelli ovi-caprine, lavate e conciate al vegetale, si è ottenuto un risultato sorprendente e paradossale: misure valide di un istituto di controllo qualsiasi risultano essere non conformi allo scarto del 3% definito dal mercato se confrontato con i valori di altri istituti di controllo. Inclusi ovviamente i laboratori riconosciuti dall’ICT.

 

Quanto detto deve avviare sicuramente una riflessione. Non tanto sul dispositivo che resta e resterà affidabile, ma principalmente per quanto riguarda le modalità di controllo. Si auspica, infatti, senza delegittimare in alcun modo il ruolo della macchina a pioli, che si preveda l’apertura ad un nuova procedura di controllo e all’uso di dispositivi più all’avanguardia. Ciò tenendo conto anche della disponibilità mondiale di macchine a pioli in termini di unità.

 

Carmelina Grosso “Investire nel digitale per servire ricercatori e il sistema delle imprese”
Carmelina Grosso “Investire nel digitale per servire ricercatori e il sistema delle imprese”

Carmelina Grosso è responsabile del Centro documentazione e Biblioteca della SSIP, ha in tasca una laurea all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Presso l’Ateneo ha avuto incarichi di collaborazione scientifica, si è formata con corsi e collaborazioni alla  Direzione delle Politiche Culturali e Turistiche della Campania ed ancora alla Associazione Biblioteche italiana. Ha competenze specifiche che mette a disposizione della Stazione. 

 

Dottoressa Grosso, responsabile del Centro Documentazione e Biblioteca. Quale contributo garantisce il suo ufficio alla SSIP ed al sistema delle imprese

La presenza di una Biblioteca storica specializzata, unica nel suo genere a livello nazionale, permette alla Stazione Sperimentale di detenere, gestire e divulgare un patrimonio tecnico-scientifico e culturale del settore conciario, che per completezza costituisce un unicum in Italia ed uno dei più ricchi al mondo.  

Questa trova le sue origini a seguito dell’emanazione della legge dei primi anni del Novecento sul “Riordino dell’istruzione industriale”, dove la Regia Stazione Sperimentale venne dotata di una Biblioteca, con lo scopo di offrire testi e materiale di studio necessari alla formazione e alla ricerca nel campo della Chimica teorica ed applicata, nonchè della Tecnologia conciaria. Negli anni, il luogo di lettura e studio è stato progressivamente arricchito con l’aumentare e il diversificarsi dei servizi offerti dalla Stazione Sperimentale, rendendo indispensabile la realizzazione di un Centro di Documentazione annesso alla Biblioteca; la mission primaria è quella di consentire l’accesso alle pubblicazioni, anche a carattere internazionale, che rappresentano l’appartenenza al territorio in cui è radicata l’antica lavorazione e la sapiente artigianalità delle pelli.

La consultazione e la fornitura di letteratura tecnico-scientifica è un servizio indispensabile sia per le imprese che svolgono ricerca in ambito conciario, sia per i tecnici, accademici e studenti, nonchè per gli appassionati; vengono di fatti ospitati di frequente studenti universitari e tirocinanti che si servono del ricco tesoro bibliografico per le loro tesi e relazioni di laurea.

Grazie alle risorse disponibili nella nostra Biblioteca, come anche attraverso sistemi informatizzati di ricerca bibliografica e di cooperazione interbibliotecaria, è possibile realizzare degli approfondimenti su tematiche specifiche.

 

Il futuro è sempre nella conoscenza. Come garantite questa missione?

La Biblioteca si è da sempre dimostrata l’habitat naturale per la nascita e lo sviluppo di idee volte a generare valore collettivo, ed è questo il posto in cui possiamo accendere curiosità e creatività, che stimolano la voglia di accrescere competenze, conoscenze e sviluppare utilità sociale.  

Purtroppo, mai come l’anno che si è appena concluso, siamo stati messi a dura prova proprio in merito alla possibilità di accedere a risorse e luoghi fisici, a dimostrazione di quanto sia importante incrementare la fruibilità e l’accessibilità alle risorse documentarie mediante la rete. Nel nostro caso specifico, le richieste di consulenze bibliografiche e pubblicazioni durante il periodo di lock-down non hanno subìto contrazione, bensì al contrario, sono addirittura aumentate. 

 

Ed allora cosa fare? 

Dobbiamo investire maggiormente nel digitale e nell’accessibilità da remoto a materiale di studio e ricerca, al fine di soddisfare i fabbisogni dei nostri ricercatori. Il futuro ci vede impegnati nel completare il Progetto in ambito ICT (Information & Communications Technology) “Digitalizzazione, fruizione e conservazione del patrimonio culturale di archivi e Biblioteche della Regione Campania”, avviato nel 2019 e finalizzato alla digitalizzazione dei volumi e testi di maggior pregio inerenti la tecnologia e la chimica del cuoio, e le raccolte librarie di rilevanza storico-culturale, per divulgare ad un pubblico sempre più vasto la letteratura di settore posseduta dalla Stazione Sperimentale Pelli. Questo anche al fine di garantire alle generazioni future la possibilità di utilizzare le stesse risorse di cui disponiamo oggi, nel pieno rispetto dello sviluppo sostenibile.

Inoltre, la recente adesione alla catalogazione partecipata mediante il network nazionale SBN del Servizio Bibliotecario Nazionale, permetterà alla Stazione Sperimentale Pelli di fare un salto in avanti per la gestione delle conoscenze bibliografiche e digitali al fine di promuovere i servizi di pubblica lettura e collaborare allo sviluppo dei sistemi nazionali di gestione dei prodotti editoriali, delle pubblicazioni e conoscenze bibliografiche.

 

Ricerca, innovazione, sfide sempre fondamentali. Che 2021 sarà ?

Il leitmotiv che ci deve guidare è il supporto alla sostenibilità, alla ricerca di base e applicata del settore conciario, ovvero continuare ad operare come interfaccia tra il modo della conoscenza e della ricerca, grazie al costante contatto con gli operatori della comunicazione e dei media di settore, università e con centri di ricerca italiani ed esteri per un continuo interscambio tecnico-scientifico.

Innovare ma in continuità. Numerosi fattori possono contribuire all’innovazione, ma non bisogna tralasciare quanto la storia e la scienza ci ha insegnato negli anni. La rivista ufficiale della Stazione “Cuoio Pelli Materie Concianti – CPMC” entra con quest’anno nel suo 97° anno di vita, ed è testimonianza di quanto sia possibile realizzare in quest’ottica. Nella Biblioteca sono conservati e consultabili tutti i volumi a partire dal 1923, e da circa un secolo i numerosi testi scientifici presenti nel catalogo della SSIP, aspettano di essere consultati da un pubblico più vasto, così da permettere alla biblioteca di vivere in maniera integrata tutte le sue funzioni e attività, a partire dalla sostenibilità sociale, economica, ambientale, e alla creazione di valore a vantaggio del territorio e della comunità di riferimento.

 

Con questi presupposti ci auguriamo che durante l’anno 2021, la ricchezza documentale della Stazione Sperimentale possa essere ulteriormente valorizzata, permettendo l’accesso ad informazioni sullo sviluppo dei processi di lavorazione del cuoio, arte e tradizione conciaria fino ad oggi, e che hanno portato le nostre pelli all’affermazione del Made in Italy.

 

Difesa e valorizzazione del settore, tutela del consumatore, contrasto alla contraffazione
Difesa e valorizzazione del settore, tutela del consumatore, contrasto alla contraffazione

di Luigi Nicolais

 

 

Il “Decreto Pelle” approvato recentemente rappresenta un notevole passo avanti nell’ambito della valorizzazione dei prodotti made in Italy e nella tutela dei consumatori.

Una tutela che comincia dalla semantica, definendo senza ambiguità le parole “pelli”, “cuoio”, “pelliccia” nell’industria conciaria e impedendo un uso promiscuo di tali parole per identificare prodotti sintetici (ecopelle, similpelle, vegan leather). 

 

Etichettatura, responsabilità delle informazioni riportate in etichetta, contrassegno di garanzia e l’obbligo di dichiarare i materiali, sono le altre novità apportate dal decreto.

La lotta all’imitazione fraudolenta si combatte con l’informazione ma anche e soprattutto con le leggi che regolamentano e all’occorrenza sanzionano. Se da un lato il consumatore deve essere pienamente consapevole di ciò che acquista attraverso una indicazione chiara ed univoca dei materiali utilizzati, dall’altro le norme e le autorità preposte devono svolgere azioni di controllo e azioni sanzionatorie nei confronti di chi commette una frode. 

 

La legge è uno strumento indispensabile in tutta la filiera della pelle, che non solo tutela il consumatore garantendo qualità e sicurezza dei prodotti acquistati ma difende anche il settore produttivo di riferimento da azioni scorrette provenienti soprattutto da imprese di Paesi esteri, sostenendo le aziende che operano nella legalità e che soffrono l’erosione di una notevole quota di mercato a favore della concorrenza sleale.

ll comparto della pelletteria è uno dei settori dove la creatività italiana è più apprezzata ma anche quella più colpita dalla contraffazione, circa un terzo del fatturato annuo del settore, infatti, è destinato al falso. 

 

Il Decreto oggetto di questa riflessione ha anche un altro merito: quello di aver affidato mediante una Legge dello Stato una funzione pubblica delicata alla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti (SSIP) nella lotta alla contraffazione.

Gli organi di accertamento possono avvalersi delle indiscusse competenze e della comprovata esperienza della Stazione Sperimentale per verificare che i requisiti di qualità del prodotto conciario siano tali da meritare l’etichetta made in Italy e che possano essere immessi sul mercato senza che sia compiuto nessun illecito.

Il ruolo della SSIP, eccellenza nel campo della ricerca, è dunque quello di verificare la conformità dei manufatti, le specifiche tecniche e accertare le eventuali violazioni o inadempienze.

 

La contraffazione non è solo un fenomeno che impatta sull’economia di un settore ma rappresenta un disincentivo all’innovazione, costituisce un “moltiplicatore” di illegalità che genera una pluralità di condotte illecite (lavoro nero, riciclaggio, evasione fiscale) e come tale va contrastata con gli strumenti adeguati. Il “Decreto Pelli” insieme con la SSIP pone le basi per una lotta seria alla frode nel settore conciario, tutela il consumatore e garantisce la qualità dei prodotti di pregio.

 

Editoriale di CPMC Magazine CPMC – Volume XCVI – Anno 2020 – 02/03 [Maggio/Dicembre]. Per leggere la rivista di SSIP clicca qui!

Al via la collaborazione scientifica tra la SSIP ed il Politecnico di Milano
Al via la collaborazione scientifica tra la SSIP ed il Politecnico di Milano

Firmata un’intesa fra la SSIP ed il Politecnico di Milano – Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta”, l’atto firmato dal direttore Edoardo Imperiale e dal Direttore del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta, Professoressa  Mariapia Pedeferri.

La collaborazione, fortemente voluta dal Presidente SSIP Graziano Balducci, in linea con le finalità istituzionali dei soggetti, vede da una parte il Dipartimento del Politecnico che intende effettuare attività di ricerca e formazione nell’ambito del trattamento acque mediante fotoelettrocatalisi e, dall’altra, la Stazione Sperimentale che è un Organismo di ricerca di diritto pubblico, la cui finalità principale consiste nello svolgere attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale nella diffusione dei risultati, mediante l’insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di tecnologie. La mission della SSIP è anche concorrere al raggiungimento di obiettivi di miglioramento della competitività del sistema produttivo nazionale attraverso il servizio di supporto tecnologico di elevato livello scientifico, la promozione e il sostegno all’innovazione e alla ricerca.

 

Su queste basi, è scritto nell’atto di stipula dell’accordo, SSIP e il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “concordano di programmare e svolgere di comune accordo attività di collaborazione nell’ambito della ricerca sul trattamento di acque di scarico dell’industria conciaria mediante fotoelettrocatalisi e di conseguente divulgazione delle conoscenze acquisite in ambito tecnico e scientifico”. La supervisione scientifica della collaborazione sarà affidata alla Dott.ssa Caracciolo per SSIP ed alla Professoressa Silvia Franz per il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica.

La SSIP e il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica si impegnano a mettere a disposizione per il raggiungimento degli obiettivi comuni, il proprio personale, nonché le attrezzature ed i mezzi occorrenti, usando tutte le conoscenze e le esperienze in merito.

L’intesa siglata da Edoardo Imperiale e dalla Professoressa  Mariapia Pedeferri disciplina l’organizzazione del lavoro, i relativi impegni del personale, le responsabilità per ciascuno dei contraenti e le diverse tappe del percorso.

 

Le parti concordano che, qualora l’attività prevista conducesse a invenzioni brevettabili, la proprietà dei risultati ed ogni altro aspetto ad essa connesso sarà oggetto di uno specifico ulteriore accordo scritto, nel rispetto delle vigenti normative, e ad integrazione dell’ accordo siglato.

 

“La collaborazione con il mondo della scuola, delle Università e dei saperi è scelta strutturale e strategica della SSIP” dice il presidente SSIP Graziano Balducci che aggiunge “siamo orgogliosi di collaborare con Politecnico di Milano e con le professionalità coinvolte. Sono certo raggiungeremo significativi risultati e come sempre per giocare e vincere la sfida della sostenibilità, una priorità di tutto il comparto”.

 

“Tra le responsabilità di un Dipartimento come il nostro – dichiara MariaPia Pedeferri, Direttore del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica ‘Giulio Natta’ – che vanta competenze negli ambiti della chimica, dell’ingegneria chimica e della scienza e ingegneria dei materiali, c’è quella di mettere a disposizione risorse per rispondere alle esigenze che il tessuto sociale e industriale pone e individuare soluzioni sicure, economiche e sostenibili alle sfide attuali in campi multi-disciplinari”

 

 

Critical Row Materials (CRM) Innovation Frontiers: il racconto del Workshop organizzato da ENEA
Critical Row Materials (CRM) Innovation Frontiers: il racconto del Workshop organizzato da ENEA

Si è tenuto, nelle giornate del 10 e dell’11 dicembre 2020 l’International Virtual Workshop “Critical Row Materials (CRM) Innovation Frontiers” organizzato da ENEA nell’ambito delle attività dell’EITRM Hub – Regional Center Southern Italy, la parte di programmi regionali di EIT RawMaterials, una piattaforma internazionale per l’innovazione fondata dall’ European Institute of Innovation and Technology (EIT).

La manifestazione, che ha rappresentato un’opportunità per condividere le strategie di innovazione nel settore delle materie prime critiche, sotto il profilo industriale, della ricerca e dello sviluppo del territorio, ha visto una forte partecipazione di esperti del panorama locale ed internazionale.

 

All’interno di questo stimolante territorio di confronto è stato in particolare previsto uno spazio dedicato al tema: Raw materials: circular economy in Campania and RCSI regions, che ha visto il coinvolgimento di attori provenienti da diversi contesti del mondo della ricerca, che hanno avuto modo di confrontarsi sui principali approcci a supporto dell’economia circolare per diversi settori di riferimento; in tale ambito, è stata chiamata ad intervenire la Stazione Sperimentale, con un intervento dal titolo ”Circular Solutions for Leather Industry” (relatore: Claudia Florio), attraverso il quale sono stati illustrati gli approcci e le possibili strategie mirate da adottare in ambito conciario. 

Il confronto ha dato luogo ad interessanti spunti per l’adozione di soluzioni tecnologiche trasversali ed interdisciplinari, in grado di favorire lo sviluppo dei diversi settori di riferimento secondo approcci innovativi e circolari.

 

 

 

Rivista “Pro-Leder” edizione di ottobre 2020
Rivista “Pro-Leder” edizione di ottobre 2020

◊ Letture presso la Biblioteca della Stazione Sperimentale Pelli ◊

 

Rivista di settore: Pro-Leder

 

Il magazine viene edito a cadenza bimestrale in 6 numeri/anno, da “Profashional Media GmbH”. Si tratta di una pubblicazione tedesca in cui vengono riportati gli eventi più importanti del mondo della pelle

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