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Ridurre l’impronta chimica? Si può
Ridurre l’impronta chimica? Si può

Ridurre l’impronta chimica? Si può. L’impegno di ZDHC per la sostenibilità

Pubblicato su CPMC 1/2021

 

A cura di

Alessandra Tortora, ZDHC per il sud Europa

 

La Conceria Sperimentale presso ITTE G. Galilei di Arzignano
La Conceria Sperimentale presso ITTE G. Galilei di Arzignano

Pubblicato su CPMC 03/2020

 

La Stazione Sperimentale, nell’ambito degli obiettivi del Politecnico del Cuoio, ha sviluppato azioni atte a supportare l’Istituto Tecnico Tecnologico Economico Galileo Galilei di Arzignano sulla strada del perfezionamento della formazione di una nuova generazione di tecnici specializzati nella produzione conciaria. Il percorso si è sostanziato nella realizzazione di una struttura all’avanguardia, la Conceria Sperimentale, in grado di riprodurre fedelmente i processi e le situazioni di lavoro di una moderna conceria, consentendo agli
studenti la possibilità di crescere e formarsi utilizzando tecnologie e processi al passo con i tempi del comparto conciario.

 

Conceria Sperimentale

La Conceria Sperimentale, implementata presso l’Istituto Tecnico Galilei di Arzignano nel cui Laboratorio di Processo, possono essere riprodotti, in scala pilota, i principali processi ad umido (concia, riconcia, tintura ed ingrasso) e di rifinizione della lavorazione conciaria.
La Conceria Sperimentale è dotata anche di una sezione su scala laboratorio che potrà essere utilizzata per la messa a punto dei colori e delle fasi di riconcia, tintura ed ingrasso. Nella Conceria Sperimentale posso altresì essere eseguite anche alcune lavorazioni meccaniche tipiche del processo conciario, quali ad esempio Asciugaggio e la Smerigliatura.
La Conceria Sperimentale è stata implementata dotandola di 4 nuovi bottalini in acciaio inox 416 della capienza di 200 litri per prove in scala pilota di operazioni di rinverdimento, calcinaio, macerazione, concia, riconcia, ingrasso e tintura. I nuovi moderni bottalini a velocità variabile e regolabile in continuo, hanno la possibilità di caricare fino a 35 kg, sono dotati di contalitri, impianto di riscaldamento e controllo della temperatura.
Inoltre, sono corredato di Touch Screen per il controllo della botte e di tutte le sue funzioni, incluso programmazioni dei cicli di lavoro,
posizionamento porta, eventuali uscite per controllo di processo in rete. Altro importante upgrade effettuato all’interno della Conceria Sperimentale è stato l’installazione di una cella in acciaio inox 316, che consente il mantenimento delle pelli grezze alla temperatura di 4C°, in ottemperanza del regolamento CE relativa alle norme sanitarie sulla gestione dei sottoprodotti di origine animali. La cella ha
un volume di circa 3.000 litri e può contenere anche 20 pelli grezze contemporaneamente, allo stato fresco, salato fresco o salate.

La Conceria Sperimentale presso ITTE G. Galilei di Arzignano La Stazione Sperimentale, nell’ambito degli obiettivi del Politecnico del Cuoio, ha sviluppato azioni atte a supportare l’Istituto Tecnico Tecnologico Economico Galileo Galilei di Arzignano sulla strada del
perfezionamento della formazione di una nuova generazione di tecnici specializzati nella produzione conciaria.

 

Laboratorio di Prove

La stessa Conceria Sperimentale è dotata di un Laboratorio di Prove di prossimità, orientato ad effettuare le prime prove di verifica e validazione dei processi attuati. Anche il Laboratorio è stato implementato tramite l’acquisizione di apparecchiature specificatamente orientate a determinate caratteristiche fisiche e meccaniche richieste alle produzioni conciarie tipiche del Distretto Veneto ed in particolare:
• abrasimetro Martindale per determinare analizza la resistenza all’usura, per i pellami da rivestimento per il settore arredo ed automotive.
• apparecchiatura per la determinazione del fogging ovvero della tendenza da parte di parte di materiali, sottoposti al calore, di
produrre composti, sottoforma condense, formano un rivestimento che provoca la diminuzione della visibilità, principalmente
su parabrezza di autoveicoli.
• Dinamometro a doppia colonna per la caratterizzazione meccanica dei cuoi come la resistenza allo strappo, alla trazione, allungamento percentuale, compressione o flessione e adesività della rifinizione del cuoio.
• spessimetro digitale per misure fino a 35 mm. Il Misuratore digitale per la misurazione dello spessore del cuoio è conforme alla norma UNI EN ISO 2589/ IUP 4.

 

Principali Apparecchiature

• Aspo, Macchina a spaccare e Pressa a feltri
• Bottalini per l’esecuzione di Prove ad Umido in scala pilota
• Giragiare per l’esecuzione di Prove ad Umido in scala laboratorio
• Sistema in scala pilota per la rifinizione delle pelli con cabina a spruzzo manuale e tunnel di asciugaggio
• Sistemi di Asciugaggio a piastra, sottovuoto, a catena ed a telaio
• Attrezzature per l’esecuzione di operazioni meccaniche (Smerigliatrice, Palissone, Placcatrice, Stiratrice, Pressa per stampaggio)
• Attrezzature per pellicceria che quali rasatrice, cardatrice, smerigliatrice e stiratrice.
• Cella frigorifero per la conservazione di pelli grezze
• Laboratorio di Prova di prossimità per la verifica immediata delle prove di processo.

 

Supporto ai Servizi

• Pareri e capitolati
• Certificazione di prodotto e di processi produttivi
• Custom innovation

 

Supporto alle tematiche di ricerca

• Tecnologie di processo
• Biotecnologie conciarie
• Sviluppo prodotto

 

A cura di Marco Nogarole , Responsabile Ufficio Distretto Arzignano della Stazione Sperimentale Pelli

 

 

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Laboratorio di misurazione superficie e metrologia legale: Stato dell’arte consuetudini
Laboratorio di misurazione superficie e metrologia legale: Stato dell’arte consuetudini

Pubblicato su CPMC 03/2020

 

La Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti è sempre stata considerata come il riferimento nazionale per il controllo della superficie dei pellami nelle transazioni commerciali sia per pelli finite che per pelli grezze.
Dal punto di vista formale lo status di unico laboratorio di riferimento in Italia è stato affidato all’ente negli anni novanta con la pubblicazione dei Contratti Internazionali N. 6 e N. 7 tra l’International Council of Hides, Skins & Leather Traders Associations (ICHSLTA) e l’International Council of Tanners (ICT) che, per colmare una lacuna metrologica del settore e per fornire un riferimento di terza parte nelle transazioni, hanno individuato una serie di laboratori per definire la misura
di riferimento da confrontare quella delle transazioni al fine di valutare la conformità allo scarto percentuale consentito.
Dall’approvazione dei contratti, oggi, in tutto il mondo restano soltanto 7 laboratori mondo, tra i quali solo 5 hanno la possibilità di effettuare i controlli delle pelli finite secondo la ISO 11646, ovvero utilizzando la macchina a pioli, che, nonostante i recenti sviluppi tecnologici, resta la macchina che prescritta dall’ICT quale riferimento nelle contestazioni
delle forniture. Tra questi c’è ovviamente la Stazione Sperimentale.

 

Per quanto riguarda gli asset aziendali, nella nuova sede di Pozzuoli è stata dedicata un’intera area per il Laboratorio di Misurazione e Metrologia, nel quale è in funzione non solo una macchina a pioli recentemente restaurata, ma anche due dispositivi optoelettronici a rulli ed a trascinamento (con aspirazione e non) conformi alla EN ISO 19076 (dispositivi di
tipo A e B). Nella sostanza, l’ente è in grado di effettuare i controlli mettendosi in tutte le tipiche condizioni di misura di vendita delle concerie. Questo sia su prodotto finito che su grezzo. La Stazione Sperimentale, infatti, è dotata di bottali per il condizionamento delle pelli necessario per le verifiche allo stato wet attraverso una macchina a tappeto unica nel settore e costruita per effettuare esclusivamente i controlli come da Contratto internazionale N. 6. Inoltre, tra tutti i laboratori operanti nei controlli, la Stazione Sperimentale è l’unica ad avere l’intero ambiente condizionato secondo le prescrizioni delle norme di riferimento e delle “Best practices of leather measurements” dell’ICT; ciò non solo garantisce effettivamente il rispetto delle prescrizioni sul condizionamento dei pellami, ma consente una produttività molto elevata del laboratorio in termini di rapporti di prova emessi. A garanzia del mantenimento delle condizioni, l’ambiente è tenuto sotto controllo con datalogger digitali tarati LAT per il monitoraggio continuo delle condizioni di temperatura e umidità.
Nel Laboratorio sono altresì effettuate attività tese alla determinazione della conformità ed alla taratura dei Dischi di Misurazione, utilizzati dai possessori di macchine a misurare calibrare le proprie macchine. Le condizioni operative e la procedura di verifica e controllo sono garantite da una catena metrologica basata su standard di lunghezza certificato LAT.

 

Oltre alle attività di verifica per conto terzi che possono essere di volta in volta richiesti da conciatori o da utilizzatori di cuoio, nel Laboratorio di Misurazione sono in corso attività di Ricerca correlate all’entrata in vigore della direttiva della Comunità Europea denominata “MID”, ovvero Measuring Instruments Directive (2014/32/UE), che ha inserito le macchine per la misurazione della superficie tra quelle rientranti a tutti gli effetti nella metrologia legale.

 

La attività è legata da un lato all’aggiornamento della norma sulla misurazione della superficie mediante macchine  optoelettroniche (UNI EN ISO 19076), la cui revisione è sotto il coordinamento della Stazione Sperimentale in sede CEN/TC 289 “Leather” WG3 “Test for colour fastness”. Dall’altro lato, i risultati delle prove effettuate per la revisione del documento sollevano due questioni piuttosto delicate poiché interferiscono su equilibri da tempo consolidati, anche se non più supportati da evidenze tecnico-scientifiche, e connessi alle prassi del contratto internazionale N. 7, ovvero: l’utilizzo prescrittivo della macchina a pioli secondo ISO 11646 in caso di contestazioni e la procedura di controllo per il calcolo dello
scarto (2% per pelli sostenute e al 3% per pelli flessibili). Su questi aspetti, la Stazione Sperimentale si sta facendo promotrice di incontri tematici con i vari stakeholder per definire una procedura di controllo meno aleatoria ed in grado di rappresentare al meglio la variabilità dei differenti articoli in cuoio.

 

Il Laboratorio di misurazione superficie e metrologia legale

 

Principali Apparecchiature
• Macchina a Misurare a Pioli, conforme alla norma ISO 11646
• Macchina a Misurare a Rulli, conforme alla norma ISO 19076
• Macchina a Misurare a Tappeto, conforme alla norma ISO 19076, predisposta alla misurazione di pellami allo stato wet-blue secondo il Contratto Internazionale n. 6

 

Supporto ai Servizi
• Test di laboratorio e misurazioni
• normazione tecnica

 

Supporto alle Tematiche di Ricerca
• Sviluppo prodotto

 

A cura di Rosario Mascolo, Coordinatore Tecnico-Scientifico del Dipartimento Sviluppo Prodotto di SSIP

 

 

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Il Laboratorio di Prove Fisiche per la performance dei prodotti
Il Laboratorio di Prove Fisiche per la performance dei prodotti

Pubblicato su CPMC 03/2020

 

Il Laboratorio di Prove Fisiche per la perfomance dei prodotti assicura e svolge le attività di analisi di caratterizzazione merceologica e meccanica del cuoio finalizzate a determinare la qualità della materia prima e le relative prestazioni in ragione dei mercati di riferimento (calzature, abbigliamento, guanti, automotive e arredamento).

Misurazione della superficie: l’efficacia dei controlli con la macchina a pioli meccanici
Misurazione della superficie: l’efficacia dei controlli con la macchina a pioli meccanici

ll progetto sulla misurazione della superficie presentato al Congresso IULTCS di Dresda nel giugno 2019 è stato incentrato sulla verifica delle differenti risposte delle macchine optoelettroniche al variare della tipologia di pelle. Nello studio, per avere un dato di riferimento, è stata inclusa anche una serie di misure con le macchine a pioli meccanici. La decisione di includere tali dispositivi è fondamentale vista l’investitura che il Contratto Internazionale N. 7 le dà quale dispositivo di riferimento nelle contestazioni legali su forniture di pellami.

 

Per dare peso ai risultati ed avere un riferimento di validità generale, è stato effettuato un vero e proprio circuito interlaboratorio che ha visto la partecipazione degli Istituti riconosciuti dall’ICT e non solo. Nella ricerca di dispositivi disponibili in Europa, infatti, soltanto 3 laboratori presenti nell’elenco ICT hanno tutt’ora un dispositivo a pioli funzionante: BLC e Satra nel Regno Unito e la Stazione Sperimentale con due macchine pienamente funzionanti. E’ stato, quindi, necessario includere altri partecipanti: il  CTIC (Istituto Portoghese), l’ITIS Galileo Galilei di Arzignano (tra gli enti che effettuano il servizio di misurazione della superficie), con il supporto imprenditoriale fornito dalla conceria DMD di Solofra e PEZZOL (azienda calzaturiera di Barletta).

 

Grazie a queste adesioni oggi sono disponibili un numero scientificamente rappresentativo di dati corredati di valori di ripetibilità e riproducibilità su 12 livelli; parametri fino a ieri mai definiti per la complessità soprattutto organizzativa e logistica del progetto.

Per quanto riguarda i risultati, in tutti i casi le prove sono state effettuate in presenza di tecnici della Stazione Sperimentale previa operazione di calibrazione con disco tarato e manutenzione del dispositivo. Inoltre, in tutti i casi i campioni sono stati condizionati secondo le prescrizioni di norma. Di fatto, per quanto concerne il condizionamento in ambiente controllato, ci troviamo sempre di fronte a misure effettuate nelle condizioni indicate dalla ISO 11646, cioè la norma che disciplina la misurazione della superficie con la macchina a pioli e che è richiamata esplicitamente nel Contratto Internazionale N. 7.

 

Una prima analisi dei dati ha sicuramente confermato una certa analogia con la macchina a rulli e l’affidabilità del dispositivo, ma ha messo in evidenzia una serie di criticità non solo sul confronto delle misure, ma anche sulla effettiva possibilità poterle eseguire. Analizzando prima quest’ultimo caso, infatti, la macchina a pioli è risultata difficilmente utilizzabile per pelli con pelo lungo ed inutilizzabile per mezzine di pelli di vitello più rigide (es. per stivali); inoltre, non è stato possibile raccogliere dati per pelli molto grandi per automotive o arredamento, ovvero con valori che variano da 4 a 5 metri quadrati. Per tale tipologia di pelli alcuni laboratori sono costretti al taglio in due metà dei campioni non avendo a disposizione macchine così grandi; in questo caso, però, nasce spontanea la domanda: come si può confrontare una pelle misurata, ad esempio, con  macchina a rulli con la somma delle superfici misurate con macchina a pioli? Cambiando le condizioni operative oltre che i dispositivi di misura (es. il numero di operatori e la superficie totale da misurare), il confronto come richiesto dal Contratto Internazionale N. 7 potrebbe risultare non proprio efficace.

 

Infine, dati interessanti sono stati osservati per pelli piccole particolarmente flessibili, cedevoli e deformabili; vale a dire una quantità non numerabile di articoli fashion prodotti dell’industria conciaria italiana. Prendendo come esempio i dati di pelli ovi-caprine, lavate e conciate al vegetale, si è ottenuto un risultato sorprendente e paradossale: misure valide di un istituto di controllo qualsiasi risultano essere non conformi allo scarto del 3% definito dal mercato se confrontato con i valori di altri istituti di controllo. Inclusi ovviamente i laboratori riconosciuti dall’ICT.

 

Quanto detto deve avviare sicuramente una riflessione. Non tanto sul dispositivo che resta e resterà affidabile, ma principalmente per quanto riguarda le modalità di controllo. Si auspica, infatti, senza delegittimare in alcun modo il ruolo della macchina a pioli, che si preveda l’apertura ad un nuova procedura di controllo e all’uso di dispositivi più all’avanguardia. Ciò tenendo conto anche della disponibilità mondiale di macchine a pioli in termini di unità.

 

Normazione, Ricerca e Controllo Qualità: il caso della revisione della ISO 5402-1
Normazione, Ricerca e Controllo Qualità: il caso della revisione della ISO 5402-1

Nel corso dell’ordinaria attività di revisione dei metodi di prova, la richiesta da parte del CEN/TC 289 di modificare un componente di un’apparecchiatura di prova, è un esempio di come la normazione impatti sull’intera filiera del cuoio: dai conciatori ai costruttori di macchine, dagli enti di ricerca agli utilizzatori del cuoio.

Preservanti nel cuoio: due nuovi metodi per determinarli
Preservanti nel cuoio: due nuovi metodi per determinarli

Sono stati recentemente pubblicati (nell’ottobre del 2020), due nuovi metodi per la determinazione di alcuni dei preservanti più utilizzati in ambito conciario; i nuovi standard sono: UNI EN ISO 13365-1 e UNI EN ISO 13365-2, ed entrambi utilizzano la cromatografia liquida come strumentazione di rivelazione

Gambicorti: “Il settore normazione è strategico. I metodi standardizzati sono una garanzia di affidabilità”
Gambicorti: “Il settore normazione è strategico. I metodi standardizzati sono una garanzia di affidabilità”

Tiziana Gambicorti, una laurea in chimica indirizzo organico-biologico voto, alla Università di Pisa è, oggi, la responsabile e Ufficio Normazione SSIP, all’interno della Stazione ha maturato diverse competenze dopo significative esperienze nelle multinazionali di settore.

Con le nuove disposizioni in materia di utilizzo dei termini “cuoio”, “pelle” e “pelliccia” e di quelli da essi derivati o loro sinonimi e la relativa disciplina sanzionatoria ai sensi dell’articolo 7 della legge 3 maggio 2019, n. 37 – Legge europea 2018, come cambia il ruolo della SSIP?

 

In realtà la Stazione Sperimentale è stata sempre considerata un’autorità nel campo dell’identificazione del materiale cuoio, così come nell’attribuire l’origine del pelo animale, e Il Decreto 68/2020 ufficializza questo espertise. L’avere questa specifica esperienza si riflette anche sul contribuire ad avere metodi standardizzati adeguati ed aggiornati. Ad esempio, nel maggio del 2020 si è conclusa la revisione del metodo UNI EN ISO 17131, che utilizza il microscopio per identificare il cuoio e distinguerlo da altri materiali. Questa revisione è stata proposta dal nostro laboratorio di microscopia ottica ed elettronica allo scopo di ampliare il tipo di microscopi con cui fare questa importante determinazione ed il nostro ufficio normazione ne ha curato l’iter nelle varie fasi della revisione all’interno della commissione CEN/TC289, dove siamo presenti come esperti italiani.

 

In questo contesto ed alla luce delle attività di sempre, quali le sfide del settore ‘normazione’

 

Il settore della normazione è strategico per la filiera conciaria perché contare su metodi standardizzati è una garanzia di affidabilità sui risultati delle analisi effettuate. Al settore conciario viene richiesto sia per la legislazione cogente, il Reach innanzitutto, ma anche da capitolati privati ed etichette ecologiche, un controllo stringente sulla eco-sostenibilità del prodotto e del processo.

 

Infatti, alle concerie vengono sottoposti sempre più frequentemente MRSL (Manufacturing Restricted Substances List) da rispettare, ovvero viene richiesto che all’interno della catena produttiva certe sostanze o non vengano utilizzate o che vengano utilizzate al di sotto di una certa concentrazione massima. Quindi ciò sposta il controllo analitico dal Product (pellame) a tutti i prodotti utilizzati per conciarlo, ed alle acque di scarico: mentre per il pellame sono molti i metodi che nel corso del tempo sono stati normati e rappresentano ad oggi una sicurezza, per quanto riguarda i chemicals utilizzati in produzione, e quindi le MRSL, esistono pochissimi metodi di analisi ufficiali (ISO/EN) e specifici, qualche metodo del cuoio utilizzabile ufficialmente per i prodotti e tutto il resto dei metodi ancora non normato. Quindi una delle sfide principali della normazione è andare a colmare questo gap: è a tale scopo che come sistema Italia guidato da UNI, abbiamo chiesto alla commissione CEN/TC 289 Leather di attivare un nuovo gruppo di lavoro dedicato proprio alla standardizzazione dei metodi analitici per i prodotti chimici per il settore conciario. Sono stata incaricata, attraverso la creazione di un Ad Hoc Group, di verificare se sussistono le condizioni e sto lavorando attivamente su questo.

 

Un settore in continua evoluzione?

 

A livello di legislazione europea non dobbiamo dimenticare che il Reach è un regolamento in continua evoluzione e che nuove restrizioni che coinvolgono il settore pelle devono essere affrontate anche con lo sviluppo di metodi analitici adeguati. Mi riferisco specificatamente alla proposta franco-svedese di restrizione sulle sostanze sensibilizzanti cutanei nel settore abbigliamento (quindi tessile e pelle) presentata nel 2019. Al momento la richiesta ha superato tutti gli step previsti e si attende, a brevissimo, la decisione finale della commissione europea. Se la richiesta verrà approvata, come si suppone, dovranno essere messi a punto, e standardizzati, una grande quantità di metodi analitici per andare a verificarne, e quantificarne, l’eventuale presenza. Di questo compito sarà investita la commissione CEN/TC 289 Leather, di cui faccio parte: un enorme lavoro, senza dubbio, ma che servirà comunque a tutelare e qualificare il prodotto made in Italy, considerando che più del 60% del pellame prodotto in Europa è fatto in Italia.

 

 

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