Author page: Nunzia Marciano

RIVISTA – WORLD LEATHER // Dicembre 2024-Gennaio 2025
RIVISTA – WORLD LEATHER // Dicembre 2024-Gennaio 2025

◊ Letture presso la Biblioteca della Stazione Sperimentale Pelli ◊

 

Rivista di settore: World Leather – Magazine for the leather industry

 

 

E’ stato pubblicato il nuovo numero del magazine inglese “World Leather”, fondato nel 1987, che rappresenta una delle riviste leader a livello mondiale per l’industria della pelle.

DA CPMC – Nicolais (Consigliere scientifico SSIP): “Il tema della biocircolarità nell’industria del cuoio made in italy
DA CPMC – Nicolais (Consigliere scientifico SSIP): “Il tema della biocircolarità nell’industria del cuoio made in italy

La storia del cuoio è molto più di una evoluzione tecnologica che il settore ha sperimentato negli ultimi anni. È una storia di innovazione, creatività e circolarità, in cui le conoscenze e le tradizioni di molte culture si sono fuse per creare prodotti che hanno migliorato la vita dell’uomo. È anche una storia che ha avuto un impatto significativo sulla natura e sull’ambiente, con effetti che si sono fatti sentire nei secoli. Fin dall’antichità, le popolazioni hanno sviluppato varie tecniche per la lavorazione delle pelli, che hanno permesso di generare valore sfruttando risorse naturali a basso impatto ambientale. La pelle è stata usata non solo per creare abiti o accessori, ma anche per realizzare strumenti di uso quotidiano e opere d’arte. In Italia, questo settore ha trovato un terreno fertile in cui ha potuto evolversi sfruttando l’abilità e le conoscenze degli artigianali, che le hanno tramandate di generazione in generazione con l’aggiunta di nuove tecnologie.

Questa tradizione non è solo un viaggio attraverso tecniche e culture, ma anche un esempio concreto di come un materiale possa incarnare i principi di sostenibilità e circolarità ben prima che questi concetti diventassero centrali nel dibattito contemporaneo. Dall’uso delle risorse naturali alla creazione di manufatti essenziali per la vita quotidiana, il cuoio ha sempre rappresentato un ponte tra innovazione e circolarità. Il cuoio continua ancora ad avere una grande rilevanza nell’era moderna, grazie alla sua natura biologica e al suo ruolo nella bioeconomia. Essendo un sottoprodotto dell’industria alimentare, il cuoio riflette un ciclo virtuoso di utilizzo completo delle risorse, esemplificando appunto il concetto di circolarità. In linea con i progressi tecnologici e le pratiche sostenibili, l’industria conciaria continua, oggi, a mantenere la sua rilevanza all’interno della bioeconomia nel suo termine più ampio. Secondo il Nono rapporto sulla Bioeconomia in Europa, il settore della moda italiano, in cui il cuoio occupa una posizione centrale, contribuisce significativamente alla bioeconomia nazionale, con circa il 50% dei materiali utilizzati derivati da fonti bio-based.

Oggi, l’industria del cuoio è al centro di una simbiosi industriale che enfatizza il tema della circolarità attraverso la condivisione di risorse, materiali e sottoprodotti con industrie diverse per creare un sistema a ciclo chiuso. Ad esempio, i sottoprodotti del settore alimentare (pelli animali) o di quello agricolo, vengono utilizzati dalle concerie, e a loro volta, gli scarti delle concerie (come ritagli e rasature) possono essere riutilizzati in altre industrie, ad esempio per la produzione di fertilizzanti o bioenergia. Inoltre, i recenti progressi tecnologici per potenziare le pratiche circolari sono molto rilevanti. I nuovi metodi di concia senza cromo, metalli e la depilazione enzimatica consentono di ridurre l’uso di sostanze chimiche dannose e minimizzano il consumo d’acqua. L’upcycling degli scarti di cuoio in biofertilizzanti attraverso processi di idrolisi si inserisce perfettamente nel modello di economia circolare, restituendo materiali alla natura e sostenendo al contempo la produttività agricola. La stessa digitalizzazione e l’automazione migliorano la precisione e riducono gli sprechi. Inoltre, le innovazioni nella gestione dei rifiuti, tra cui il riciclo delle fibre di cuoio per la produzione di materiali compositi, contribuiscono alla natura circolare della catena di approvvigionamento del cuoio. Tali progressi sono vitali per garantire che l’industria conciaria ed in particolare quella del Made in Italy rimanga competitiva in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.

Nonostante questi progressi, la competitività del settore non dipende solo dall’innovazione tecnologica e dall’adozione di pratiche sostenibili, ma anche dalla capacità di rispondere alle sfide legate alla percezione pubblica. Infatti, la percezione pubblica della produzione del cuoio è spesso influenzata da preoccupazioni relative all’impatto ambientale, in particolare riguardo all’uso dell’acqua, all’inquinamento chimico e al benessere degli animali. Affrontare queste preoccupazioni attraverso una comunicazione trasparente e l’implementazione delle migliori pratiche in termini di sostenibilità sarà fondamentale per mantenere la reputazione del settore.

SAVE THE DATE – ITALIAN LEATHER RESEARCH SUMMIT 2025 – Gli Stati Generali del Cuoio nella prospettiva circolare e sostenibile del Made in Italy
SAVE THE DATE – ITALIAN LEATHER RESEARCH SUMMIT 2025 – Gli Stati Generali del Cuoio nella prospettiva circolare e sostenibile del Made in Italy

La Fondazione MICS, di cui la SSIP è socio partner, è l’ente gestore della più grande azione volta a promuovere la ricerca di base in forma di partenariato esteso nel nostro Paese, sui temi della Circolarità e Sostenibilità dei prodotti e dei processi del Made in Italy. Un ambizioso programma finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca grazie ai fondi dell’Unione Europea – nell’ ambito del Programma NextGenerationEU – PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR).  In tale contesto, la SSIP promuove e consolida la cultura scientifica del cuoio, attivando progettualità e tematiche di interesse per le filiere di riferimento, favorendo il ricorso ad approcci multidisciplinari che vanno dalla green chemistry, alle nuove tecnologie abilitanti per l’innovazione e il monitoraggio di prodotto e processo e la gestione circolare degli scarti di produzione in un’ottica di Simbiosi Industriale; approcci che hanno favorito  sinergie tra i settori della moda, dell’automazione, dell’automotive e del design.

Nel corso della prima edizione della presente iniziativa, in programma il prossimo 11 giugno 2025, alle ore 16.00, che la SSIP intende replicare su base annuale, saranno presentati gli avanzamenti scientifici conseguiti sui principali temi dell’innovazione sostenibile e circolare delle produzioni conciarie, frutto della sinergia tra la SSIP ed il suo multidisciplinare e qualificato partenariato.

LINK ALLA LOCANDINA COMPLETA DELL’EVENTO QUI

L’ANNIVERSARIO – La SSIP celebra i 140 anni, Imperiale: “Con noi la filiera della pelle è pilastro del Made in Italy”
L’ANNIVERSARIO – La SSIP celebra i 140 anni, Imperiale: “Con noi la filiera della pelle è pilastro del Made in Italy”

“In questo giorno speciale, volgiamo lo sguardo al passato per onorare la nostra storia e i traguardi raggiunti, e guardiamo al futuro con rinnovata determinazione e speranza. Per oltre un secolo, la nostra istituzione ha rappresentato un faro di innovazione e competenza per l’industria conciaria italiana”. Così Edoardo Imperiale, Direttore Generale della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli, in occasione della giornata di celebrazione dei 140 anni dall’istituzione dell’ente avvenuta l’8 Febbraio 1885, con Regio Decreto di Umberto I. “Abbiamo affiancato le aziende del settore, offrendo supporto nella ricerca e nello sviluppo, nella formazione, nella certificazione di prodotti e processi, nonché nell’analisi e nella consulenza tecnico-scientifica”, ha continuato Imperiale.
“Il nostro impegno – ha spiegato – ha contribuito a elevare la qualità e la reputazione della filiera della pelle, rendendola un pilastro del Made in Italy e un simbolo di eccellenza nel mondo della moda. La pelle, materiale nobile e naturale, è da sempre al centro delle nostre attività. La nostra dedizione alla ricerca ha permesso di sviluppare tecnologie all’avanguardia, garantendo prodotti di altissima qualità e sostenibilità. Una storia di grande e raro impatto, quella della SSIP, che dovremmo gelosamente custodire e valorizzare come meglio possiamo”.
L’evento si è tenuto all’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli, dove è in esposizione sino al prossimo 21 Febbraio, la mostra «Glove, Percorsi e storie di guanti a Napoli», sostenuta dalla Regione Campania e dalla Fondazione Banco di Napoli, sponsorizzata da LINEAPELLE e organizzata in collaborazione con prestigiosi partner quali l’Accademia delle Belle Arti, la Biblioteca ISMed del Consiglio Nazionale delle Ricerche, la Fondazione Mondragone Museo della moda di Napoli, l’ Università Federico II, la Rete di Imprese Chiroteca e l’Unione degli Industriali di Napoli.
Alla mattinata celebrativa, con tutti i dipendenti Stazione  Sperimentale, sono intervenuti, tra gli altri: Graziano Balducci, Presidente SSIP, Fulvia Bacchi direttore generale UNIC e CEO di LineaPelle, Gianni Russo, Presidente di Lineapelle, il direttore della Fondazione Banco Napoli Ciro Castaldo, Gino Nicolais, consigliere scientifico SSIP, Maria Grazia Falciatore, capo Gabinetto del Comune di Napoli in rappresentanza del Sindaco Gaetano Manfredi e l’assessore regionale Valeria Fascione, in rappresentata del Presidente Vincenzo De Luca, Antonio Garofalo Rettore dell’Università Parthenope. Al Comune di Napoli Imperiale ha ‘simbolicamente’ consegnato una copia di una delibera del 1884, allora Sindaco Nicola Amore, in cui il consiglio comunale approvava il regolamento SSIP e organizzava iniziative a supporto degli artigiani del Guanto.
Per la Falciatore: “Il Comune di Napoli è impegnato nel pieno supporto dell’ente Stazione Sperimentale e riteniamo importante questa iniziativa celebrativa, perché la SSIP è di fatto legata a doppio filo alla storia della città di Napoli. Un’iniziativa che rientra appieno nel lavoro dell’amministrazione, che punta a valorizzare l’artigiano artistico come parte della storia della città, che va tutelata in virtù anche dell’identità della stessa, come città dell’Unesco. Un artigianato che riguarda il pellame, ma non solo e che è strettamente collegato anche alle attività storiche del comune, alle delibere fatta nei decenni passati dal consiglio comunale tra cui proprio il decreto che ci è stato simbolicamente consegnato.  Ecco, nel solco di quella storia si muove il Comune di Napoli pur lavorando sempre per promuovere l’innovazione e il futuro per le nuove generazioni”.

“Le attività di ricerca e le sperimentazioni avviate – ha sottolineato l’assessore Fascione- sono fondamentali per tutelare e valorizzare il Made in Italy, coniugando innovazione e tradizione. In questo ambito, la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli rappresenta un’eccellenza nazionale. Con piacere ho portato i saluti del Presidente De Luca e l’apprezzamento della Giunta a questa realtà, espressione del know how e della dinamicità della nostra regione”.

Folta la rappresentanza di docenti e ricercatori dell’Università di Napoli Federico II che hanno contributo, in maniera determinante, negli ultimi anni al rilancio dell’Istituto di ricerca.
Presenti anche rappresentati del distretto conciario di Arzignano e di MICS- Made in Italy Circolare e Sostenibile-, il Partenariato Esteso finanziato dal MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca) che vede la SSIP tra i soci fondatori insieme a 12 università italiane ed imprese industriali settore moda, arredamento ed automazione.
“Dal 1885 la SSIP – ha sottolineato Balducci – opera a supporto di tutte le aziende italiane del settore conciario. Da sempre impegnati in attività di ricerca e sviluppo, formazione, certificazione di prodotti e processi, analisi, controlli e consulenza. Sono 140 anni, portati bene. Iniziative come quella di oggi sono la sintesi del nostro DNA. Siamo quelli che tengono insieme la tradizione e l’innovazione, custodi di valori e storie antiche che proiettiamo nel futuro”, ha continuato Balducci:
“La mission della Stazione Sperimentale quella di sviluppare e promuovere l’innovazione di processo, di prodotto e dei servizi dell’industria conciaria, al fine di migliorare la capacità competitiva a livello internazionale per qualità della produzione, sviluppo tecnologico e sostenibilità ambientale, a vantaggio dell’intera filiera e dei principali mercati obiettivo: Arredamento, Automotive, Calzatura, Interiors, Moda, Pelletteria”.

Rivista – SPORTS TEXTILES vol. 31 gennaio 2025
Rivista – SPORTS TEXTILES vol. 31 gennaio 2025

◊ Letture presso la Biblioteca della Stazione Sperimentale Pelli ◊

Rivista: WSA Sportstextiles – Materiali per l’abbigliamento sportivo vol. 31 – 2025 

Pubblicazione leader per lo sviluppo di materiali nel mercato dell’abbigliamento sportivo.

Editore: World Trades Publishing Ltd, Liverpool, (UK)

Nel corso del 2001, per completare la rivista “World Sports Activewear (WSA)”, è stato lanciato Sportstextiles.com, come portale di notizie. Più di 100 storie da tutte le parti del mondo, riguardanti gli sviluppi nei tessuti, nei materiali e nei prodotti finiti, vengono pubblicate ogni mese.

Contents: World Sports Activewear (WSA), Vol.31, 2025

Approfondimenti:

Nuovi arrivati: La WSA compie 30 anni

Storie di alghe: Una risorsa naturale, Alzar Car è la fonte di coloranti a base di sangue

Raduno sulla spiaggia

Tecnologia delle calzature: Passaggi naturali Lo specialista della gomma Vulex ha gli occhi puntati sul settore delle scarpe interessano più marchi

Questa rivista e tutte le edizioni precedenti possono essere consultate presso la nostra Biblioteca

Sede Biblioteca 

Stazione Sperimentale per I’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti srl – c/o Comprensorio Olivetti
Via Campi Flegrei, 34 • 80078 Pozzuoli (NA) –  per consultazione è gradito appuntamento  ai seguenti recapiti – tel: 081 597 91 12  e-mail: c.grosso@ssip.it

I risultati scientifici e le prospettive future del partenariato MICS: la SSIP alla general assembly di Bologna
I risultati scientifici e le prospettive future del partenariato MICS: la SSIP alla general assembly di Bologna

Sono stati due giorni di lavoro intensi e stimolanti quelli dell’Annual Meeting del Partenariato Esteso MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile; un evento dal titolo “LAVORIAMO INSIEME AL FUTURO”, che si è tenuto il 3 ed il 4 febbraio, presso il Congress Center di Bologna.

Si è trattata di una occasione straordinaria per favorire la contaminazione tra tutti i protagonisti i del Partenariato Esteso, che hanno avuto modo di discutere in maniera critica dei progressi e dei risultati dei numerosi e ambiziosi progetti degli otto Spoke, nonchè dei nuovi impulsi derivanti dai progetti vincitori dei bandi a cascata.

All’evento, hanno preso parte, per la SSIP, Edoardo Imperiale, Direttore Generale, Serena Iossa, Direttore Operativo, Claudia Florio, Responsabile Area Ricerca e Sviluppo.

Le riflessioni emerse nel corso dei lavori hanno gettato le basi per definire gli orientamenti strategici del Partenariato, per delineare le prospettive future dei settori produttivi più rappresentativi del Paese e per veicolarne l’evoluzione verso una transizione green e circolare, anche in un’ottica di Simbiosi Industriale, che sottenda un sostanziale cambio di paradigma: valorizzare la tradizione, senza temere le sfide del futuro; un impegno che sottende una transizione del concetto di “Made in” in quello di “Will make in”.

Il Partenariato è pronto, in tal senso, a trovare sempre nuove forme per accompagnare le filiere di riferimento verso questa svolta epocale, attraverso approcci trasversali, multidisciplinari e nel contempo verticali, che assicurino una risposta solida alle più complesse sfide; un percorso che vede tra i protagonisti il settore conciario, che potrà contare su un numero crescente di infrastrutture scientifiche e reti di competenze dei partner della SSIP, che potranno accompagnare la filiera in una prospettiva di rilancio di ampio respiro.

DA CPMC – Brugnoli (Spin360): “Buone pratiche e sostenibilità: Il ruolo chiave dell’innovazione nella Supply Chain”
DA CPMC – Brugnoli (Spin360): “Buone pratiche e sostenibilità: Il ruolo chiave dell’innovazione nella Supply Chain”

L’integrazione di buone pratiche e innovazioni sostenibili all’interno della supply chain è oggi essenziale per ridurre l’impatto ambientale delle aziende, contribuendo a rispettare i confini planetari e a promuovere un modello economico basato sull’approccio scientifico e la qualità del dato.

La crescita demografica e l’espansione economica globale stanno portando a un’accelerazione senza precedenti nel consumo delle risorse naturali, ponendo sfide critiche alla sostenibilità ambientale e alla gestione degli ecosistemi. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, la popolazione mondiale raggiungerà circa 8,5 miliardi di persone nel 2030, rispetto ai 7,9 miliardi registrati nel 20211.

Le ragioni di questa crescita sono molteplici: migliore alimentazione, migliore tecnologia, migliori medicine, migliori condizioni di vita rispetto al passato. Si potrebbe quindi dire che le persone non solo sono di più, ma anche che vivono meglio e più a lungo rispetto al passato. Una misura di queste crescenti condizioni dell’umanità è data dal famoso Human Development Index (HDI), un indice creato e definito dalle Nazioni Unite che non misura solo le condizioni economiche dei Paesi, ma anche il benessere complessivo dei loro cittadini.

 

La Figura 1 rappresenta l’evoluzione del HDI nel periodo dal 1990 al 2022. Evidenzia un miglioramento dell’indice in tutte le nazioni del pianeta, con una crescita media globale del 23% circa. Si continuano però ad evidenziare grosse differenze tra le nazioni del mondo. In particolare, il Niger, ultimo in classifica, ha registrato una crescita del 46,2%, circa il doppio rispetto alla media globale. Dal 1990 al 2022, il Paese ha compiuto progressi significativi in diversi indicatori di sviluppo umano: l’aspettativa di vita è aumentata di oltre 20 anni, passando da 41,9 a 62,1 anni; gli anni di istruzione attesi sono passati da 2,0 a 7,2, e gli anni medi di istruzione sono saliti da 0,7 a 1,3. Anche il reddito pro capite, è aumentato da 1.086 a 1.283 dollari (PPP). Questi progressi riflettono un miglioramento complessivo del- le condizioni di vita, pur rimanendo al di sotto degli standard globali.

In questo contesto, particolarmente rilevante per l’industria conciaria, si inseriscono i dati della produzione globale di carne, che come mostrato in Figura 2 è cresciuta del 403,7% nel periodo dal 1961 al 2023.

Questo miglioramento delle condizioni uma- ne comporta, di fatto, un “prezzo” ambientale. Attualmente, l’umanità consuma infatti risorse equivalenti a circa 1,7 pianeti Terra all’an- no4. Questo fenomeno indica che il consumo di risorse naturali avviene a un ritmo superiore alla capacità rigenerativa del pianeta.

È dunque cruciale comprendere quali sono le principali metriche di misurazione ambientale che oggi vengono utilizzate, per orientare gli sforzi dell’industria. In particolare, l’impronta di carbonio è una misura delle emissioni to- tali di gas serra (GHG) generate direttamente o indirettamente da attività umane, espressa in tonnellate di CO2 equivalente5. Questo indicatore quantifica l’impatto ambientale del- le attività produttive e dei consumi, inclusi energia, trasporti, e produzione di beni. Un riferimento globale per calcolare l’impronta di carbonio è il GHG Protocol (Greenhouse Gas Protocol), che fornisce standard internazionali per la contabilizzazione e gestione delle emissioni di gas serra.

Per le aziende, secondo il GHG Protocol, le emissioni di gas serra collegate alla propria attività, definite nelle categorie Scope 1, Scope 2 e Scope 3, contribuiscono in maniera significativa al superamento dei confini planetari, in particolare con le emissioni di Scope 3 che, seppur indirette, rappresentano una delle aree di maggiore impatto e al contempo, di più complessa gestione6. Per contribuire efficacemente alla riduzione delle emissioni, è importante agire proattivamente ingaggiando e collaborando con la propria catena di fornitura. Questa strategia richiede un approccio scientifico orientato all’innovazione.

Per comprendere a pieno l’impatto dell’attività umana, i confini planetari rappresentano un paradigma chiave. Questo concetto è stato introdotto nel 2009 da un gruppo di scienziati dello Stockholm Resilience Centre7 per definire soglie critiche oltre le quali l’equilibrio globale potrebbe subire alterazioni irreversibili, compromettendo la resilienza degli

ecosistemi e delle generazioni future. Come evidenziato nella Figura 3, i confini planetari offrono un quadro scientifico per comprendere i limiti del consumo umano di risorse naturali, evidenziando come l’attuale veloci- tà di sfruttamento superi già, in molti casi, la capacità di rigenerazione del pianeta.

Questi confini rappresentano dunque, un promemoria fondamentale: la Terra ha delle capacità fisiche e biologiche limitate, e l’umanità si sta spingendo verso un punto di non ritorno.

Recenti dati rivelano che il 60% delle aziende incluse nella classifica Fortune Global 500 ha già adottato impegni formali in meri- to al cambiamento climatico e all’adozione di strategie di sostenibilità8, indicando un signi- ficativo mutamento nella cultura aziendale e nella responsabilità sociale d’impresa. Questa percentuale è destinata ad aumentare, anche grazie all’iniziativa Science-Based Targets9 (SBTi) che supporta molte di queste aziende nel fissare obiettivi di riduzione delle emissio- ni, riflettendo una crescente consapevolezza nei confronti delle sfide ambientali globali.

In questo contesto, strumenti e metodologie quali il Life Cycle Assessment (LCA), il Life Cycle Costing (LCC) e la Corporate Carbon Footprint (CCF) risultano fondamentali per una valutazione approfondita degli impatti ambientali. Allo stesso modo, pratiche come l’agricoltura rigenerativa, che mira a ripristinare la salute dei suoli e a favorire la bio- diversità, svolgono un ruolo chiave nel pro- muovere pratiche innovative all’interno della supply chain.

In un’epoca in cui il consumo delle risorse supera la capacità rigenerativa del pianeta, l’adozione di queste pratiche e strumenti è fondamentale per garantire un futuro sostenibile. Le aziende devono quindi abbracciare un approccio innovativo e scientifico, orienta- to non solo alla riduzione delle emissioni, ma anche alla promozione di modelli di business circolari e rigenerativi. Solo così sarà possibile rispettare i confini planetari e affrontare efficacemente le sfide ambientali globali, garantendo un equilibrio tra sviluppo economico e sostenibilità ambientale.

Roadshow per il Bando del Ministero del Made in Italy per gli investimenti nella filiera delle fibre tessili naturali e della concia: tre tappe promosse da SSIP, Casa del Made in Italy e la Fondazione MICS.

Maggiori informazioni QUI

Link di iscrizioni alle tappe QUI

Minimum 4 characters