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Apr 29 2026

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CPMC – Grazioso et al. (RTT presso il Dipartimento diIngegneria Industriale): “La soft robotica per l’industria delle pelli”

Stanislao Grazioso, Teodorico Caporaso, Antonio Lanzotti

Nel momento storico in cui la filiera conciaria italiana si confronta con la transizione verso modelli produttivi più sostenibili, digitalizzati e orientati all’uomo, emerge con forza la necessità di nuove tecnologie capaci di sostenere questa trasformazione, senza snaturare la tradizione manifatturiera che ha reso il Made in Italy un riferimento internazionale. Evoluzione della robotica da rigida (hard) a deformabile (soft). La soft robotica è l’evoluzione della robotica mediante l’uso di materiali deformabili. Il disegno meccanico dei robot è bio-ispirato e rende capaci i robot di movimenti continui ed adattivi. A differenza dei robot rigidi che popolano le linee industriali tradizionali, questi sistemi non operano in celle chiuse né richiedono distanze di sicurezza: sono concepiti per interagire con le persone e con l’ambiente in modo intrinsecamente sicuro. La loro capacità di cambiare configurazione, di manipolare oggetti delicati senza danneggiarli, di adattarsi spontaneamente a forme e geometrie variabili, offre alle imprese un potenziale ancora in gran parte inesplorato. È una tecnologia, che aiuta a rispondere alla crescente domanda di personalizzazione dei prodotti, al bisogno di maggiore flessibilità operativa e alle sfide ambientali che stanno ridefinendo l’economia globale. La soft robotica al servizio dell’industria conciaria Proprio per queste caratteristiche, la soft robotica può trovare applicazioni preziose nell’industria delle pelli. Uno degli ambiti più interessanti è quello della manipolazione del materiale durante le diverse fasi di lavorazione. Le pelli sono superfici estese, flessibili, irregolari e altamente sensibili alla pressione: ogni piega involontaria, ogni presa troppo energica può generare difetti che compromettono la qualità del prodotto finito. Un soft robot, invece, è in grado di distribuire le forze in modo uniforme, imitare il gesto umano e afferrare la pelle senza tensioni dannose. Questo significa riduzione degli scarti, maggiore omogeneità dei risultati e un supporto concreto agli operatori, che possono dedicarsi ad attività più qualificate e meno faticose. Un’altra applicazione riguarda il controllo qualità, un tema sempre più centrale per il posizionamento competitivo della conceria italiana. I soft robot possono integrare sensori tattili per rilevare micro-irregolarità, spessori anomali o difetti superficiali con una precisione che può arrivare ad essere comparabile con il tocco esperto dell’artigiano. Questa capacità, unita ai sistemi digitali di
raccolta dati, può contribuire a creare standard di qualità più avanzati, indispensabili per rispondere alle richieste dei brand globali, che sempre più chiedono informazioni verificabili sull’origine e sulle caratteristiche dei materiali.

Le pelli come materiale per la soft robotica. La relazione tra soft robotica e industria conciaria non procede soltanto in un’unica direzione, quella legata al suo uso per migliorare il processo produttivo attuale delle pelli. La pelle può, a sua volta, diventare parte integrante delle tecnologie robotiche. La ricerca attuale sta infatti esplorando guanti attuati, tutori intelligenti ed esoscheletri soft nei quali la pelle, grazie alla sua resistenza, alla traspirabilità, alla flessibilità e al suo confort generale, funge da supporto strutturale o da interfaccia sensibile per il corpo umano. Queste applicazioni aprono scenari del tutto nuovi per il settore: dalla moda-tech ai dispositivi medicali, dai dispositivi di protezione individuale ai prodotti wearable ad alto contenuto tecnologico. L’incontro tra tradizione conciaria e robotica bio-ispirata può così generare una nuova classe di manufatti in grado di coniugare funzionalità avanzate e qualità estetica, ampliando significativamente il potenziale mercato delle aziende italiane. Un’’opportunità per il Made in Italy Circolare e Sostenibile. La soft robotica rappresenta dunque una opportunità concreta per rafforzare la sostenibilità dell’intera filiera conciaria, intesa non solo come riduzione dell’impatto ambientale, ma come dimensione sistemica che comprende aspetti sociali, economici, formativi e culturali. Dal punto di vista ambientale, l’utilizzo di sistemi più leggeri e adattivi consente di ridurre consumi energetici e materiali di scarto, migliorando l’efficienza dei processi. Dal punto di vista sociale, la maggiore sicu-rezza operativa e la riduzione dei compiti fisicamente gravosi contribuiscono a creare ambienti di lavoro più inclusivi e attrattivi per le nuove generazioni, un tema cruciale per il futuro del settore. Dal punto di vista economico, la capacità di riconfigurare rapidamente le linee produttive permette alle aziende di rispondere con prontezza alle richieste dei clienti, dai marchi del lusso all’automotive,mantenendo al contempo la propria identità artigianale. Proprio per questi motivi, la soft robotica rappresenta una tecnologia cardine dei progetti ROOTS (gReen sOft ROboTicS) e AURORA (sustainable AUgmented pRoducts for spORt and sAfety) a supporto del progetto SOLARIS (Sustainable Options for Leather Advances and Recycling Innovative Solutions), progetto specifico sull’industria conciaria, oltre che del progetto RESHAPE (supeRficiE Soft riconfigurabile e Hi-tech per la mAniPolazione delicata delle pElli).


Conclusioni
Si evidenziano tre messaggi essenziali: la soft robotica può sostenere e potenziare le attività artigiane tipiche della tradizione italiana; può migliorare significativamente i processi produttivi della filiera conciaria; e può contribuire alla creazione di nuovi prodotti ad alto valore aggiunto, come guanti intelligenti o supporti robotici soft, in cui la pelle diventa un materiale tecnologico. Innovare la pelle significa innovare il futuro del Made in Italy. La
soft robotica, con la sua capacità di coniugare scienza, sostenibilità e cultura del fare, si candida a essere una delle tecnologie chiave di questo percorso.

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