Mar 19 2026
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DA CPMC – Tamburini (Pres. CCIAA Toscana Nord-Ovest): “Tanning Cross-Technologies: innovazione trasversale e governance camerale”
Il tema dell’innovazione “cross-settoriale” oggi non può escludere la filiera conciaria, eccellenza del Made in Italy, in un momento in cui l’intero comparto attraversa una fase complessa. Le sfide globali, la crisi dei costi energetici e delle materie prime, l’evoluzione delle normative ambientali e, non ultimo, la diffusione di materiali alternativi di scarsa qualità provenienti in larga parte dai mercati orientali, sono gli elementi di maggiore difficoltà per le imprese. In questo scenario, le nuove tecnologie diventano fondamentali non solo per migliorare la sostenibilità dei processi, ma anche per difendere l’identità e la qualità delle produzioni italiane.
Come sottolineato, il “Made in Italy” è da sempre sinonimo di qualità ma proprio per questo è altrettanto sempre più determinante contrastare l’invasione di prodotti di scarsa qualità, quando addirittura completamente contraffatti. Per riuscire nell’intento serve una forte integrazione tra legislazione, controlli, promozione e, soprattutto, innovazione tecnologica.
Le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale possono oggi essere utilissime anche in questo campo per rafforzare i sistemi di tracciabilità e autenticazione con l’impiego di ologrammi, codici QR, marcatori chimici o biometrici garantendo trasparenza lungo tutta la filiera.
Va inoltre considerato che l’eccellenza del distretto conciario italiano si è costruita sulla specializzazione verticale e cioè sulle conoscenze tramandate, competenze affinate all’interno di un ecosistema chiuso che ha prodotto risultati straordinari, ma che oggi mostra i limiti di fronte alle sfide della transizione ecologica e digitale.
Il tema cruciale è dunque la necessità che l’intero sistema evolva dalla verticalità verso un modello di “fertilizzazione orizzontale”, aprendosi alle cosiddette Tanning Cross- Technologies ovvero alla nano e bio tecnologia, allo smart manufacturing, alla robotica collaborativa e alle piattaforme digitali per la tracciabilità. Tutta innovazione che raramente nasce all’interno del comparto conciario bensì in ambiti diversi ed apparente lontanissimi come il biomedicale, la bioeconomia, l’automotive, la logistica dell’e-commerce.
In questo inedito contesto le Camere di Commercio sono chiamate a un ruolo nuovo, non soltanto amministrativo ma autenticamente strategico quali catalizzatrici dell’innovazione su più assi strategici. Dal favorire il dialogo tra imprese conciarie, startup, università e centri di ricerca, al sostegno ai progetti pilota intersettoriali e fino alla definizione di percorsi formativi che uniscano le competenze tradizionali alle biotecnologie, all’economia circolare e industria 4.0. In altre parole devono affermarsi quali intermediarie dell’innovazione, acquisire la capacità di leggere i trend tecnologici e di connettere ecosistemi diversi. Una responsabilità, nella guida di questa transizione, che primariamente ricade sulle Camere di Commercio di Toscana Nord-Ovest, Napoli e Vicenza, sedi di distretti conciari d’eccellenza ed una scelta obbligata per il futuro competitivo dell’intero settore.
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