L’essicazione delle pelli e sua influenza sull’articolo finale- Parte 2

 

La SSIP, in collaborazione con l’università di Padova, sta’ studiando, per mezzo di una ricerca sperimentale e una tesi industriale presso il Department of Chemical Sciences, le possibili applicazioni della tecnica NMR per la ricerca di alcune sostanze di interesse contenute nel cuoio.

Uno dei possibili sfruttamenti di queste nuove ed interessanti tecniche strumentali è la determinazione del contenuto d’acqua delle pelli.

In questa seconda sezione si approfondiranno le tecniche specifiche di asciugaggio utilizzate in conceria.

Essicazione in catena aerea

Prima della messa all’aria le pelli vengono solitamente pressate con rulli attraverso macchine a ritenere in modo da favorire l’eliminazione del maggior quantitativo d’acqua. Alla fine della catena possono essere inseriti dei tunnel pensili a temperatura e umidità controllata per omogeneizzare e standardizzare l’umidità su tutte le pelli. Nei processi di asciugaggio del pellame possono avvenire reazioni chimiche che in botte, data la notevole quantità d’acqua, non avvengono e le caratteristiche del pellame possono variare considerevolmente in funzione della tecnica utilizzata.

Caratteristiche tecniche delle pelli asciugate con questo metodo sono: maggior morbidezza e spessore oltre al mantenimento della superficie e dello spessore; cuoio morbido e pieno indicato per alcuni articoli per la calzatura e abbigliamento.

 

 

Essicazione in tunnel

Attraverso questa tecnica si possono ottenere numerose tipologie di articoli a seconda della regolazione dei parametri di controllo come per esempio il box-calf,molto fermo ed anelastico e scattante (alte temperature e tempi lunghi di permanenza). Il tunnel può essere continuo o discontinuo, mentre la regolazione controllata di temperatura è molto ambia (da 40° a 80°C), come l’umidità e il tempo di permanenza. Ad es. 50 °C, umidità finale del 40-50% tempo 1h ca.

 

 

Essicazione sottovuoto

Metodo di asciugaggio molto veloce e impiega spazi contenuti. Con questo metodo la depressione creata accelera l’evaporazione dell’acqua es.: “con 60 °C una pelle di spessore 1.2-1.3 mm passa da un’umidità interna di 65% ad una di 25% in soli 2 minuti” oppure “a 35° si raggiunge 25% partendo da 50% in 4-5 min. Le pelli vengono stese con il lato fiore a contatto con la piastra calda.

Si ottengono pelli con fiore più fermo, morbido e pieno rispetto all’essiccamento al telaio che necessiterebbero di ulteriore essicazione (in catena ad es.) per uniformare l’umidità su tutta la superficie.

 

 

Essicazione al telaio

Questo metodo d’essicazione è veloce ed impiega temperature anche superiori a 70°C ed è utilizzato soprattutto per pelli d’arredamento e carrozzeria. Si ottengono pellami con alta resa superficiale con aumento del 5-8%. Le pelli presentano un fiore più soffioso, meno morbido e rotondo, mentre la stampa e smerigliatura risultano più problematiche nelle fasi successive.

 

 

Il riscaldamento dell’aria può avvenire in diversi modi:

  • Utilizzo di acqua calda o vapore circolante in uno scambiatore a fasci tubieri
  • Bruciatore a gas metano o gasolio con riscaldamento diretto dell’aria su pannelli radianti metallici.
  • Caldaia a metano o gasolio riscaldante un gas primario circolante in batterie di tubi.
  • L’aria diffonde poi attraverso le camere di essicazione attraverso ventilatori (7-10 m/sec.). Aereotermi per 1) e Termoconvettori per 3)

Le caratteristiche più importanti che vengono valutate dopo l’asciugaggio sono:

  • Ritenzione d’area (aumento dell’area %)
  • Elongazione (allungamento senza strappo ad una forza applicata)
  • Tenacità (duttilità x resistenza alla rottura)
  • Qualità della grana (aspetto visivo)
  • Resilienza (abilità del materiale di ritornare alla forma iniziale dopo la tensione)

 

Conclusioni e accorgimenti pratici

Con l’essicazione al telaio si ottengono pelli più rigide e dure, meno estendibili e con inferiori proprietà meccaniche e con una grana più grossolana seppur con un aumento della superficie. Il Sottovuoto si presta bene all’essiccazione delle pelli “chrome free” date le sue basse temperature d’esercizio. La resistenza allo strappo e la tenacità diminuiscono all’aumentare della velocità d’essicazione e della temperatura, oltremodo più evidente per pelli sottili.

E’ buona pratica sfruttare al massimo il ricambio d’aria in modo da utilizzare il massimo del suo potenziale essiccante. D’altro canto, non è consigliabile avere una differenza troppo elevata di umidità fra pelle ed aria secca o temperature alte che causerebbero una essicazione superficiale eccessivamente veloce.

La diffusione dell’acqua all’interno della pelle non deve essere troppo lenta rispetto alla velocità di evaporazione in superficie (chiusura dei pori, aumento eccessivo della temperatura superficiale e conseguente perdita qualitativa dell’articolo finale).

Il riscaldamento dell’aria in un essiccagio continuo è più efficace se avviene in fasi successive durante il percorso delle pelli, si evitano così di raggiungere temperature elevate a parità di acqua estratta. E’ consigliabile infine utilizzare il più omogeneo sistema di essicazione a correnti incrociate anziché quello in equicorrente o controcorrente.

 

 

A cura di Marco Nogarole

Responsabile Trasferimento tecnologico della SSIP

 

Pubblicato il: 6 marzo 2024 alle 14

 

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