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Ricerca, nuove tecnologie, reti scientifiche e network istituzionale. Così la SSIP spinge l’innovazione sostenibile della filiera pelle
Ricerca, nuove tecnologie, reti scientifiche e network istituzionale. Così la SSIP spinge l’innovazione sostenibile della filiera pelle

Editoriale estratto da CPMC 1/21 a cura di Edoardo Imperiale, Direttore Generale di SSIP.

 

Nella predisposizione del Piano nazionale di ripresa e di resilienza si fa spesso ricorso a un temine inglese: “boost”, vale a dire spintaimpulso. Non è un caso. Gli stravolgimenti dettati dall’emergenza sanitaria hanno investito il nostro modo di lavorare, studiare, conoscere, curare, giocare, hanno cioè investito le nostre vite. Tutto questo ci ha disorientati, è ovvio, ma al tempo stesso ci ha messo di fronte alla consapevolezza di non poterci limitare a pensare di dover ripristinare il mondo che conoscevamo. Quel mondo è in larga parte archiviato. Siamo ora chiamati a tracciare e realizzare nuove economie che, per poter essere all’altezza delle sfide che il nostro tempo ci consegna, non potranno più perseverare nel seguire modelli lineari di sviluppo ma dovranno seguire modelli di crescita circolare, a economie estrattive dovranno seguire (e in fretta) economie rigenerative. Si tratta cioè di riconoscere la sostenibilità non più come un limite ma come un “boost” verso il futuro. 

 

L’industria conciaria può e deve contribuire in maniera significativa al processo di cambiamento economico, sociale e culturale che ci vede proiettati verso la sostenibilità. Le due transizioni gemelle, quella ecologica e quella digitale, sono le due facce di questa stessa medaglia: da un lato la tutela delle risorse ambientali, dall’altro la promozione della tecnologia e dell’innovazione. Prodotto ad alto valore aggiunto nato da scarti della filiera alimentare, la pelle nasce sul crinale di queste due spinte e gli sforzi messi campo dall’intera filiera conciaria sul piano degli investimenti, della ricerca e della formazione testimoniano la volontà di fare dell’industria della pelle un campione della sostenibilità. Forte della propria storia, la pelle italiana lavora a un futuro fatto di materiali naturali, declinabili all’infinito, ricchi di prestazioni e valori che si mantengono nel tempo. 

 

saperi e le competenze che hanno tracciato la storia dell’industria della pelle sono oggi chiamati a fare da propellente alla spinta di cui ha bisogno il Paese. Come afferma nell’intervista pubblicata in queste pagine il Ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, l’Italia ha bisogno di una “cura ricostituente”, “occorre un intervento liberatorio, che restituisca entusiasmo, fiducia e voglia di fare bene”. Parla del sistema della ricerca, ma sono parole che possono essere estese a tutto il sistema produttivo. Coerente alla sua vocazione, la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli, grazie al suo sistema di competenze, laboratori distribuiti sul territorio, capitale umano e alleanze istituzionali, è pronta a dare il suo contributo non solo per potenziare la “cura ricostituente” di cui ha bisogno il Paesema per tracciare quei modelli produttivi ad alto tasso di innovazione e sostenibilità in grado di consolidarne la leadership in settori produttivi strategici, a partire dalla moda 

 

Di futuro e degli indirizzi politici nazionali legati all’innovazione abbiamo parlato, come ho già accennato, con la Ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, e Vera Corbelli, Segretario Generale del Distretto idrografico Appennino Meridionale. Ci siamo confrontati sulle prossime direttrici della filiera conciaria con il presidente della Ssip, Graziano Balducci, con Fulvia Bacchi, Consigliere della Ssip e Direttore Unic, e con i soci della Ssip, i presidenti delle Camere di Commercio di Napoli Ciro Fiola, di Pisa Valter Tamburini, e Vicenza Giorgio Xoccato. 

 

Delle strategie inaugurate dall’economia circolare abbiamo parlato con Luigi Nicolais, Consigliere Scientifico della Ssip nonché Consigliere del Ministro per le politiche delle Ricerca, Federico Testa, Presidente dell’Enea, e Mario Bonaccorsi, Coordinatore di Spring – Cluster Tecnologico nazionale della Chimica Verde 

 

La ricerca e le soluzioni tecnologiche servono trovano la loro ragion d’essere nella competitività del sistema delle imprese e, a rappresentare la loro voce, abbiamo sentito Fabrizio Nuti, presidente Unic, e Cirillo Marcolin, Presidente Confindustria Moda. 

 

Abbiamo infine messo in evidenza alcune ricerche proiettate a rendere ancora più verde il motore dell’industria italiana delle pelli, a cominciare dai contributi derivanti da studi avviati da Dipartimenti universitari di interesse strategico con cui la Stazione Sperimentale condivide percorsi progettuali e linee di ricerca nel quadro della rete scientifica nazionale sviluppata sul territorio, afferenti ai principali territori regionali caratterizzati dalla presenza di distretti della conciaVeneto, Toscana e CampaniaNel contributo di Anna Maria Raspolli si illustrano i nuovi approcci per la circolarità dei prodotti in pelle: impiego di biomolecole derivanti dal settore agrifood come materie prime per la progettazione di chemicals a basso impatto ambientale per l’industria conciaria. Tema ad alto contenuto innovativo per l’industria conciaria, prevedendo l’impiego di agenti non ancora impiegati ed approcci non ancora esplorati.  

 

Roberta Bertani approfondisce la ricerca sui nuovi strumenti sostenibili per la rifinizionerealizzazione, caratterizzazione e testing di nuovi agenti polimerici filmogeni per la rifinizione, costituiti da biopolimeri naturali di origine animale. Rosa Lanzetta analizza gli approcci condivisi con la Stazione Sperimentale per la sostenibilità del processo conciario in termini di reimpiego di fanghi derivanti da impianti consortili conciari come fonte di energia e caratterizzazione del Cod recalcitrante nei reflui conciari.  

 

Nell’ambito dei contributi tecnico-scientificiAlessandra Tortora ci parla degli obiettivi e delle iniziative della Fondazione globale multi-stakeholder Zero Discharge of Hazardous Chemicals – Zdhc; in relazione agli impegni finalizzati alla riduzione a zero degli impatti della filiera della moda in termini di scarichi di sostanze pericolose 

 

È infine offerta una panoramica delle iniziative derivanti da progetti e iniziative avviate dalla Stazione Sperimentale, in grado di contribuire all’evoluzione sostenibile del settoreIn tal senso si innestano i contributi di Tiziana Gambicorti e Paolo Masoni a proposito della collaborazione tra Stazione Sperimentale ed Ecoinnovazione, per lo sviluppo di un sistema dedicato al calcolo dell’impronta ambientale dei prodotti dell’industria conciaria, nell’ottica di promuovere la valorizzazione sul mercato di prodotti italiani a basso impatto ambientale. Claudia Florio firma due contributi, dedicati rispettivamente ai progetti integrati per la promozione di approcci trasversali e multidisciplinari per la sostenibilità della pelle e alla presentazione degli esiti del Programma di Open Innovation della SSIP Leather Innovation Challenges 2025. Daniela Caracciolo presenta infine la sintesi di un lavoro realizzato in collaborazione con l’Università di Salerno e presentato nell’ambito del Nine – Congresso Internazionale sulle Applicazioni Innovative per l’ambiente, relativo al trattamento fotocatalitico delle acque  reflue industriali attraverso approcci fotocatalitici.  

 

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I contaminanti emergenti nel settore conciario
I contaminanti emergenti nel settore conciario

Alchilfenoli etossilati (APEO) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA).

Biagio Naviglio, Responsabile Area Ricerca e Sviluppo

Il 1° giugno 2007 è entrato in vigore il Regolamento Europeo 1907/2006/CE per la registrazione, la valutazione e l’autorizzazione delle sostanze chimiche (REACH), che stabilisce una serie di obblighi per i produttori, gli importatori e gli utilizzatori di sostanze chimiche in Europa.

Lusso: il gruppo Louis Vuitton lancia La Maison des Startups per 50 talenti
Lusso: il gruppo Louis Vuitton lancia La Maison des Startups per 50 talenti

Un nuovo programma di accelerazione dedicato alle start up. Questo è La Maison des Startups, il progetto lanciato da LVMH, Louis Vuitton Moët Hennessy l’holding francese operante nel settore dei beni di lusso. L’azienda è quotata alla Borsa di Parigi, città dalla quale la sede principale controlla una sessantina di marchi di prestigio, commercializzati in tutto il mondo. I prodotti della società del Presidente del Cda e Amministratore Delegato Bernard Arnault, spaziano dai prodotti per la moda, agli accessori in pelle, con la gestione di brand come Louis Vuitton, Kenzo, Celine, Fendi, Marc Jacobs, Givenchy, Emilio Pucci, Loro Piana, fino al vino e ai liquori in genere, Moët & Chandon, Dom Pérignon brands, Hennessy.

 

Ogni anno La Maison des Startups ospiterà a 50 start up internazionali. L’iniziativa avrà non solo il compito di guidare l’evoluzione delle realtà partecipanti, ma le metterà anche in contatto con le griffe del gruppo, con le quali potranno inventare e sviluppare nuovi servizi e prodotti per il mercato del lusso. La Maison, in particolare, ha casa all’interno di Station F, il campus dedicato alle start up con sede a Parigi, e mette a disposizione 89 postazioni di lavoro. Il primo gruppo è entrato nel campus lo scorso novembre.

 

“L’innovazione è parte integrante della storia delle nostre maison, che spesso hanno secoli di storia. Questo è il motivo per cui sappiamo, forse meglio di altri, come trovare i modi per lavorare con le start up a vantaggio di tutti noi”, ha commentato Bernard Arnault, presidente e CEO di LVMH, che nei giorni scorsi, ha presentato il progetto insieme al chief digital officer Ian Rogers. Quest’ultimo ha spiegato: “LVMH ha da tempo considerato l’innovazione un valore fondamentale. L’innovazione non è solo una parola d’ordine da LVMH, è un’ossessione pratica, fondamentale per mantenere la nostra posizione di leadership a lungo termine. Collaborare con le start up ci aiuta a rimanere al passo con le opportunità di business e le modalità di lavoro. Un ecosistema di avvio sano è necessario per un’industria sana”.

 

 

 

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