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A Solofra l’incontro formativo “I difetti della pelle: verso la qualità”
A Solofra l’incontro formativo “I difetti della pelle: verso la qualità”

Roberta Aveta, responsabile del Laboratorio di microscopia ottica ed elettronica della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle materie concianti ed esperto in difettistica del cuoio, è stata la relatrice dell’incontro formativo sull’argomento “I difetti della pelle: verso la qualità”.

Misurazione della pelle, la “missione” della Stazione Sperimentale in Spagna e Francia
Misurazione della pelle, la “missione” della Stazione Sperimentale in Spagna e Francia

La Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli si conferma il riferimento internazionale in tema di misurazione della pelle. Una delegazione della SSIP è stata in Spagna e Francia, più precisamente nei laboratori ed enti di ricerca CTC di Lione, INESCOP di Elda (Alicante) e ASIDCAT a Fuensalida (Toledo), per portare avanti un progetto internazionale sulla misurazione della pelle.

Luigi Nicolais nominato Consigliere scientifico della SSIP
Luigi Nicolais nominato Consigliere scientifico della SSIP

Luigi Nicolais è stato nominato Consigliere scientifico della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle materie concianti (SSIP). Napoletano classe 1942, già ordinario presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e professore presso l’University of Washington e l’University of Connecticut, è stato Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione dal 2006 al 2008 e presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) dal 2012 al 2016 e autore di oltre 350 pubblicazioni scientifiche.

Nicolais opererà in qualità di advisor scientifico della Stazione. Fornirà alta consulenza strategica al Consiglio di Amministrazione e alla Direzione Generale, in coerenza con il programma strategico 2018-2020 che prevede la definizione e l’implementazione delle strategie aziendali; la valutazione tecnica dei programmi di ricerca e sviluppo per la programmazione delle attività del Politecnico del Cuoio; il rafforzamento delle competenze tecnico-scientifiche; e la definizione delle linee di sviluppo in materia di erogazione dei servizi alle imprese per l’ottimizzazione dei processi di innovazione e di sostegno alla competitività della filiera pelle sul mercato nazionale ed internazionale.

Luigi Nicolais

“Sono molto contento di poter dare un contributo alla Stazione Sperimentale delle Pelli, uno dei più antichi Istituti di ricerca italiani, che rappresenta un’eccellenza a livello europeo”, afferma Nicolais. “La Stazione Sperimentale sta incrementando, negli ultimi anni, gli investimenti in ricerca e innovazione, in un settore in cui i materiali innovativi ed i nuovi processi produttivi possono svolgere un ruolo importante, sia nell’incremento del valore del prodotto che nella riduzione dell’impatto ambientale. L’industria conciaria è un settore in cui l’Italia primeggia a livello mondiale e in cui la centralità del cliente gioca un ruolo chiave, motivo per cui è necessario allinearsi alle tecnologie dettate dalla 4° rivoluzione industriale e rafforzare la collaborazione con Università e centri di ricerca per avere una continua evoluzione dei prodotti. Il mio contributo – ha concluso il neo Consigliere scientifico SSIP – sarà quello di supportare l’attuale dirigenza nel processo di trasferimento dei risultati della ricerca scientifica, per poter sviluppare soluzioni innovative nel settore dei materiali avanzati”.

Il presidente della SSIP, Graziano Balducci, ha dichiarato: “La Stazione porta avanti un percorso basato sull’eccellenza, con l’obiettivo di ottenere sempre maggiore visibilità nell’intera filiera industriale. Il mio mandato è agevolato in questo senso dell’attività avviata dal precedente Cda e dal lavoro svolto dal Direttore generale: possiamo vantare una struttura altamente professionale che darà, ne sono certo, grandi soddisfazioni per la creazione di valore di un settore già leader mondiale e unico realmente sostenibile a livello internazionale”.

Ambiente: meglio le pellicce vere che quelle sintetiche
Ambiente: meglio le pellicce vere che quelle sintetiche

Negli ultimi sei mesi hanno detto che non produrranno più vere pellicce Gucci, Versace, Michael Kors, Jimmy Choo, Furla, John Galliano e Donna Karan, mentre Tom Ford e Givenchy hanno sostituito le pelli esotiche con pelo sintetico, montone e pelli bovine – considerate più etiche in quanto scarti dell’industria alimentare. Il sito di e-commerce di lusso Yoox non le vende più da un anno e sul prossimo numero della rivista InStyle la direttrice Laura Brown spiegherà in un articolo perché non ha mai pubblicato foto di pellicce dal suo arrivo, nel 2016. Intanto dal 2019 ne sarà vietata la vendita a San Francisco, mentre la Norvegia ha approvato una legge per chiudere i suoi allevamenti di animali da pelliccia entro il 2025.

 

 

 

Per ottenere questi risultati ci sono voluti vent’anni di manifestazioni e campagne di sensibilizzazione, iniziate negli anni Novanta con modelle che si rifiutavano di indossare pelli di animali e animalisti che protestavano alle sfilate di Calvin Klein o che lanciavano alla direttrice di Vogue americano Anna Wintour, grande appassionata di pellicce, torte di tofu. Ora il dibattito si è spostato un po’ più in là, allargandosi non solo alle preoccupazioni degli animalisti ma cercando di capire se le pellicce sintetiche siano da preferire a quelle naturali: in molti, tra stilisti e ambientalisti, sono convinti di no.

 

Per prima cosa le pellicce sintetiche sono fatte di acrilico che ha bisogno di centinaia di anni per essere smaltito in una discarica, contrariamente a quelle di pelo vero che sono biodegradabili, si smaltiscono in pochi anni e si possono riciclare. In generale le microfibre sono molto dannose e diversi studi hanno mostrato che le piccole particelle che le compongono si disperdono nell’acqua del lavaggio dei capi, e se non vengono filtrate finiscono negli oceani, nei corsi d’acqua e ingerite dai pesci e dagli altri animali acquatici. L’impatto può essere un po’ contenuto con particolari tipi di lavatrici, come quelle che si caricano frontalmente, e con tessuti di migliore qualità; Patagonia, nota azienda di abbigliamento attenta all’ambiente, vende una borsa per la lavatrice che aiuta a intrappolare le fibre.

 

Keith Kaplan, responsabile delle comunicazioni della Fur Information Council of America – un’associazione americana dedicata alle pellicce – ha parlato a Fashionista  del tema dell’inquinamento prodotto dalle pellicce. Ha detto che quelle sintetiche sono molto inquinanti, mentre quelle di pelo vero aiutano a mantenere l’ecosistema di alcuni posti e a garantire profitti economici alle popolazioni indigene, che possono continuare a cacciare animali selvatici come volpi, castori e coyote.

 

Molti ambientalisti pensano che le pellicce sintetiche non siano la soluzione, ma sostengono che quelle di pelo vero siano ancora più dannose per l’ambiente: per le emissioni di anidride carbonica legate all’allevamento degli animali, per il letame scaricato nei laghi e nei fiumi, per la formaldeide e altri materiali tossici usati per conciare e tingere. Inoltre le trappole per cacciare gli animali selvatici finiscono per catturare anche gli animali domestici come gatti, cani, uccelli e piccoli mammiferi.

 

Un altro aspetto da prendere in considerazione è la qualità della pelliccia e per quanto tempo la si potrà indossare prima di gettarla e sostituirla con una nuova: per questo – secondo qualcuno – sarebbe meglio comprare una pelliccia sintetica di alta qualità oppure una pelliccia di animale, i modelli più duraturi. Chi preferisce il pelo vero può optare per una in montone o pelo di agnello, che sono comunque allevati per l’industria alimentare e non solo per il pelo, come succede invece per le volpi e gli ermellini: l’impatto ambientale è minore, così come i problemi etici legati all’uso del pelo.

 

In questo panorama, sempre più stilisti e aziende stanno cercando soluzioni per ridurre i danni ambientali e contenere le preoccupazioni morali. Nel 2017 lo stilista Kym Canter ha venduto tutte le sue 26 pellicce e fondato House of Fluff, che realizza pellicce con materiali biodegradabili, riciclati o usando solo tessuti e pellami provenienti dall’Europa, dove le regole sulle emissioni di anidride carbonica sono più restrittive che in paesi come la Cina. La londinese Shrimps realizza cappotti in pelliccia finta e finta pelle vegana. Il marchio australiano Unreal Fur vende giacche in pelliccia dai prezzi accessibili ma di buona qualità e quindi molto durature.

 

Altri rifiutano consapevolmente le pellicce sintetiche. La marca londinese Mou, per esempio, le considera “inquinanti e non biodegradabili”. Inoltre, sostiene Mou, non sono traspiranti e causano cattivi odori che spesso restano attaccati al tessuto, portando chi le indossa a gettarle prima che siano davvero usurate. Le pellicce vendute da Mou sono invece di pecora, antilope, agnello, vitello e coniglio: derivano dagli scarti dell’industria alimentare e possono durare più di trent’anni. Aurora James di Brother Vellies, un marchio di scarpe e borse attento all’ambiente, vende solo vestiti e oggetti in pelle e pelliccia animale, con il compromesso di usare pelo di conigli allevati all’aperto e di animali esotici allevati, e coloranti naturali.

 

In tutto questo è difficile che la moda delle pellicce e degli inserti in pelo finisca a breve: piace molto ai più giovani e agli adolescenti, tra i principali clienti del mondo della moda; in particolare il mercato mondiale delle pellicce, stando ai dati dell’anno 2012-2013, vale 40 miliardi di dollari, circa 33 miliardi di euro.

 

Il mercato USA dell’auto cresce: una vettura su due monta sedili in pelle.
Il mercato USA dell’auto cresce: una vettura su due monta sedili in pelle.

Bisogna ringraziare la crescita del mercato delle auto di lusso, la cui quota è passata dal 10% al 13%. E, soprattutto, bisogna essere grati all’exploit dei modelli crossover, che nel 53% dei casi hanno interni in pelle. Fatto sta che negli Stati Uniti la penetrazione della pelle nell’automotive è passata dal 29% del 2001 al 48% del 2017. “In questo momento circa la metà delle vetture vendute negli States montano sedili in pelle”, ha detto John Sousanis di Wards Auto (società di consulenza e analisi con sede a Boston) al pubblico del Lectra Automotive Leather Conference di Bordeaux. Stando a quanto riporta Leatherbiz, lo specialista si è detta anche fiduciosa sulle prospettive di crescita del mercato, dove la pelle, soggetta a nuove lavorazioni e a nuove proposte stilistiche, può trovare maggiori spazi.

 

 

FONTE: La Conceria

 

Lusso: il gruppo Louis Vuitton lancia La Maison des Startups per 50 talenti
Lusso: il gruppo Louis Vuitton lancia La Maison des Startups per 50 talenti

Un nuovo programma di accelerazione dedicato alle start up. Questo è La Maison des Startups, il progetto lanciato da LVMH, Louis Vuitton Moët Hennessy l’holding francese operante nel settore dei beni di lusso. L’azienda è quotata alla Borsa di Parigi, città dalla quale la sede principale controlla una sessantina di marchi di prestigio, commercializzati in tutto il mondo. I prodotti della società del Presidente del Cda e Amministratore Delegato Bernard Arnault, spaziano dai prodotti per la moda, agli accessori in pelle, con la gestione di brand come Louis Vuitton, Kenzo, Celine, Fendi, Marc Jacobs, Givenchy, Emilio Pucci, Loro Piana, fino al vino e ai liquori in genere, Moët & Chandon, Dom Pérignon brands, Hennessy.

 

Ogni anno La Maison des Startups ospiterà a 50 start up internazionali. L’iniziativa avrà non solo il compito di guidare l’evoluzione delle realtà partecipanti, ma le metterà anche in contatto con le griffe del gruppo, con le quali potranno inventare e sviluppare nuovi servizi e prodotti per il mercato del lusso. La Maison, in particolare, ha casa all’interno di Station F, il campus dedicato alle start up con sede a Parigi, e mette a disposizione 89 postazioni di lavoro. Il primo gruppo è entrato nel campus lo scorso novembre.

 

“L’innovazione è parte integrante della storia delle nostre maison, che spesso hanno secoli di storia. Questo è il motivo per cui sappiamo, forse meglio di altri, come trovare i modi per lavorare con le start up a vantaggio di tutti noi”, ha commentato Bernard Arnault, presidente e CEO di LVMH, che nei giorni scorsi, ha presentato il progetto insieme al chief digital officer Ian Rogers. Quest’ultimo ha spiegato: “LVMH ha da tempo considerato l’innovazione un valore fondamentale. L’innovazione non è solo una parola d’ordine da LVMH, è un’ossessione pratica, fondamentale per mantenere la nostra posizione di leadership a lungo termine. Collaborare con le start up ci aiuta a rimanere al passo con le opportunità di business e le modalità di lavoro. Un ecosistema di avvio sano è necessario per un’industria sana”.

 

 

 

“Il piano di rilancio della Stazione Sperimentale”: convegno a Lineapelle
“Il piano di rilancio della Stazione Sperimentale”: convegno a Lineapelle

Partecipano il presidente UNIC Russo e il direttore generale SSIP Imperiale

Appuntamento mercoledì 21 febbraio alle ore 14.00 presso la sala LEM 4

Locandina convegno SSIP a Lineapelle 21 febbraio 2018

MILANO – Mercoledì 21 febbraio a Lineapelle, la mostra internazionale dedicata al settore conciario, la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle materie concianti (SSIP) organizza il convegno: “Il piano di rilancio della Stazione Sperimentale: i servizi alle imprese, i progetti di ricerca, i programmi di formazione a supporto dell’intera filiera”.

L’incontro è in programma alle ore 14,00 nella Sala LEM 4 (lato pad. 22), Room A. Il convegno sarà anticipato da un light lunch alle ore 13,00. Lineapelle sarà così la vetrina del rilancio della Stazione Sperimentale, che per l’occasione con i suoi vertici presenterà i nuovi asset, i Programmi di Ricerca e il Politecnico del Cuoio, il progetto di proposta formativa specifica per il settore conciario, strutturato su piano nazionale.

Il convegno sarà aperto da Gianni Russo, Presidente UNIC. A seguire, gli interventi programmatici di: Graziano Balducci, Distretto Industriale di Santa Croce sull’Arno (PI); Giancarlo Dani, Distretto Industriale di Arzignano (VI); Michele De Maio, Distretto Industriale di Solofra (AV); Paolo Gurisatti, Presidente SSIP; Edoardo Imperiale, Direttore Generale SSIP; Paolo Mariani, Presidente CCIAA Vicenza; Girolamo Pettrone, Commissario CCIA Napoli; Valter Tamburini, Presidente CCIAA Pisa. L’incontro sarà moderato da Gennaro Sangiuliano, Vice Direttore del TG1.

Allo stand e al convegno sarà distribuita in omaggio la nuova versione del magazine CPMC – Cuoio Pelli Materie Concianti, che con una nuova veste grafica intende favorire la divulgazione scientifica e il trasferimento di conoscenze. La Stazione Sperimentale rinnova anche la sua immagine con il lancio del nuovo portale web www.ssip.it e i canali di social networking. Un rinnovo che nei prossimi mesi sarà anche strutturale con il trasferimento nella nuova sede a Pozzuoli (NA).

L’appuntamento con la Stazione Sperimentale Pelli è allo stand N21-P22 al Padiglione 9 dal 20 al 22 febbraio 2018 e il 21 febbraio alle ore 14:00, Sala LEM 4 (lato pad. 22), Room A.

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