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Intervista a Leonardo Volpi, neo presidente del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale
Intervista a Leonardo Volpi, neo presidente del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale

Leonardo Volpi, dallo scorso febbraio, è il presidente del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale.

 

Dalle prime uscite ha indicato la strada, gioco di squadra e sfide di qualità.

“Il mio obiettivo come nuovo Presidente –  ha detto dal primo minuto – sarà portare avanti il progetto di promozione e di internazionalizzazione della pelle conciata al vegetale, intrapreso negli anni: questo sarà possibile soltanto attraverso il lavoro di squadra di tutto il Consiglio e degli associati”. La strada, insomma, è tracciata e continuerà.

 

Il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale norma, tutela e garantisce – come ricordano sul loro sito –  la produzione di pelle conciata al vegetale in Toscana tramite il marchio di prodotto Pelle Conciata al Vegetale in Toscana.

L’uso del marchio di qualità è vincolato al rispetto del Disciplinare Tecnico di Produzione emanato dal Consorzio, che tutte le concerie associate hanno l’obbligo di adottare. Un sistema per garantire qualità ed allo stesso tempo servizi alle imprese, garanzie per i consumatori.

 

“Siamo impegnati per la partita della internazionalizzazione da sempre. Ma tutto funziona se assicuriamo ricerca, innovazione e formazione. Ed in questa fase, sopratutto sulla formazione, abbiamo dovuto ripensare le nostre attività. Abbiamo puntato sul web, sui social, sulle nuove tecniche che garantiscono incontri e riflessioni non in presenza. Con la formazione on Line abbiamo risolto tanti problemi e continuato a tutelare, in Italia e nel Mondo, la qualità del prodotto”.

Una scommessa per voi?

“Si, sempre. Formiamo i lavoratori, i giovani per preparali al mercato del lavoro, lo facciamo affinché riconoscano il prodotto, la qualità, le applicazioni. Serve alle imprese, serve ai clienti”.
La formazione, alla quale si fa riferimento, è rivolta agli studenti delle scuole di moda e design che saranno nel mondo del lavoro nei prossimi anni. Per i lavoratori attuali il grosso lo fa PoTeCo. 

Al netto di queste attività quali gli obiettivi per il futuro ?

“Ripartire” dice senza pensarci e aggiunge “tornare ad essere protagonisti nel Mondo, da Tokyo alla intera Corea, alla Cina. Senza dimenticare il mercato americano”.

Partendo dal Made in Italy?

“Me lo faccia dire, partendo dal Made in Toscany…è da qui che pare questa grande avventura. Siamo guidati dal Made in Italy, per carità è la cornice, ma la nostra terra ha un primato mondiale sul tema”.

Per Volpi, pragmatico come solo gli uomini del fare sanno essere, è chiara anche la parte che compete alla Istituzioni.

“È difficile dire cosa serve” risponde alla domanda sulla opportunità di interventi da parte del Governo spiegando  “a noi basterebbe che venga riconosciuto di più e meglio quello che facciamo, i nostri valori. Sulla sostenibilità, ad esempio, da anni seguiamo protocolli moderni ed efficienti. Facciamo, al netto di certificazioni e riconoscimenti burocratici, cose notevoli. Dal riciclo dei prodotti, dai recuperi di fanghi e grasso siamo all’avanguardia. Dobbiamo fare in più per comunicarlo ma ci va riconosciuto”.

In questa ottica la collaborazione con la SSIP?

“Preziosa. Con gli uffici ed il personale di Santa Croce sull’Arno collaboriamo. Sulle analisi e sui controlli la qualità e la professionalità del loro personale sono garanzia”

 

Intervista a cura di Gaetano Amatruda, Ufficio Stampa di SSIP

Determinazione bisfenolo A ed altri bisfenoli nel pellame e nei chemicals
Determinazione bisfenolo A ed altri bisfenoli nel pellame e nei chemicals

Il Bisfenolo A (BPA, n. CAS: 80-05-7) è un prodotto di sintesi della reazione tra due fenoli ed una molecola di acetone impiegato nella produzione delle plastiche in policarbonato (molto diffuse per le proprietà di trasparenza, resistenza termica e meccanica), utilizzate nei recipienti per uso alimentare, e nelle resine epossidiche che compongono il rivestimento protettivo interno presente nella maggior parte delle lattine per alimenti e bevande, così come nella carta termica degli scontrini e nei dispositivi odontoiatrici.

A livello della comunità europea, a causa dei dubbi sui suoi effetti sulla salute umana, il suo utilizzo è stato però via via limitato: dal 2009 è inserito nell’elenco delle sostanze vietate nei prodotti cosmetici (Regolamento (CE) 1223/2009) e dal 2011 il suo uso è vietato per la fabbricazione di biberon di policarbonato per lattanti (Regolamento (UE) 321/2011). Ne è comunque permesso l’utilizzo nelle plastiche a contatto con gli alimenti con un limite di migrazione nel cibo di 0,05 mg/kg.

Con la classificazione nel 2017, secondo i criteri del Regolamento europeo sulle sostanze chimiche REACH, del BPA come tossico per la riproduzione (categoria 1B) e interferente endocrino (ED) è stato posto tra le SVHC (sostanze particolarmente preoccupanti) con il conseguente limite di 0,02% in peso nella carta termica (Entry 66 Annex XVII Reach).

Queste restrizioni, e le attenzioni dell’opinione pubblica, hanno portato i produttori a sostituire il BPA con sostanze strutturalmente simili, ovvero altri bisfenoli, che infatti svolgono una funzione analoga nei materiali in cui vengono impiegati, così come ha dimostrato una recente indagine di ECHA. Questi bisfenoli alternativi al momento non sono classificati ED, anche se su di loro sono in corso numerosi studi ed anche richieste di regolamentazione, al pari del bisfenolo A, come ad esempio nella richiesta presentata dalla Germania ad ECHA nel corso del 2020. Ricordiamo che le richieste di restrizione Reach prevedono un iter molto strutturato, in cui i vari stakeholder possono intervenire fornendo dati e valutazioni sia dal punto di vista scientifico che socio-economico, di cui la ECHA tiene conto nelle valutazioni finali che portano all’eventuale restrizione. Infatti, il principio cardine del Reach è che una sostanza viene tolta dal mercato solo se esiste un sostituto comparabile.

A causa di questi motivi il BPA è presente in numerosi capitolati dei clienti delle concerie, e nelle MRSL di ZDHC, così come rientra nella lista dei sensibilizzanti cutanei di cui è in corso una richiesta di restrizione presso ECHA. 

Il BPA è una sostanza che non dovrebbe essere presente né nelle pelli né nei prodotti conciari perché non rientra nel ciclo produttivo. Invece alcuni altri bisfenoli, che attualmente non sono soggetti ad alcuna restrizione, sono presenti in alcuni riconcianti sintetici perché monomeri coinvolti nella reazione di polimerizzazione o side-product.

Non esiste ancora un metodo ufficiale per determinare la quantità di bisfenoli presente nel pellame, così come nei prodotti chimici, quindi è necessario avere al più presto un metodo che dia risultati ripetibili e riproducibili, validato attraverso gli step previsti dal processo di standardizzazione. A tale scopo a livello di commissione europea di normazione, CEN/TC 289, una proposta di metodo per determinare la quantità totale di bisfenoli A, B, S, F nel pellame è stata presentata dal CTC nel febbraio 2021. La commissione di normazione italiana UNI, nella recente riunione di marzo 2021, ha deciso di utilizzare un approccio olistico e organizzare un interlab che interessa sia la CT/013, che si occupa di analisi sulle pelli, che il Gruppo di lavoro CT/013-GL01 che si occupa di analisi sui prodotti chimici, allo scopo di analizzare sia le pelli che i sintani utilizzati per riconciarle. Obiettivo dell’Interlab è quello di verificare l’efficacia di diversi approcci analitici proposti, utili sia a determinare il contenuto totale che quello estraibile (visto che si parla anche di sensibilizzazione cutanea), ma, nel contempo, fondamentali per comprendere le correlazioni esistenti tra quantità presenti nei prodotti e nelle pelli riconciate, valutando il livello di estraibilità e di fissazione alla struttura della pelle. Nella riunione europea CEN del 24 marzo, l’Italia ha presentato la strategia proposta, ed altri laboratori europei hanno dato la propria disponibilità a partecipare all’interlab; al momento i campioni sono già stati preparati ed in distribuzione presso i laboratori e nel corso delle prossime settimane si entrerà nel vivo della sperimentazione.

Dott.ssa Tiziana Gambicorti
Responsabile Ufficio Normazione
Esperto commissioni Cuoio UNI, CEN e ISO-IULTCS

Nella Biblioteca della SSIP inizia la digitalizzazione del fondo delle monografie
Nella Biblioteca della SSIP inizia la digitalizzazione del fondo delle monografie

In questi giorni presso la Biblioteca della SSIP è stato allestito un cantiere digitale per l’attività di produzione di copie ad elevata qualità dei volumi selezionati nell’ambito del “Progetto Biblio_ARCCA – ARchitettura della Conoscenza Campana per Archivi e Biblioteche”, ad integrazione dell’Ecosistema Digitale Regionale della Cultura.

I nuovi corsi e ricerche della SSIP all’ITTE Galilei di Arzignano
I nuovi corsi e ricerche della SSIP all’ITTE Galilei di Arzignano

Sebbene quest’anno scolastico non sia iniziato nel migliore dei modi per l’Istituto Galilei di Arzignano, per colpa dei gravi danni strutturali causati dal maltempo di fine agosto e dei disagi legati alla pandemia da Covid-19 la SSIP ha dato supporto all’Istituto alfine di reagire al meglio. I ragazzi del corso di Tecnologie del Cuoio e del corso di Biotecnologie Ambientali, infatti, hanno quasi terminato il ciclo di lezioni, iniziate il dicembre scorso, fornite dalla SSIP e che porteranno studenti e docenti, dei due corsi, ad avere una singolare opportunità di mettersi in gioco.

 

Per quanto riguarda le classi terze dell’indirizzo di Tecnologie del Cuoio, l’attività ha riguardato la sperimentazione di un innovativo metodo per la depilazione con successivo recupero del pelo, tecnologia che ha lo scopo di ridurre la produzione di fanghi e di permettere il riutilizzo come materia prima secondaria degli scarti di lavorazione. Le classi quarte del medesimo indirizzo invece utilizzeranno la strumentazione analitica presente in laboratorio per andare a determinare, a livello di ricerca, le condizioni ottimali di reticolazione ottenibili con la concia wet-white, una concia libera da metalli pesanti. Infine, agli studenti di classe quinta, hanno approfondito le conoscenze riguardanti la strumentazione dedicata ai saggi e prove fisiche per testare la resistenza della pelle lavorata alle sfide più recenti, come ad esempio l’utilizzo sempre più massiccio di gel e di prodotti disinfettanti a base alcolica su ogni tipo di pelle, da quella destinata alla calzatura, alla carrozzeria, all’arredamento e all’abbigliamento.

 

Gli studenti di classe quarta del corso di Biotecnologie ambientali hanno assistito, infine, alla realizzazione di sintesi organiche di ingrassi in emulsione acquosa ed alla loro successiva caratterizzazione chimica con l’utilizzo di strumentazione analitica.

 

In tutti i corsi sono state messe alla luce problematiche ed innovazioni nelle rispettive tecnologie con particolare riguardo alle sperimentazioni pratiche, laddove gli studenti, in presenza nei laboratori, hanno svolto, test, sintesi organiche, processi di lavorazione, analisi chimiche e fisiche relative alle lezioni teoriche impartite inizialmente.

 

La particolarità delle attività proposte è legata al fatto che studenti, ma anche docenti, potranno mettere in campo il “learning by doing”, essendo coinvolti in progetti altamente professionalizzanti. La SSIP con l’Istituto Galilei credono che la collaborazione tra queste due realtà potrà portare a formare tecnici più consapevoli, preparati ad affrontare le sfide che riserverà loro il futuro.

 

contributo a cura di Marco Nogarole, Responsabile Trasferimento Tecnologico di SSIP.

 

 

 

Laboratorio di Prove Avanzate per la Ricerca e l’Innovazione: Il supporto alla Ricerca dei Laboratori di prove avanzate della Stazione Sperimentale
Laboratorio di Prove Avanzate per la Ricerca e l’Innovazione: Il supporto alla Ricerca dei Laboratori di prove avanzate della Stazione Sperimentale

Articolo pubblicato CPMC 3/2020

 

Costantemente aggiornato ed in continua evoluzione per camminare sempre al passo con le esigenze di crescita tecnologica del settore, il Laboratorio di Prove Avanzate per la Ricerca e l’Innovazione è il luogo dove si esprime con maggiore forza tutto il potenziale della Stazione Sperimentale nell’impegno ad assicurare tutto il dovuto supporto alle attività di Ricerca di interesse per il settore, con particolare riguardo agli aspetti di innovazione tecnologica.

 

La grande peculiarità di questo Laboratorio della Stazione è la possibilità di integrare, alle procedure di analisi convenzionali, tecniche avanzate di indagine, tipicamente a disposizione di Centri di Ricerca quali l’analisi termica DSC/TGA e l’analisi Dinamico Meccanica DMA, oltre a quelli già afferenti ad altri Laboratori quali la Spettroscopia AT-IR e la microscopia SEM con microsonda EDX del Laboratorio di Microscopia e gli spettrometri a triplo quadrupolo presenti nel Laboratorio di Prove Chimiche.

 

Infine sono presenti attrezzature per la determinazione di caratteristiche correlate all’esigenza di verificare l’applicazione di proprietà merceologiche innovative quali ad esempio la Resistività Superficiale, correlata alla capacità di un pellame di interagire con Touchscreen, e la Conducibilità Termica e la Riflettanza Solare, quali indici di comfort termico della pelle.

 

Nell’ambito del Laboratorio di Prove Avanzate, tali tecniche sono ottimizzate per ottenere informazioni fondamentali dal materiale cuoio utili talvolta ai fini certificativi, ma più spesso, asservite a supportare le attività di Ricerca e Sviluppo di Base, nonché le attività di Consulenza avanzata.

 

In tale ambito rientra il più recente investimento effettuato in questo Laboratorio, ovvero l’acquisizione di un Respirometro per la determinazione della degradabilità su matrici di cuoio, pelle e ausiliari per conceria, che consentirà di eseguire prove di biodegradabilità in diverse condizioni di degradazione, ovvero in compost, in acqua e nelle condizioni previste nel metodo ufficiale per i cuoi. Il Laboratorio è altresì dotato di apparecchiature per l’esecuzione di processi in scala laboratorio, ivi compresi reattori per l’esecuzione prove di trattamento di scarti conciari, per sperimentare la messa a punto e lo sviluppo di sistemi biotecnologici per il miglioramento delle caratteristiche prestazionali e di sostenibilità dei prodotti in cuoio, nonché l’esplorazione di nuovi approcci per la valorizzazione degli scarti solidi conciari.

 

ANALISI TERMICA: DSC/TGA

La tecnica impiega un sistema accoppiato: la «Thermogravimetric Analysis» (TGA) è una tecnica utilizzata per determinare le variazioni di massa del campione in atmosfera controllata al variare della temperatura e del tempo; la «Differential Scanning Calorimetry» (DSC) è un metodo termico nel quale viene misurata, in funzione della temperatura del campione, la differenza tra i flussi termici nella sostanza ed in un riferimento, attraverso la quale è possibile determinare numerosi parametri qualificanti per molti materiali (come Temperatura/ entalpia di fusione; Temperatura/entalpia di cristallizzazione; Energia e la temperatura di reazione; Temperatura di transizione vetrosa; Temperatura e l’energia di transizione di fase; Capacità termica ed il calore specifico dei campioni in esame). Tale tecnica, molto utilizzata per la caratterizzazione di altri materiali, con particolare riferimento ai materiali polimerici di sintesi, è stata di rado utilizzata per indagini sistematiche sulle caratteristiche prestazionali dei cuoi, come risulta dall’analisi della letteratura scientifica di riferimento, ponendosi pertanto come approccio da sviluppare in maniera innovativa per la filiera della pelle.

 

ANALISI DINAMICO MECCANICA: DMA

L’Istituto oggi è dotato di un DMA (Dynamic Mechanical Analysis) di ultima generazione in grado di effettuare le tipiche analisi di qualificazione dei materiali viscoelastici: creep, stress-relaxation e prove regime oscillatorio per la misura dei moduli conservativo e dissipativo sia in condizioni di tensione che in singol e dual cantilever. La presenza di accessori innovativi ed unici nel nostro settore, consentirà approfondimenti su proprietà tipiche del cuoio come stabilità idrotermica ed alle sue caratteristiche di assorbimento di acqua ed umidità.

 

Difatti tale apparecchiatura, è utilizzata per effettuare studi di Ricerca di Base sulla modellazione del comportamento viscoelastica del materiale cuoioso in ragione di variabili di processo e sull’analisi del fenomeno di contrazione del materiale ad elevate temperature. Tali progetti derivano da fabbisogni del mondo automotive ed utilizzano le classiche analisi termomeccaniche con fornace e chiller.

 

Il DMA della Stazione Sperimentale è infatti dotato di un controller temperatura-umidità relativa con il quale si proverà a mappare il comportamento della struttura fibrosa a differenti condizioni climatiche a controllo di umidità ed in funzione della ricettazione in termini di tipologia e contenuto di conciante ed ingrasso. Il dispositivo, inoltre, è dotato di una micro-vasca integrata al portacampioni per prove di tensione e con la quale si potranno eseguire prove in regime oscillatorio in immersione in acqua. Tale configurazione fornirà una alternativa alla caratterizzazione della stabilità idrotermica del collagene; nella sostanza l’obiettivo è quello di quantificare la temperatura di contrazione del cuoio mediante la valutazione delle variazioni dei moduli G’ e G” in una transizione solido-solido.

 

Laboratorio di Prove Avanzate per la Ricerca e l’Innovazione

 

Principali Apparecchiature

      • Analisi Termica DSC/TGA
        • Apparecchiatura per l’Analisi Dinamico Meccanica (DMA)
        • Apparecchiatura per la determinazione della Resistività superficiale
        • Apparecchiatura per la determinazione della Conducibilità termica
        • Apparecchiatura per la determinazione della Riflettanza solare
        • Respirometro per la Determinazione della degradabilità su matrici di cuoio, pelli e ausiliari per conceria
        • Attrezzature e reattori per l’esecuzione di prove di processo in scala laboratorio.

 

Supporto ai servizi

    • Certificazioni di prodotti e processi produttivi
    • Custom Innovation

 

Supporto alle Tematiche di Ricerca

    • Tecnologie di processo
    • Sviluppo di prodotto
    • Sostenibilità e ambiente
    • Biotecnologie conciarie

 

A cura di Claudia Florio, Responsabile Dipartimento Biotecnologie conciarie di SSIP

 

Linee guida per il corretto uso degli igienizzanti sui manufatti in pelle
Linee guida per il corretto uso degli igienizzanti sui manufatti in pelle

L’emergenza Covid -19 prevede il rispetto di una serie norme igieniche da seguire sia a livello personale che per quanto riguarda tutti gli oggetti con cui si entra in contatto.

 

In particolare i nostri studi hanno posto l’attenzione sull’ utilizzo dei prodotti più adatti all’igienizzazione degli articoli in pelle, poiché la maggior parte di essi risultano oggetto di continua manipolazione durante la quotidianità come ad esempio portafogli, borse, capi d’abbigliamento e calzature. Il consumatore spesso però si pone dei dubbi sulla possibilità di arrecare danni agli articoli, in particolare quelli di alta qualità, utilizzando i prodotti igienizzanti attualmente in commercio per  il Covid-19.

 

Bisogna innanzitutto tener presente che la maggior parte delle pelli è rivestita da un film superficiale di diversa natura chimica e diverso grado di copertura, ciò dipende dalle esigenze riguardanti l’articolo finito e la relativa destinazione d’uso.

Sulla base di questa premessa sono state effettuate una serie di prove, volte a verificare la resistenza delle rifinizioni a diversi prodotti igienizzanti, selezionando in primis varie pelli con strato superficiale tra le tipologie più diffuse nel settore.

 

Tutte le pelli sono state trattate con prodotti vari, nello specifico sono stati effettuati 10 sfregamenti con feltrini imbibiti di prodotto.

Su tutti i pellami è stata inizialmente effettuata una prova con sola acqua, senza aggiunta di alcun prodotto, per verificare che la pelle non subisse danni già semplicemente se trattata con acqua. Altri prodotti consistenti in una soluzione di alcol etilico al 60 % pura cioè preparata in laboratorio e 3 soluzioni igienizzanti tra quelle più comunemente reperibili in commercio, che sono tipicamente formulati a base idroalcolica, comprendenti additivi per il conferimento di specifiche caratteristiche organolettiche.

 

I pellami sono stati successivamente valutati, si riportano le osservazioni di seguito:

 

  • le pelli rivestite con film alla nitrocellulosa non hanno subito particolari alterazioni, solo una lieve opacizzazione della superficie
  • la pelle verniciata è risultata quella che ha subito maggiori danni con tutti i prodotti.
  • le pelli rivestite con rifinizione di natura poliuretanica non si alterano
  • le pelli cosiddette “al naturale” cioè senza alcun rivestimento superficiale, ovviamente, risultano più suscettibili nei confronti di qualsiasi prodotto igienizzante, tuttavia anche un lieve trattamento di rifinizione superficiale (es. a spruzzo) comporta una maggiore resistenza della pelle nei confronti dei prodotti utilizzati.

 

In tutti casi in cui si sono verificate alterazioni della superficie tale fenomeno è risultato più evidente con i prodotti in commercio, cioè quelli che contengono vari additivi oltre all’alcool.

La SSIP sta attualmente implementando le attività volte ad arricchire il know how sull’impiego di sistemi igienizzanti per uso conciario, anche al fine di supportare le aziende verso le buone prassi connesse al loro impiego sugli articoli in pelle.

 

a cura di Roberta Aveta
Laboratorio di microscopia ottica ed elettronica
Servizi di diagnostica avanzata per i difetti del cuoio e la ricerca

La Stazione Sperimentale: infrastrutture avanzate a servizio della filiera conciaria
La Stazione Sperimentale: infrastrutture avanzate a servizio della filiera conciaria

Da CPMC 3/2020

 

Quanto ad oggi a disposizione della Stazione Sperimentale in termini di apparecchiature, laboratori analitici, concerie sperimentali e dimostratori tecnologici è la conseguenza delle attività di puntuale potenziamento della sede centrale, nonché di implementazione di reti di collaborazioni a livello distrettuale correlata allo sviluppo delle sedi operative, che derivano da obiettivi strategici di diverso livello. Infatti la dotazione di infrastrutture della Stazione va inquadrata, da un lato nell’ambito delle attività di Ricerca ed i Servizi che essa mette a disposizione dei propri Contribuenti e di quelli che offre al Mercato, dall’altro nell’ambito delle tematiche prioritarie di intervento definite unitamente agli stakeholders della filiera conciaria.

 

La stessa suddivisione di Laboratori Analitici, oltre a richiamarne le caratteristiche, rimanda agli obiettivi ed alle tematiche cui tendono le attività dalla Stazione a supporto della filiera ovvero la Sostenibilità ambientale dei processi conciari e le Performance e le caratteristiche Merceologiche del prodotto cuoio. I Laboratori sono in primis asserviti ai servizi analitici veri e propri, ovvero all’esecuzione delle prove di natura Fisico-Meccanica e Chimiche richieste dal mercato e garantiscono la possibilità di effettuare, nella pratica, tutte le analisi che possono essere applicate al prodotto cuoio, indipendentemente dalla destinazione d’uso dello stesso, dalla semplice determinazione di Spessore alla più sofisticata determinazione dei Perfluorurati tramite HPLC-MS/MS, dalle caratteristiche di Infiammabilità richieste ai prodotti di rivestimento alle prove di Biodegradabilità. Al fine di ampliare la possibilità per le imprese conciarie, di avvalersi dei servizi analitici della Stazione, è in corso il processo di accreditamento dei Laboratori secondo la norma ISO 17025.

 

I continui investimenti in apparecchiature all’avanguardia e l’esperienza specifica nel settore, oltre a consentire di rispondere a tutte le esigenze analitiche richieste dal mercato o imposte dalle normative vigenti, fa dei Laboratori della Stazione il luogo dove sono sviluppati, testati e validati nuovi Metodi di prova su pelli, manufatti, ma anche prodotti chimici conciari, quale risultato di vere e proprie attività di Ricerca derivanti dagli input dell’attività di Normazione Tecnica. Inoltre sulle stesse basi tecnologiche e di conoscenza del settore sono costruiti, e quindi validati in Laboratorio, i Protocolli Tecnici alla base del nuovo Servizio di Certificazione di Prodotto e Processo, implementato con l’obiettivo di garantire l’immissione sul mercato di prodotti innovativi, processi ecosostenibili e materiali di qualità, e rivolto a tutte le aziende della filiera conciaria che vogliono valorizzare la propria produzione sul mercato con il supporto di un ente che associa al livello di competenza riconosciuto a livello internazionale, la garanzia di terzietà derivante dalla propria funzione pubblica.

 

Quest’ultima, già riconosciuta dal Contratto Internazionale n.7, che individua la Stazione Sperimentale quale unico Istituto nazionale abilitato a livello internazionale al controllo della Misurazione della superficie dei cuoi in caso di controversia, ha trovato recente convalida nei compiti conferiti dal Decreto Legislativo 68/2020, riguardante utilizzo dei termini “cuoio”, “pelle” e “pelliccia”, e che vedranno coinvolto il Laboratorio di Microscopia. La grande peculiarità dei Laboratori della Stazione è la possibilità di integrare, alle procedure di analisi convenzionali, tecniche avanzate di indagine, tipicamente a disposizione di Centri di Ricerca, quali ad esempio la Spettroscopia AT-IR, l’analisi termica TG-DSC-MS, la microscopia SEM con microsonda EDX, l’analisi Dinamico Meccanica DMTA. Tali tecniche sono ottimizzate per ottenere informazioni fondamentali dal materiale cuoio utili talvolta ai fini certificativi, ma più spesso, asservite a supportare le attività di Ricerca e Sviluppo di Base, nonché le attività di Consulenza avanzata. Al fine di garantire ulteriore supporto delle attività di Ricerca & Sviluppo e di Custom Innovation, ovvero per implementare il relativo incremento di livello tecnologico, ai Laboratori Analitici veri e propri, si affianca la Conceria Sperimentale, istituita in collaborazione con l’Istituto Tecnico Galilei di Arzignano nella quale possono essere riprodotti, sia in scala laboratorio che in scala pilota, i principali processi ad umido (concia, riconcia, tintura ed ingrasso) e di rifinizione della lavorazione conciaria.

 

La stessa Conceria Sperimentale è dotata di un Laboratorio di Prove di prossimità, orientato ad effettuare le prime prove di verifica e validazione dei processi attuati. Per sperimentare l’utilizzo di infrastrutture su cui sviluppare lo scale-up delle attività di Ricerca a livello del ProofOfConcept, la Stazione Pelli ha istituito, presso la propria sede di Pozzuoli, un vero e proprio di Dimostratore Tecnologico, il BIOLogic primo laboratorio di bio-manifattura concepito sul modello dei FabLab, nel quale tramite stampanti 3D a estrusione di idrogel e un bioplotter per la sputterizzazione di biofilm liquidi, si sta sperimentando l’utilizzo di sostanze idrolizzate da scarti conciari per l’ottenimento di materiali innovativi. La necessità di avere a disposizione infrastrutture per la Ricerca ed i Servizi e di rendere le stesse disponibili e vicine alle imprese conciarie, è altresì alla base di specifici accordi programmatici che la Stazione ha effettuato su base territoriale, quale ad esempio quello con il PO.TE.CO. nel distretto toscano della concia.

 

Questo accordo rende, nella pratica, disponibili alla Stazione la Conceria Sperimentale e la Manovia presenti nel Polo Tecnologico Conciario, mentre i Laboratori già condivisi, sono stati oggetto di ulteriore investimento per l’acquisto di sistema Cromatografico con rilevatore ad alta risoluzione. L’obiettivo è permettere agli operatori della filiera di poter usufruire delle iniziative comuni di Ricerca e Sviluppo tecnologico, Formazione, Divulgazione Scientifica, nonché di potersi avvalere delle attività previste in un’offerta comune di Servizi Analitici e di Consulenza, valida a livello nazionale ed internazionale.

 

A cura di Gianluigi Calvanese, Responsabile Area Tecnologica di SSIP

SVHC Roadmap 2020
SVHC Roadmap 2020

4 febbraio 2021

 

L’ECHA ha pubblicato i risultati della Roadmap delle sostanze SVHC Substances of Very High Concern, al 2020.

Dal 2013, l’ECHA, le autorità degli Stati membri e la Commissione europea hanno collaborato nell’ambito della Roadmap SVHC 2020 per identificare le sostanze chimiche pericolose e mettere in atto misure di gestione del rischio per affrontare le preoccupazioni individuate.

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