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Il Laboratorio di Prove Fisiche per la performance dei prodotti
Il Laboratorio di Prove Fisiche per la performance dei prodotti

Pubblicato su CPMC 03/2020

 

Il Laboratorio di Prove Fisiche per la perfomance dei prodotti assicura e svolge le attività di analisi di caratterizzazione merceologica e meccanica del cuoio finalizzate a determinare la qualità della materia prima e le relative prestazioni in ragione dei mercati di riferimento (calzature, abbigliamento, guanti, automotive e arredamento).

Il Laboratorio di Prove Chimiche per i Processi e la Sostenibilità
Il Laboratorio di Prove Chimiche per i Processi e la Sostenibilità

Pubblicato su CPMC 03/2020

 

Nel Laboratorio di Prove Chimiche per i processi e la sostenibilità sono svolte le attività di analisi per la caratterizzazione chimica e la ricerca di sostanze indesiderate nel cuoio, nei reflui e negli scarti di lavorazione in accordo con metodi di prova nazionali, internazionali, procedure interne o create ad hoc sull’esigenza dei clienti.

Il Laboratorio è stato, tra i Laboratori della Stazione, quello maggiormente interessato ad investimenti, che sono stati orientati ad acquisire apparecchiature che potessero garantire da un lato Limiti di Rilevabilità in linea con le richieste del mercato, ovvero con le esigenze di acquisire informazioni adeguate per le attività di Ricerca e Consulenza Avanzata, e che dall’altro consentissero di effettuare un elevato numero di determinazioni, al fine di efficientare il processo analitico.

In particolare sono stati acquisiti i seguenti nuovi sistemi analitici:

 

  • ICP/MS – Spettrometro ottico al plasma con rilevatore di massa e cella di collisione, per l’analisi in tracce dei Metalli pesanti, quali ad esempio Alluminio, Cromo, Ferro, Titanio e Zirconio, ovvero quelli correlati alla definizione di concia o pelle Metal Free. Il sistema consente comunque la determinazione di tutti i Metalli pesanti (Cadmio, Piombo, Mercurio etc.), ma deve essere associato ad adeguate tecniche di preparazione del campione, quali la Digestione a Microonde, nel caso si debba determinare il contenuto totale di metalli, o l’estrazione tramite agitazione meccanica riscaldata, nel caso di determinazione dei metalli estraibili.
  • HPLC-MS/MS – Cromatografo Liquido accoppiato a rilevatore a Triplo Quadrupolo, che è utilizzato per la determinazione dei composti non volati quali ad esempio Perfluorurati (PFOA, PFOS) e Alchilfenoli Etossilati (APEO, NPEO), in campioni di pelle, prodotti chimici e reflui, sia per verifica analitica che per attività di Ricerca e Certificazione Prodotto. Anche in questo caso la soluzione analitica può essere ottenuta in diversi modi, quali l’Estrazione assistita da Ultrasuoni o anche da Microonde.
  • GC-MS/MS – Cromatografo Liquido accoppiato a rilevatore a Triplo Quadrupolo, utilizzato per la determinazione di composti semivolatili quali Azocoloranti, Ftalati, Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA, PAHs), Ritardanti di Fiamma (PBDE, PBB), Clorofenoli, Dimetilfumarato. Il sistema in possesso della SSIP consente ulteriormente di poter effettuare tutte le fasi di estrazione e rilevazione dei Composti Organici Volatili, tramite Spazio di Testa Dinamico (HS) e Spazio di Testa dinamico (Purge&Trap). Con queste tecniche è quindi possibile determinare i Solventi di qualsiasi natura, ovvero Clorurati, Aromatici, ovvero composti specifici quali la Fosfina. Anche questo sistema può essere utilizzato per campioni di pelle, prodotti chimici e reflui, sia per verifica analitica che per attività di Ricerca, Consulenza Merceologica e Certificazione Prodotto.

 

A quanto sopra sono da aggiungere sistemi analitici meno sofisticati, ma comunque necessari per completare l’offerta di servizi analitici rispetto alle esigenze del mercato, quali ad esempio i sistemi Cromatografici ed ottici destinati esclusivamente alla determinazione del Cromo Esavalente e della Formaldeide nelle pelli o nei manufatti in pelle.

A completamento, in questo Laboratorio sono effettuate anche prove, basate su tecniche di chimica analitica classica, quali ad esempio quelle per la determinazione del Grado di Concia, del Contenuto di Grassi o di Sostanza Idrosolubili di un pellame o anche del contenuto di Tannini di un prodotto chimico, che, per quanto oramai raramente riscontrabili in richieste del mercato, ed unitamente alla conoscenza tecnico-scientifica del settore conciario, consentono di ottenere informazioni indispensabili, ad esempio, per la validazione di processi nell’ambito della Ricerca, o per la risoluzione di problematiche di Consulenza Merceologica.

Le apparecchiature sopra riportate consentono quindi di poter determinare tutto quanto richiesto al pellame sia dalle normative cogenti (Reach), che da quelle tecniche di settore, ovvero dai Capitolati Tecnici dei Clienti, consentendo anche la possibilità di effettuare adeguati studi di messa a punto di metodi ad hoc, destinati sia alle verifiche di prodotto che al controllo di tutti gli aspetti del processo, da quello più squisitamente produttiva a quelli inerenti le tematiche ambientali e/o di sicurezza.

 

 

Il Laboratorio di Prove Chimiche per i Processi e la Sostenibilità

 

Principali Apparecchiature

  • ICP/MS – Spettrometro ottico al plasma con rilevatore di massa e cella di collisione
  • HPLC-MS/MS – Cromatografo Liquido accoppiato a rilevatore a Triplo Quadrupolo
  • GC-MS/MS – Cromatografo Liquido accoppiato a rilevatore a Triplo Quadrupolo
    • sistema di estrazione a Spazio di Testa (HS) e Purge&Trap
  • HPLC-DAD – Cromatografo Liquido accoppiato a rilevatore spettroscopico
  • Cromatografo Ionico
  • Spettrofotometri UV/Visibile
  • Sistema di Estrazione\Digestione a Microonde
  • Agitatori Orbitali Riscaldati
  • Sistemi di Estrazione ad Ultrasuoni
  • Sistemi di Estrazione Soxlhet

 

 

Supporto ai Servizi

  • TEST DI LABORATORIO E MISURAZIONI
  • PARERI E CAPITOLATI
  • CERTIFICAZIONE DI PRODOTTO E DI PROCESSI PRODUTTIVI
  • CUSTOM INNOVATION
  • CHEMICAL MANAGEMENT
  • NORMAZIONE TECNICA

 

 

Supporto alle Tematiche di Ricerca

  • TECNOLOGIE DI PROCESSO
  • SVILUPPO PRODOTTO
  • AMBIENTE E SOSTENIBILITÀ

 

 

A cura di Vincenzo Girardi, Tecnico di Laboratorio Stazione Sperimentale Pelli

 

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Il volto circolare e sostenibile dei nuovi film di rifinizione:  il ruolo centrale delle biotecnologie
Il volto circolare e sostenibile dei nuovi film di rifinizione: il ruolo centrale delle biotecnologie

Numerosi sono i verbi che descrivono le principali tra le molteplici funzioni della rifinizione; potremmo citare, ad esempio: proteggere, equalizzare, coprire, mascherare, funzionalizzare, enfatizzare, nobilitare.

 

Ma se volessimo estrapolarne uno, che possa davvero riassumere il senso complessivo dell’operazione, dovremmo probabilmente soffermarci sull’ultimo di questi: la nobilitazione del cuoio rappresenta un macro-obiettivo fondamentale e omnicomprensivo del processo di rifinizione, che sottende la capacità del produttore di esaltare gli aspetti pregevoli della materia prima, camuffare sapientemente gli errori e i difetti di produzione, migliorare le prestazioni tecniche e la resistenza a fattori ambientali ed antropici, promuovere un complessivo miglioramento delle caratteristiche merceologiche e sensoriali, conferire valore aggiunto, ecc.; in altri termini, le operazioni di rifinizione, sotto numerosi aspetti, sono quelle attraverso cui affiorano in maniera più evidente ed immediata le competenze e conoscenze tecniche, le capacità di problem solving e la creatività dei produttori di cuoio nazionali, che da secoli primeggiano nella capacità di valorizzare i prodotti, tramandando gli approcci più virtuosi della pratica dell’arte conciaria.

 

Va tuttavia evidenziato che le tradizionali rifinizioni sono realizzate mediante l’impiego di sostanze, prevalentemente di natura polimerica, con particolare riferimento all’impiego di alcuni polimeri di sintesi, che in molti casi possono presentare alcune criticità, soprattutto sul piano eco-tossicologico; nello specifico, ad eccezione fatta per le rifinizioni effettuate esclusivamente mediante impiego di cere o di polimeri di origine naturale di tipo proteico (caseina, albumina), trovano tipicamente un largo impiego polimeri di sintesi (poliuretani,  poliammidi,  polisilossani, resine acriliche e copolimeri, resine butadieniche e copolimeri,  resine poliviniliche,  resine epossidiche), oltre che alcuni polimeri naturali modificati, con particolare riferimento ai derivati della cellulosa (nitrocellulosa, etilcellulosa, acetato di cellulosa, acetobutirrato di cellulosa).

 

Sebbene queste ultime categorie di formulati vengano impiegati con successo, singolarmente o in combinazione tra di loro, per la produzione di film multilayer dalle più disparate caratteristiche, la possibile presenza di plastificanti, ausiliari, residui di produzione, possibili tracce di metalli e solventi di interesse eco-tossicologico, oltre che il potenziale impatto connesso allo smaltimento degli stessi formulati, possono ingenerare alcune criticità, o comunque penalizzare la qualità e l’appeal complessivo dei prodotti, nel quadro di un contesto produttivo che mira ad essere sempre più sostenibile e circolare.

 

Come in tutti i contesti di produzione, innovazione e creatività dove il “genio italiano” si è tradizionalmente espresso al meglio, anche nel caso per la produzione di nuovi film di produzione, le soluzioni possono derivare da chiari elementi di rottura con il passato, che passino per l’adozione di approcci totalmente differenti e l’adozione di nuovi paradigmi produttivi.

Una delle risposte più interessanti può derivare dal mondo delle tecnologie sostenibili, con particolare riferimento al campo delle biotecnologie.

 

In tale direzione si muovono le recenti attività avviate nell’ambito del Dipartimento di Biotecnologie Conciarie, attraverso le quali sono in fase di sviluppo delle soluzioni che prevedono l’impiego di approcci biotecnologici per la realizzazione di film realizzati a partire da materiali naturali derivanti da scarti, processati in modo sostenibile.

Costituisce un esempio in tal senso un progetto che vede la partecipazione di BioLogic per la sperimentazione di alcuni processi generativi di biomateriali provenienti da scarti, prevalentemente vegetali, di origine agroalimentare, per la realizzazione di biofilm da impiegare in rifinizione; il processo attualmente selezionato porta alla produzione una cellulosa nanofibrillare tessuta e organizzata da un pool noto di batteri e lieviti. I primi risultati ottenuti hanno portato alla realizzazione di film di rifinizione dello spessore medio di circa 20 micron, con prestazioni incoraggianti, in termini di compatibilità con la matrice, e le cui prestazioni tecniche complessive saranno oggetto dei prossimi approfondimenti.

 

Con diversi approcci e materie prime è inoltre in corso di sperimentazione un’altra soluzione tecnologica, nell’ambito di un progetto di dottorato a caratterizzazione industriale, in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”; in tal caso, si parte da idrolizzati di collagene ottenuti mediante trattamenti enzimatici di scarti di rasature di pelli bovine wet-white (mediante impiego di tripsina, proteasi, amilasi e proteasi), e successiva trasformazione di questi per la realizzazione di coating che prevedono un sistema coniugato collagene-caseina.

Due approcci biotecnologici distinti, per un unico macro-obiettivo: prevedere uno sviluppo sostenibile e circolare delle nuove famiglie di sistemi di rifinizione.

 

Contributo scientifico a cura della dott.ssa Claudia Florio, coordinatore del Dipartimento Biotecnologie Conciarie di SSIP.

 

 

Difesa e valorizzazione del settore, tutela del consumatore, contrasto alla contraffazione
Difesa e valorizzazione del settore, tutela del consumatore, contrasto alla contraffazione

di Luigi Nicolais

 

 

Il “Decreto Pelle” approvato recentemente rappresenta un notevole passo avanti nell’ambito della valorizzazione dei prodotti made in Italy e nella tutela dei consumatori.

Una tutela che comincia dalla semantica, definendo senza ambiguità le parole “pelli”, “cuoio”, “pelliccia” nell’industria conciaria e impedendo un uso promiscuo di tali parole per identificare prodotti sintetici (ecopelle, similpelle, vegan leather). 

 

Etichettatura, responsabilità delle informazioni riportate in etichetta, contrassegno di garanzia e l’obbligo di dichiarare i materiali, sono le altre novità apportate dal decreto.

La lotta all’imitazione fraudolenta si combatte con l’informazione ma anche e soprattutto con le leggi che regolamentano e all’occorrenza sanzionano. Se da un lato il consumatore deve essere pienamente consapevole di ciò che acquista attraverso una indicazione chiara ed univoca dei materiali utilizzati, dall’altro le norme e le autorità preposte devono svolgere azioni di controllo e azioni sanzionatorie nei confronti di chi commette una frode. 

 

La legge è uno strumento indispensabile in tutta la filiera della pelle, che non solo tutela il consumatore garantendo qualità e sicurezza dei prodotti acquistati ma difende anche il settore produttivo di riferimento da azioni scorrette provenienti soprattutto da imprese di Paesi esteri, sostenendo le aziende che operano nella legalità e che soffrono l’erosione di una notevole quota di mercato a favore della concorrenza sleale.

ll comparto della pelletteria è uno dei settori dove la creatività italiana è più apprezzata ma anche quella più colpita dalla contraffazione, circa un terzo del fatturato annuo del settore, infatti, è destinato al falso. 

 

Il Decreto oggetto di questa riflessione ha anche un altro merito: quello di aver affidato mediante una Legge dello Stato una funzione pubblica delicata alla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti (SSIP) nella lotta alla contraffazione.

Gli organi di accertamento possono avvalersi delle indiscusse competenze e della comprovata esperienza della Stazione Sperimentale per verificare che i requisiti di qualità del prodotto conciario siano tali da meritare l’etichetta made in Italy e che possano essere immessi sul mercato senza che sia compiuto nessun illecito.

Il ruolo della SSIP, eccellenza nel campo della ricerca, è dunque quello di verificare la conformità dei manufatti, le specifiche tecniche e accertare le eventuali violazioni o inadempienze.

 

La contraffazione non è solo un fenomeno che impatta sull’economia di un settore ma rappresenta un disincentivo all’innovazione, costituisce un “moltiplicatore” di illegalità che genera una pluralità di condotte illecite (lavoro nero, riciclaggio, evasione fiscale) e come tale va contrastata con gli strumenti adeguati. Il “Decreto Pelli” insieme con la SSIP pone le basi per una lotta seria alla frode nel settore conciario, tutela il consumatore e garantisce la qualità dei prodotti di pregio.

 

Editoriale di CPMC Magazine CPMC – Volume XCVI – Anno 2020 – 02/03 [Maggio/Dicembre]. Per leggere la rivista di SSIP clicca qui!

Critical Row Materials (CRM) Innovation Frontiers: il racconto del Workshop organizzato da ENEA
Critical Row Materials (CRM) Innovation Frontiers: il racconto del Workshop organizzato da ENEA

Si è tenuto, nelle giornate del 10 e dell’11 dicembre 2020 l’International Virtual Workshop “Critical Row Materials (CRM) Innovation Frontiers” organizzato da ENEA nell’ambito delle attività dell’EITRM Hub – Regional Center Southern Italy, la parte di programmi regionali di EIT RawMaterials, una piattaforma internazionale per l’innovazione fondata dall’ European Institute of Innovation and Technology (EIT).

La manifestazione, che ha rappresentato un’opportunità per condividere le strategie di innovazione nel settore delle materie prime critiche, sotto il profilo industriale, della ricerca e dello sviluppo del territorio, ha visto una forte partecipazione di esperti del panorama locale ed internazionale.

 

All’interno di questo stimolante territorio di confronto è stato in particolare previsto uno spazio dedicato al tema: Raw materials: circular economy in Campania and RCSI regions, che ha visto il coinvolgimento di attori provenienti da diversi contesti del mondo della ricerca, che hanno avuto modo di confrontarsi sui principali approcci a supporto dell’economia circolare per diversi settori di riferimento; in tale ambito, è stata chiamata ad intervenire la Stazione Sperimentale, con un intervento dal titolo ”Circular Solutions for Leather Industry” (relatore: Claudia Florio), attraverso il quale sono stati illustrati gli approcci e le possibili strategie mirate da adottare in ambito conciario. 

Il confronto ha dato luogo ad interessanti spunti per l’adozione di soluzioni tecnologiche trasversali ed interdisciplinari, in grado di favorire lo sviluppo dei diversi settori di riferimento secondo approcci innovativi e circolari.

 

 

 

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