May 15 2026
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Oltre la circolarità: il cuoio come nodo centrale della bioeconomia europea
Editoriale di Edoardo Imperiale
Il 2026 si apre come un anno di svolta per le industrie manifatturiere europee, segnato da traguardi normativi e strategici che ridefiniranno in profondità i paradigmi della sostenibilità, della tracciabilità e della digitalizzazione. L’introduzione del Digital Product Passport, le nuove scadenze del regolamento sulla deforestazione (EUDR), la prevista restrizione sui PFAS e le ulteriori iniziative comunitarie in materia di economia circolare – tra cui il prossimo Circular Economy Act – delineano un quadro esigente ma, al tempo stesso, ricco di opportunità per i settori capaci di interpretare il cambiamento come leva di sviluppo. In questo scenario, l’industria conciaria si presenta con tutte le credenziali per affermarsi come sistema modello. Da sempre espressione concreta di bioeconomia, il settore trasforma un sottoprodotto dell’industria alimentare in un materiale ad alto valore aggiunto, dimostrando come sostenibilità e competitività possano coesistere. Negli ultimi anni, inoltre, la capacità di integrare innovazioni tecnologiche avanzate ha ulteriormente rafforzato il posizionamento della concia quale ambito industriale dinamico e resiliente. Un impulso determinante è derivato dalle progettualità sviluppate nel recente triennio, anche grazie alle sinergie attivate nell’ambito del PNRR. I risultati oggi visibili testimoniano come investimenti mirati in ricerca, infrastrutture e competenze possano generare valore concreto, favorendo la transizione verso modelli produttivi sempre più circolari e sostenibili.
In questa prospettiva, il focus dell’ultimo numero di CPMC del 2025 ha rappresentato un passaggio significativo, evidenziando il ruolo delle cross-technologies come fattore abilitante per la sovranità tecnologica del cuoio italiano. La contaminazione tra discipline e settori diversi si conferma, infatti, uno dei principali motori dell’innovazione, capace di aprire nuove traiettorie di sviluppo e rafforzare la competitività del sistema. I tre numeri di CPMC del 2026 si pongono l’obiettivo di approfondire i pilastri su cui costruire l’evoluzione sostenibile della filiera conciaria, alla luce degli strumenti e degli scenari che stanno prendendo forma. Questo primo numero, in particolare, è dedicato al tema “Cuoio e bio-based economy: l’ecosistema abilitante dell’industria circolare”, con l’intento di esplorare il ruolo della concia nel più ampio contesto delle bio-based Industries. Nel quadro della transizione ecologica globale, il settore conciario è chiamato a compiere un ulteriore salto evolutivo: non limitarsi al recupero efficiente delle risorse, ma diventare nodo centrale di un ecosistema industriale simbiotico. In questa visione, la conceria si configura come un vero e proprio hub tecnologico, capace di dialogare con la chimica verde, con i nuovi materiali bio-based e con altri comparti produttivi, favorendo l’integrazione circolare tra filiere diverse. In tale percorso, come è possibile evincere dai contributi che seguono, la SSIP intende promuovere e rafforzare un dialogo costruttivo tra ricerca, impresa e associazioni di categoria; proprio a queste ultime la rivista darà voce in maniera crescente, per garantire la concretezza degli obiettivi di ricerca in programma, in un contesto dinamico, nell’ambito del quale sia possibile recepire costantemente il punto di vista dei rappresentanti dei gangli cruciali della filiera del cuoio. È in questa capacità di connessione, innovazione e visione sistemica che risiede la chiave per il futuro del cuoio. Un futuro in cui tradizione e tecnologia si incontrano per dare forma a un modello industriale sostenibile, competitivo e pienamente inserito nella bioeconomia europea.
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