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Caratteristiche e peculiarità dei diversi processi di concia delle pelli
Caratteristiche e peculiarità dei diversi processi di concia delle pelli

Negli ultimi anni, nell’ottica di uno sviluppo sempre più sostenibile del settore, la ricerca e l’innovazione in ambito conciario si è sempre di più indirizzata all’individuazione di nuovi processi di concia, ovvero all’ottimizzazione di processi già esistenti.

Gli obiettivi di tali attività sono di ottenere pelli con le caratteristiche merceologiche desiderate, minimizzando l’impatto ambientale dei processi proposti per la relativa produzione. Al di là di quanto può essere oggetto di comunicazione di natura commerciale, tali obiettivi non sono mai pienamente raggiunti, e viva deve rimanere la tensione al miglioramento dei processi.

Riteniamo quindi opportuno presentare uno stato dell’arte sui diversi sistemi di concia delle pelli offerti presenti sul mercato che ne descriva le caratteristiche e le peculiarità in termini di:

  1. Gestione dei processi proposti
  2. Proprietà merceologiche dei pellami ottenuti
  3. Impatto ambientale del processo, declinato negli aspetti principali di gestione degli scarichi idrici e degli scarti solidi che ne derivano
  4. Considerazioni inerenti il ciclo di vita di manufatti

sulla base di informazioni oggettive derivanti da evidenze tecniche e scientifiche.

 

Cominciamo questo percorso con il processo che ad oggi permane quello più consolidato nella pratica conciaria, ovvero quello basato sull’utilizzo di sali di cromo trivalente.

 

 

 

Dott. Gianluigi Calvanese 
Responsabile Area Laboratori e Servizi alle Imprese

 

Per ulteriori informazioni, si può visitare la pagina dedicata Caratteristiche e peculiarità della Concia al cromo

 

La SSIP alla fiera “Lineapelle Milano” per presentare il nuovo numero di CPMC
La SSIP alla fiera “Lineapelle Milano” per presentare il nuovo numero di CPMC

La Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie presenterà il nuovo numero della rivista “CPMC – Cuoio Pelli e Materie Concianti” durante la fiera Lineapelle di Milano i prossimi 22-24 settembre 2021.

 

CPMC è il magazine ufficiale della “Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle materie concianti” dal 1923, organo di comunicazione indispensabile per favorire la divulgazione scientifica e il trasferimento di conoscenze; la nuova edizione ha come FOCUS: TRASFORMAZIONE DIGITALE E TRANSIZIONE ECOLOGICA “Nuove tecnologie abilitanti per l’Industria 4.0” .

Prossimi Eventi: la SSIP alla fiera “Lineapelle Milano” 22-24 settembre 2021
Prossimi Eventi: la SSIP alla fiera “Lineapelle Milano” 22-24 settembre 2021

La Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie concianti è lieta di annunciare la sua presenza alla fiera “Lineapelle”, che si terrà a Milano i prossimi 22-24 settembre 2021. La SSIP vi aspetta nel suo infopoint all’interno del padiglione n.15, posizione T08.

Sarà l’occasione per distribuire il nuovo numero del magazine “CPMC – Cuoio Pelli Materie Concianti”, rivista ufficiale dal 1923 della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle materie concianti, organo di comunicazione indispensabile per favorire la divulgazione scientifica e il trasferimento di conoscenze, e che ha come FOCUS: TRASFORMAZIONE DIGITALE E TRANSIZIONE ECOLOGICA “Nuove tecnologie abilitanti per l’Industria 4.0” .

La tematica individuata, di evidente interesse strategico per il settore, è stata affrontata sotto i molteplici aspetti in cui la sostenibilità può declinarsi. Il nuovo numero vede il contributo di autori afferenti al mondo delle istituzioni, su scala nazionale e locale, oltre che di attori di elevato profilo scientifico afferenti al mondo della ricerca e dell’accademia, che affiancano la Stazione Sperimentale nel crescente impegno in materia di individuazione di approcci innovativi per favorire una evoluzione sostenibile delle imprese produttrici ed utilizzatrici di cuoio.

Ricordiamo che Lineapelle è la più importante rassegna internazionale dedicata al settore delle pelli, accessori, componenti, sintetico, tessuti e modelli per calzatura, pelletteria, abbigliamento e arredamento.

Il sistema fieristico rappresentato da Lineapelle e le rassegne ad essa collegate è imperniato sul primato delle aziende italiane portatrici di stile, qualità, servizio al cliente.  Ha luogo due volte l’anno nel quartiere fieristico di Milano, in febbraio per le collezioni estive e a settembre per quelle invernali.

Tratto distintivo nel suo sviluppo storico è il costante primato di innovazione stilistica e qualitativa, che la rende indispensabile per la domanda mondiale. La manifestazione ha saputo diversificare la sua offerta attraverso eventi di nicchia: Lineapelle New York, Lineapelle London.

 

Per partecipare alla fiera e per qualsiasi altra informazione, si può visitare il sito https://www.lineapelle-fair.it/it/

 

Ridurre l’impronta chimica? Si può
Ridurre l’impronta chimica? Si può

Ridurre l’impronta chimica? Si può. L’impegno di ZDHC per la sostenibilità

Pubblicato su CPMC 1/2021

 

A cura di

Alessandra Tortora, ZDHC per il sud Europa

 

La Spettroscopia Infrarossa in Riflettanza Totale Attenuata
La Spettroscopia Infrarossa in Riflettanza Totale Attenuata

La Spettroscopia Infrarossa in Riflettanza Totale Attenuata per la caratterizzazione del cuoio e degli scarti conciari

Diverse sono le tecniche spettroscopiche di potenziale interesse per il settore conciario; tra queste, una tecnica rivelatesi essere di importanza strategica per le attività di ricerca e di assistenza alle imprese

Made Green In Italy e calcolo dell’impronta ambientale
Made Green In Italy e calcolo dell’impronta ambientale

Made Green In Italy e calcolo dell’impronta ambientale, ricerche e tecnologie per la  sostenibilità della pellePubblicato su CPMC 1/2021

 

A cura di

Paolo Masoni, Presidente Ecoinnovazione srl, Alessandra Zamagni Consigliere delegato Ecoinnovazione srl

Tiziana Gambicorti, Coordinatore Tecnico-scientifico Dipartimento tecnologie di processo SSIP

 

Progetto Safe, la rifinizione delle pelli diventa naturale
Progetto Safe, la rifinizione delle pelli diventa naturale

Progetto Safe, la rifinizione delle pelli diventa naturale Pubblicato su CPMC 1/2021

 

A cura di  Roberta Bertani, Professore Associato Dipartimento di Chimica Università degli Studi di Padova

 

Marco Nogarole, Responsabile Ufficio Distretto Arzignano SSIP

 

 

 

Il progetto SAFE: (presentato dalla RIR Face Design a valere sul POR Fesr 2014-2020 della Regione Veneto – di cui la SSIP è partner come centro di ricerca insieme al Politecnico Calzaturiero del Brenta) “Smart creativity for safety and restart” presentato al Bando per il sostegno a progetti di Ricerca e Sviluppo realizzati dalle Reti Innovative Regionali e dai Distretti Industriali, si propone di preparare una serie di nuovi prodotti chimici da utilizzare in processi chimici innovativi per le lavorazioni conciarie in particolare di “wet rifinizione” con lo scopo di migliorare il tatto del cuoio, nel livellarne le irregolarità di tintura e di superficie, nel conferire lucentezza e brillantezza, aumentando nel contempo la resistenza allo sfregamento ad umido e idrorepellenza.

 

L’obiettivo è di utilizzare come materie prime prodotti naturali o di recupero, nell’ottica dello sviluppo di prodotti e processi ecosostenibili e coerenti con una prospettiva di economia circolare. Si intendono sviluppare prodotti e processi che realizzino uno strato coprente, costituito da un film polimerico elastico e traspirante caratterizzato dalla capacità di ancorarsi saldamente alla superficie della pelle, attraverso la formazione di legami covalenti o forti interazioni di natura elettrostatica. In genere si distinguono due tipi di rifinizione, quelle che vengono chiamate rifinizioni all’anilina, basate su materiali filmogeni incolori che conferiscono al cuoio protezione verso l’ambiente esterno, morbidezza, lucentezza e brillantezza, e che derivano il nome dal fatto di mantenere il colore conferito al cuoio da coloranti organici a base di anilina.

 

Le proprietà principali di un film di rifinizione per cuoio sono:

 

1. Capacità di ancorarsi al cuoio conciato e tinto: tale effetto si può realizzare attraverso la formazione di legami chimici forti (legami covalenti tra gruppi funzionali del film coprente e del cuoio), interazioni di natura elettrostatica (ponti a idrogeno o interazioni tra gruppi polari del film coprente e del cuoio o interazioni di Van der Waals) o per penetrazione (per pressione o capillarità) nei pori del cuoio. Parametri fondamentali per valutare la capacità di coesione tra la superficie del cuoio e il materiale polimerico liquido filmogeno sono, tra l’altro, la tensione superficiale del cuoio, del liquido e la tensione interfacciale, misurabili attraverso determinazioni di angolo di contatto.

 

2.Caratteristiche fisico-meccaniche, determinate da composizione chimica e peso molecolare del polimero. In particolare, la flessibilità è in genere garantita da polimeri a struttura amorfa e dalla presenza di catene laterali più o meno ramificate. Tali proprietà possono essere misurate mediante l’ottenimento del modulo elastico da diagrammi sforzo/deformazione, anche a diverse temperature e dalla individuazione della temperatura di transizione vetrosa.

 

3.Stabilità chimico/fisica dei materiali stessi e del loro effetto sul pellame anche a seguito di sollecitazioni termiche e meccaniche.

 

4.Resistenza all’acqua e/o a solventi legata alla natura chimica del polimero filmogeno, modulandone la polarità (che, se aumentata determina una maggiore adesione al supporto) e l’idrofilicità (che, se diminuita rende la superficie più idrofobica).
Quest’ultimo effetto tipicamente è stato ottenuto mediante l’utilizzo di sistemi contenenti catene perfluorurate, realizzando anche un effetto antimacchia. I materiali perfluorurati conferiscono anche repellenza nei confronti di molti solventi, ma la loro produzione e il loro esteso utilizzo rappresentano un grosso problema ambientale attualmente nella nostra regione. Il progetto intende infatti progettare nuovi materiali polimerici filmogeni di rifinizione esenti da fluoro.

 

Il progetto si propone di progettare, realizzare, caratterizzare e testare nuovi agenti polimerici filmogeni di rifinizione costituiti da biopolimeri naturali ricchi di gruppi funzionali di origine animale (come la caseina, di natura idrofobica ma ricca di gruppi carbossilici), di origine vegetale (e quindi rinnovabili, come l’amido ottenuto ad esempio da bucce di patata, l’acido polilattico derivato da zuccheri e/o da processi biotecnologici, i poliidrossialcanoati, come il poliidrossibutirrato, il poliisoprene naturale o oli insaturi come l’olio di semi di vinacciolo, che risulta caratterizzato da oltre il 60% di acido linolenico, circa in 20% di acido
oleico e una notevole quantità di polifenoli) con particolare attenzione ai materiali di scarto in un’ottica di economia circolare.

 

Di tali polimeri saranno studiati vari processi di reticolazione, ad esempio con derivati maleici o altre molecole polifunzionali (quali polifenoli, policarbossili o poliammidi) al fine di individuare le condizioni sperimentali e la formulazione che meglio rispondono delle caratteristiche necessarie al trattamento di rifinizione.

 

 

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