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La Circular Economy che accorcia le distanze tra Moda e Aerospace
La Circular Economy che accorcia le distanze tra Moda e Aerospace

Le nuove frontiere per la valorizzazione di scarti conciari

Nonostante sia uno dei materiali più antichi al mondo, il cuoio è tutt’oggi massivamente impiegato per la realizzazione di prodotti più disparati che vanno a rappresentare le eccellenze “Made in Italy”.

 

D’altra parte, il tema della ricerca di approcci per la valorizzazione degli scarti conciari ha assunto un peso progressivamente crescente negli ultimi anni; particolarmente in relazione all’individuazione di possibili approcci di trasformazione e ricerca di destinazioni d’uso innovative per gli scarti solidi di pelli già conciate, sia mediante agenti al cromo, che mediante le nuove generazioni di concianti per pelli chrome-free. 

 

Se da un lato, infatti, sono già impiegati con successo approcci per la produzione di idrolizzati proteici a partire da pelli non conciate (prevalentemente dal carniccio), per il loro impiego in campo agricolo, e particolarmente nella produzione di fertilizzanti e biostimolanti, resta d’altra parte ancora da approfondire il tema dell’impiego degli scarti solidi post concia (rasature e rifilature), per la realizzazione di prodotti, articoli e beni, sia per l’industria conciaria stessa, che per altre destinazioni e filiere produttive.

 

L’impiego di scarti conciati, da soli o in associazione a formulati polimerici, naturai o di sintesi, per la realizzazione di nuovi materiali, e particolarmente per pannelleria, è stato d’altra parte investigato, con risultati in molti casi interessanti e incoraggianti, come suggerisce la letteratura scientifica su tale tema (Bufalo G., Florio C., Cinelli G., Lopez F., Cuomo F., Ambrosone L. – Principles of minimal wrecking and maximum separation of solid waste to innovate tanning industries and reduce their environmental impact: The case of paperboard manufacture –  Journal of Cleaner Production, 174, 2018, 324-332).

 

Uno dei potenziali sviluppi promettenti in tal senso può essere identificato con l’implementazione di attività di ricerca finalizzate alla realizzazione di intereiors per il settore aerospace: in tale ambito, peraltro, risulta già consolidato l’impiego della pelle, quale materiale ad alta prestazione ed elevato comfort, soprattutto per la realizzazione di sedute di velivoli, ambito nel quale sono previsti per lo più requisiti molto stringenti, soprattutto sul piano prestazionale/di resistenza fisico-meccanica; da implementare, invece, eventualmente  anche mediante l’impiego di scarti solidi conciati, la ricerca di nuovi materiali per la produzione di rivestimenti e pannelli laterali, per i quali sono invece preferenziali caratteristiche di valore aggiunto che riguardano gli aspetti di aumentate proprietà di isolamento acustico e termico. Altri requisiti più trasversali, che investono tutte le tipologie di applicazioni per interiors di velivoli, sono inoltre correlati alla necessità di prevedere una minimizzazione dei VOC, nonché di garantire il conferimento di caratteristiche specifiche, come le proprietà antifiamma.

 

L’ottenimento di materiali con tali caratteristiche, anche derivanti da scarti conciari, rientra tra gli obiettivi che la Stazione Sperimentale ha individuato, nell’ambito di attività di collaborazione con il DAC (Distretto Aerosoaziale Campano), con il quale è stato recentemente sottoscritto un Accordo Quadro. Anche in forza di tale accordo, la Stazione Sperimentale è attualmente interessata a sviluppare linee progettuali di potenziale interesse nel campo aerospace, particolarmente in relazione alla progettazione di cuoi e di nuovi compositi bio-based, derivanti dalla valorizzazione degli scarti dell’industria conciaria, per la realizzazione di interiors di Velivoli, nonché di capi di abbigliamento e accessori da impiegarsi in campo aerospace, caratterizzati dalle seguenti caratteristiche:

 

    • elevato comfort e gradevolezza sensoriale (per garantire alte prestazioni sul lungo raggio e consentire applicazioni nel campo della riabilitazione sensoriale, nel caso di impiego prolungato di dispositivi di protezione, o di esposizione prolungata a condizioni ambientali avverse);
    • basso fogging/bassa emissione di VOC (al fine di minimizzare le emissioni di sostanze impattanti sul piano olfattivo ed eco-tossicologico all’interno degli abitacoli);
    • elevata resistenza antimicrobica;
    • elevate caratteristiche di isolamento termico e acustico;
    • proprietà anifiamma;
    • elevata stabilità allo stress ambientale e termo-climatico.

 

Il valore aggiunto che è possibile identificare in tali obiettivi risiede, oltre che nell’alto grado di innovazione e competenza tecnologica richiesta, anche nella possibilità di coinvolgere, per applicazioni che richiedano l’impiego di scarti conciari, aziende conciarie e della filiera della moda, interessate ad esplorare soluzioni innovative per prevedere approcci di valorizzazione degli scarti, generati nelle fasi terminali della lavorazione o addirittura derivanti dal fine vita di prodotti e beni in pelle destinati al settore della moda.

 

 

Contributo a cura della dott.ssa Claudia Florio, Coordinatore tecnico-scientifico Dipartimento Biotecnologie Conciarie SSIP

 

Webinar Scientifico Dipartimento Tecnologie di Processo – Report
Webinar Scientifico Dipartimento Tecnologie di Processo – Report

Si è tenuto online giovedì 31 marzo il quarto appuntamento del nostro programma di formazione e divulgazione scientifica 2021, il cui obiettivo è trasferire alle imprese e agli operatori del settore le innovazioni e i progetti di ricerca che SSIP ha messo in piedi per il triennio 2020-2022.

 

Dipartimento Tecnologie di Processoè stato il quarto webinar scientifico del Programma di formazione e divulgazione scientifica 2021 tenuto dalla dott.ssa Tiziana Gambicorti, Coordinatore Tecnico Scientifico del Dipartimento Tecnologie di processo di SSIP.

 

Leggi il Report completo

Intervista a Leonardo Volpi, neo presidente del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale
Intervista a Leonardo Volpi, neo presidente del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale

Leonardo Volpi, dallo scorso febbraio, è il presidente del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale.

 

Dalle prime uscite ha indicato la strada, gioco di squadra e sfide di qualità.

“Il mio obiettivo come nuovo Presidente –  ha detto dal primo minuto – sarà portare avanti il progetto di promozione e di internazionalizzazione della pelle conciata al vegetale, intrapreso negli anni: questo sarà possibile soltanto attraverso il lavoro di squadra di tutto il Consiglio e degli associati”. La strada, insomma, è tracciata e continuerà.

 

Il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale norma, tutela e garantisce – come ricordano sul loro sito –  la produzione di pelle conciata al vegetale in Toscana tramite il marchio di prodotto Pelle Conciata al Vegetale in Toscana.

L’uso del marchio di qualità è vincolato al rispetto del Disciplinare Tecnico di Produzione emanato dal Consorzio, che tutte le concerie associate hanno l’obbligo di adottare. Un sistema per garantire qualità ed allo stesso tempo servizi alle imprese, garanzie per i consumatori.

 

“Siamo impegnati per la partita della internazionalizzazione da sempre. Ma tutto funziona se assicuriamo ricerca, innovazione e formazione. Ed in questa fase, sopratutto sulla formazione, abbiamo dovuto ripensare le nostre attività. Abbiamo puntato sul web, sui social, sulle nuove tecniche che garantiscono incontri e riflessioni non in presenza. Con la formazione on Line abbiamo risolto tanti problemi e continuato a tutelare, in Italia e nel Mondo, la qualità del prodotto”.

Una scommessa per voi?

“Si, sempre. Formiamo i lavoratori, i giovani per preparali al mercato del lavoro, lo facciamo affinché riconoscano il prodotto, la qualità, le applicazioni. Serve alle imprese, serve ai clienti”.
La formazione, alla quale si fa riferimento, è rivolta agli studenti delle scuole di moda e design che saranno nel mondo del lavoro nei prossimi anni. Per i lavoratori attuali il grosso lo fa PoTeCo. 

Al netto di queste attività quali gli obiettivi per il futuro ?

“Ripartire” dice senza pensarci e aggiunge “tornare ad essere protagonisti nel Mondo, da Tokyo alla intera Corea, alla Cina. Senza dimenticare il mercato americano”.

Partendo dal Made in Italy?

“Me lo faccia dire, partendo dal Made in Toscany…è da qui che pare questa grande avventura. Siamo guidati dal Made in Italy, per carità è la cornice, ma la nostra terra ha un primato mondiale sul tema”.

Per Volpi, pragmatico come solo gli uomini del fare sanno essere, è chiara anche la parte che compete alla Istituzioni.

“È difficile dire cosa serve” risponde alla domanda sulla opportunità di interventi da parte del Governo spiegando  “a noi basterebbe che venga riconosciuto di più e meglio quello che facciamo, i nostri valori. Sulla sostenibilità, ad esempio, da anni seguiamo protocolli moderni ed efficienti. Facciamo, al netto di certificazioni e riconoscimenti burocratici, cose notevoli. Dal riciclo dei prodotti, dai recuperi di fanghi e grasso siamo all’avanguardia. Dobbiamo fare in più per comunicarlo ma ci va riconosciuto”.

In questa ottica la collaborazione con la SSIP?

“Preziosa. Con gli uffici ed il personale di Santa Croce sull’Arno collaboriamo. Sulle analisi e sui controlli la qualità e la professionalità del loro personale sono garanzia”

 

Intervista a cura di Gaetano Amatruda, Ufficio Stampa di SSIP

Liquefazione Idrotermale (HTL) di Fanghi Conciari
Liquefazione Idrotermale (HTL) di Fanghi Conciari

Il 14 e 15 aprile 2021 si terrà il 10° European Combustion Meeting, in virtual edition. La Stazione Sperimentale Industria Pelli e l’Università degli Studi di Napoli Federico II parteciperanno al convegno presentando un lavoro dal titolo: “Outline of a process for the Hydrothermal Liquefaction of a tannery sludge for biofuel production”. F. Di Lauro, M. Balsamo, R. Solimene, R. Migliaccio, D. Caracciolo, P. Salatino, F. Montagnaro.

 

La liquefazione Idrotermale (HTL), anche definita pirolisi idrotermale, è un processo di depolimerizzazione termica della biomassa volta ad ottenere petrolio greggio, a volte denominato bio-olio o biocrudo, in condizioni di temperature moderate (200–350 °C) ed alte pressioni (40–200 bar), imitando in tal modo le condizioni geologiche che la Terra utilizza per creare il petrolio greggio. Il bio-olio ottenuto può essere successivamente trattato mediante le convenzionali operazioni di raffinazione del petrolio.

 

Tra i vari processi termochimici adottati per generare vettori energetici dai fanghi (ex. gassificazione, pirolisi) l’HTL sta guadagnando un grande interesse in quanto consente di sfruttare il contenuto di acqua dei fanghi per la produzione di biocrudo, evitando potenzialmente la fase di disidratazione altamente energivora. L’HTL, infatti, consente di trattare materiali ad alta umidità, in un processo in cui l’azione dell’acqua e della pressione consente di degradare la biostruttura di partenza: i frammenti generati, instabili e reattivi, possono poi ristrutturarsi nello stesso ambiente, per dar luogo a bioliquidi di interesse energetico.

 

Nel dettaglio, durante il processo HTL le condizioni operative sopra definite,  portano l’acqua in condizioni subcritiche, facendo assumere a quest’ultima le caratteristiche di un solvente polare organico per specie organiche, solubilizzando la matrice organica presente nella biomassa (nel nostro caso fanghi) e determinando la scissione idrolitica dei bio-componenti per generare frammenti reattivi che, nello stesso ambiente di reazione si ricombinano per produrre il biocrudo (prodotto target)  insieme a una fase acquosa, ad una fase gassosa e ad un residuo solido come coprodotti. L’acqua funge dunque da catalizzatore e mezzo di reazione. 

 

Data la natura altamente eterogenea e complessa della matrice di partenza, i meccanismi di reazione che hanno luogo durante il processo non sono stati ancora chiariti in letteratura. Tuttavia, è possibile schematizzare il processo in tre fasi principali: i) idrolisi/depolimerizzazione della biomassa a formare monomeri ii) decomposizione termo-chimica dei monomeri a formare intermedi attraverso reazioni di deidrogenazione, decarbossilazione, deaminazione, iii) riarrangiamento/ricombinazione dei frammenti reattivi attraverso ri-polimerizzazione, condensazione e ciclizzazione, con formazione di bio-olio e biochar. 

 

L’ottimizzazione del processo è volta ad aumentare la resa e la qualità del biocrudo rispetto alle altre fasi che si formano durante il processo (biogas e biochar), questo perché per molte applicazioni, l’energia è richiesta in forma liquida, soprattutto per applicazioni nel campo del trasporto, dove ottenere un combustibile liquido ci permette di integrarlo facilmente nella filiera di produzione dei combustibili che è già ampiamente consolidata sul mercato. Inoltre, la liquefazione idrotermale è anche un modo per aumentare la sua densità energetica della biomassa grezza, generalmente piuttosto bassa. Al contrario, il bio-crudo ottenuto a valle del processo è arricchito in C (e impoverito in O, N, H) rispetto al fango genitore, e di conseguenza presenta una maggiore densità energetica. Questo influisce direttamente sulla sostenibilità economica del processo.

 

Tale processo risulta di particolare interesse per il trattamento di fanghi conciari, infatti per tali fanghi, speciale attenzione va posta nel prevenire l’ossidazione del cromo in essi contenuto in alte concentrazioni, dallo stato trivalente a quello esavalente. Per tale motivo in questo caso si preferiscono tecniche che non puntano all’ossidazione completa della matrice organica del fango (come ad es. accadrebbe mediante combustione), ma piuttosto alla produzione di un prodotto intermedio liquido (come nel caso HTL).

 

a cura di Daniela Caracciolo, Coordinatore scientifico del Dipartimento Tecnologie per l’Ambiente di SSIP

 

 

Determinazione bisfenolo A ed altri bisfenoli nel pellame e nei chemicals
Determinazione bisfenolo A ed altri bisfenoli nel pellame e nei chemicals

Il Bisfenolo A (BPA, n. CAS: 80-05-7) è un prodotto di sintesi della reazione tra due fenoli ed una molecola di acetone impiegato nella produzione delle plastiche in policarbonato (molto diffuse per le proprietà di trasparenza, resistenza termica e meccanica), utilizzate nei recipienti per uso alimentare, e nelle resine epossidiche che compongono il rivestimento protettivo interno presente nella maggior parte delle lattine per alimenti e bevande, così come nella carta termica degli scontrini e nei dispositivi odontoiatrici.

A livello della comunità europea, a causa dei dubbi sui suoi effetti sulla salute umana, il suo utilizzo è stato però via via limitato: dal 2009 è inserito nell’elenco delle sostanze vietate nei prodotti cosmetici (Regolamento (CE) 1223/2009) e dal 2011 il suo uso è vietato per la fabbricazione di biberon di policarbonato per lattanti (Regolamento (UE) 321/2011). Ne è comunque permesso l’utilizzo nelle plastiche a contatto con gli alimenti con un limite di migrazione nel cibo di 0,05 mg/kg.

Con la classificazione nel 2017, secondo i criteri del Regolamento europeo sulle sostanze chimiche REACH, del BPA come tossico per la riproduzione (categoria 1B) e interferente endocrino (ED) è stato posto tra le SVHC (sostanze particolarmente preoccupanti) con il conseguente limite di 0,02% in peso nella carta termica (Entry 66 Annex XVII Reach).

Queste restrizioni, e le attenzioni dell’opinione pubblica, hanno portato i produttori a sostituire il BPA con sostanze strutturalmente simili, ovvero altri bisfenoli, che infatti svolgono una funzione analoga nei materiali in cui vengono impiegati, così come ha dimostrato una recente indagine di ECHA. Questi bisfenoli alternativi al momento non sono classificati ED, anche se su di loro sono in corso numerosi studi ed anche richieste di regolamentazione, al pari del bisfenolo A, come ad esempio nella richiesta presentata dalla Germania ad ECHA nel corso del 2020. Ricordiamo che le richieste di restrizione Reach prevedono un iter molto strutturato, in cui i vari stakeholder possono intervenire fornendo dati e valutazioni sia dal punto di vista scientifico che socio-economico, di cui la ECHA tiene conto nelle valutazioni finali che portano all’eventuale restrizione. Infatti, il principio cardine del Reach è che una sostanza viene tolta dal mercato solo se esiste un sostituto comparabile.

A causa di questi motivi il BPA è presente in numerosi capitolati dei clienti delle concerie, e nelle MRSL di ZDHC, così come rientra nella lista dei sensibilizzanti cutanei di cui è in corso una richiesta di restrizione presso ECHA. 

Il BPA è una sostanza che non dovrebbe essere presente né nelle pelli né nei prodotti conciari perché non rientra nel ciclo produttivo. Invece alcuni altri bisfenoli, che attualmente non sono soggetti ad alcuna restrizione, sono presenti in alcuni riconcianti sintetici perché monomeri coinvolti nella reazione di polimerizzazione o side-product.

Non esiste ancora un metodo ufficiale per determinare la quantità di bisfenoli presente nel pellame, così come nei prodotti chimici, quindi è necessario avere al più presto un metodo che dia risultati ripetibili e riproducibili, validato attraverso gli step previsti dal processo di standardizzazione. A tale scopo a livello di commissione europea di normazione, CEN/TC 289, una proposta di metodo per determinare la quantità totale di bisfenoli A, B, S, F nel pellame è stata presentata dal CTC nel febbraio 2021. La commissione di normazione italiana UNI, nella recente riunione di marzo 2021, ha deciso di utilizzare un approccio olistico e organizzare un interlab che interessa sia la CT/013, che si occupa di analisi sulle pelli, che il Gruppo di lavoro CT/013-GL01 che si occupa di analisi sui prodotti chimici, allo scopo di analizzare sia le pelli che i sintani utilizzati per riconciarle. Obiettivo dell’Interlab è quello di verificare l’efficacia di diversi approcci analitici proposti, utili sia a determinare il contenuto totale che quello estraibile (visto che si parla anche di sensibilizzazione cutanea), ma, nel contempo, fondamentali per comprendere le correlazioni esistenti tra quantità presenti nei prodotti e nelle pelli riconciate, valutando il livello di estraibilità e di fissazione alla struttura della pelle. Nella riunione europea CEN del 24 marzo, l’Italia ha presentato la strategia proposta, ed altri laboratori europei hanno dato la propria disponibilità a partecipare all’interlab; al momento i campioni sono già stati preparati ed in distribuzione presso i laboratori e nel corso delle prossime settimane si entrerà nel vivo della sperimentazione.

Dott.ssa Tiziana Gambicorti
Responsabile Ufficio Normazione
Esperto commissioni Cuoio UNI, CEN e ISO-IULTCS

Nella Biblioteca della SSIP inizia la digitalizzazione del fondo delle monografie
Nella Biblioteca della SSIP inizia la digitalizzazione del fondo delle monografie

In questi giorni presso la Biblioteca della SSIP è stato allestito un cantiere digitale per l’attività di produzione di copie ad elevata qualità dei volumi selezionati nell’ambito del “Progetto Biblio_ARCCA – ARchitettura della Conoscenza Campana per Archivi e Biblioteche”, ad integrazione dell’Ecosistema Digitale Regionale della Cultura.

Webinar Scientifico: Dipartimento Tecnologie di Processo
Webinar Scientifico: Dipartimento Tecnologie di Processo

Nell’ambito del Programma di Formazione e Divulgazione Scientifica 2021 della Stazione Sperimentale, mercoledì 31 marzo ore 16:00 si svolgerà il quarto webinar scientifico  “Dipartimento Tecnologie di Processo”.

 

Di cosa parleremo?

Il coordinatore del Dipartimento Tecnologie di Processo illustrerà le attività scientifiche ed i progetti di ricerca di base, ricerca industriale

Il laboratorio di microscopia della SSIP: certificazione di prodotto e ricerca avanzata
Il laboratorio di microscopia della SSIP: certificazione di prodotto e ricerca avanzata

Pubblicato su CPMC 03/2020

 

Il laboratorio di microscopia della SSIP oltre svolgere indagini a supporto delle attività di ricerca e servizi di consulenza merceologica su pelli o manufatti in pelle, consente anche attraverso lo studio della morfologia di caratterizzare la natura dei materiali e quindi di erogare una certificazione di prodotto e garantire il rispetto delle normative.

Di fatto il Laboratorio ospita l’unico centro di microscopia ottica ed elettronica totalmente dedicato al cuoio ed ai relativi articoli.
La parte dedicata alla microscopia ottica, è interessata dalla presenza di uno stereomicroscopio, molto impiegato per l’analisi merceologica e per una prima mappatura morfologica e topografica dei campioni esaminati; è inoltre presente un microscopio ottico a contrasto di fase, impiegato per l’esame della sezione dei cuoi e la determinazione dello spessore di rifinizione, oltre che la caratterizzazione del midollo del pelo animale per il riconoscimento della specie.

 

 

Fiore all’occhiello del Laboratorio di Microscopia è sicuramente il Microscopio

Elettronico a Scansione (SEM); lo strumento, che si presta ad una grande varietà di applicazioni, dall’approfondimento di dettagli morfologici a grandi risoluzioni, all’analisi della composizione in elementi metallici e non metallici di una superficie è corredata in particolare da tre rivelatori:

 

  • Rivelatore ad elettroni secondari, per una dettagliata analisi morfologica e topografica dei campioni;
  • Rivelatore ad elettroni primari retrodiffusi (BSE) per esami morfologici in condizioni di pressione variabile e per rapide distinzioni di fase in sistemi multifase;
  • Sonda a raggi-X per la microanalisi dei campioni (EDX), attraverso cui è possibile ottenere mappature della composizione superficiale in elementi dei campioni e particolarmente utile per identificare tracce di metalli in superficie.

 

 

Le tecniche di Microscopia sono alla base delle attività di controllo demandate alla Stazione Sperimentale dall’articolo 7 del decreto legislativo 68/2020 recante disposizioni in materia di utilizzo dei termini “cuoio”, “pelle” e “pelliccia” e di quelli da essi derivati o loro sinonimi e la relativa disciplina sanzionatoria ai sensi dell’articolo 7 della legge 3 maggio 2019, n. 37 – Legge europea 2018.

Difatti tali tecniche consentono la verifica del corretto uso dei termini “cuoio”, “pelle”, “cuoio a pieno fiore”, “cuoio rivestito”, “pelliccia” e “rigenerato di fibre di cuoio” , che per effetto del Decreto, non possono essere utilizzati sia come aggettivi sia come sostantivi, anche se inseriti con prefissi o suffissi in altre parole o in combinazione con esse, quando riferiti a materiali o manufatti composti da materiali che non rispettino le corrispondenti definizioni.

 

In tal senso, la verifica della presenza del fiore in superficie, ovvero la misura dello strato di rifinizione presente sul pellame ed il relativo rapporto allo spessore totale, risultano necessarie affinché si abbia la corretta terminologia del materiale che costituisce un qualsiasi manufatto presente sul mercato.

Nelle figure seguenti sono riportate le immagini ottenute dallo stereomicroscopio della superficie di una vera pelle a pieno fiore e la superficie di un tessuto sintetico su cui il disegno del fiore di una pelle è stato ricreato da una stampa in poliuretano.

 

 

Pelle a pieno fiore
Tessuto sintetico con fiore ricostruito

 

 

Il laboratorio, nell’ambito delle attività orientate prevalentemente alla caratterizzazione e qualificazione del materiale, ospita anche strumentazioni per l’analisi spettroscopica delle pelli e dei prodotti chimici come la spettroscopia ATR-IR: tale tecnica sfrutta la combinazione IR con le teorie della riflessione, consentendo l’analisi spettroscopica di superfici e risulta particolarmente performante per il riconoscimento di gruppi funzionali di polimeri naturali e sintetici.

La tecnica è pertanto particolarmente adottata per la caratterizzazione di polimeri di rifinizione, nonché di macchie superficiali, e si presta, unitamente alle tecniche di Microscopia sopra descritte al supporto delle attività di Ricerca e di Consulenza Merceologica, finalizzate ad indagare sulle possibili cause di problematiche riscontrate sulla superficie del cuoio.

 

 

A titolo esemplificativo si riportano esempi di utilizzo della Microscopia SEM per la definizione della natura di diversi depositi, derivanti da attività di Consulenza Merceologica, e per la caratterizzazione morfologica di idrolizzati proteici derivanti da trattamento enzimatico di rasature wet- white effettuato nell’ambito di un attraverso un progetto di dottorato a caratterizzazione industriale, in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II.

 

 

 

 

Il Laboratorio di Microscopia per la Perfomance dei prodotti

 

Principali apparecchiature

  • Microscopio ottico
  • Microscopio ottico a contrasto di fase
  • Microscopio sem con rilevatore edx
  • Spettrofotometro at-ir
  • Microtomo congelatore
  • Apparecchiatura per lo sputtering di campioni per la microscopia sem

 

Supporto ai servizi

    • Accertamenti e controlli ex d.Lgs 68/2020
    • Pareri e capitolati
    • Certificazione di prodotto e di processi produttivi
    • Custom Innovation

 

Supporto alle tematiche di ricerca

    • Tecnologie di processo
    • Sviluppo di prodotto
    • Biotecnologie conciarie

 

 

A cura di Roberta Aveta, Tecnico di Laboratorio Stazione Sperimentale Pelli

 

 

 

I prossimi appuntamenti del Programma di Formazione e Divulgazione Scientifica di SSIP
I prossimi appuntamenti del Programma di Formazione e Divulgazione Scientifica di SSIP

Prosegue il ciclo di webinar scientifici organizzati dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli nell’ambito del Piano di Formazione e Divulgazione Scientifica 2021 del Politecnico del Cuoio.

 

Nei prossimi appuntamenti i Coordinatori Tecnico-Scientifici dei Dipartimenti illustreranno le attività scientifiche ed i progetti di ricerca di base, ricerca industriale

La SSIP rafforza il team tecnico-scientifico nel Distretto di Arzignano 
La SSIP rafforza il team tecnico-scientifico nel Distretto di Arzignano 

Al via la selezione di una risorsa da inserire nell’organico societario con qualifica di tecnologo di ricerca, da destinare alla sede della SSIP nel Distretto Industriale di Arzignano, nell’ambito del Programma Operativo Regionale FESR 2014-2020 – Azione 1.1.4 “Sostegno a progetti di Ricerca e Sviluppo realizzati dalle Reti Innovative Regionali e dai Distretti Industriali” finanziato dalla Regione Veneto.

L’avviso di selezione è pubblicato sul sito web della SSIP, nella sezione della pagina “Amministrazione Trasparente”.

Nell’avviso i requisiti ed in tempi della procedura.

 

La nuova figura dovrà supportare il Responsabile Tecnico e dei Servizi alle imprese del Distretto di Arzignano nel gestire, sviluppare e promuovere le attività di ricerca previste dal progetto SAFE, che mira ad introdurre innovativi prodotti chimici e processi di lavorazione conciaria, dalla fase di riconcia, ingrasso e rifinizione, al fine di introdurre nel mercato nuovi prodotti in pelle ecosostenibili, finalizzati al miglioramento delle produzioni creative della calzatura. Nello specifico la risorsa sarà impegnata nelle attività di sintesi e applicazione di nuovi composti, realizzati con particolare attenzione alle strategie di sostenibilità ambientale ed economia circolare. La ricerca sarà diretta verso la realizzazione di nuove sostanze e prodotti altamente performanti ed ecosostenibili per pellami anche con diverse destinazioni d’uso, come l’arredo e la pelletteria.

 

a cura di Gaetano Amatruda, Ufficio stampa SSIP

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