Lo sviluppo tecnologico per la transizione verde: i progetti della SSIP

Intervento del dott. Nogarole presentato durante lo “La transizione verde tra formazione, innovazione e standard”, evento organizzato nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022 promosso da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

 

In occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022 promosso da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile nel mese di Ottobre, l’università Unitelma La Sapienza ha organizzato un evento dal titolo “La transizione verde tra formazione, innovazione e standard” Tale evento ha avuto il fine di presentare i progetti europei e non in cui UnitelmaSapienza partecipa come partner o di cui è capofila. La SSIP ha partecipato ad una sessione intitolata “Lo sviluppo tecnologico per la transizione verde” in cui la SSIP è stato presentato il progetto Now Let’s GO.

 

La sessione è stata aperta dai saluti di benvenuto del Rettore UnitelmaSapienza, Antonello Folco Biagini, e dal proff. Piergiuseppe Morone Oltre la SSIP, attraverso il responsabile del progetto Marco Nogarole, hanno partecipato, per il tema. “Lo sviluppo tecnologico per la transizione verde: i progetti LIFE EBP, BIORECER e NOW LET’s GO”: Simone Solaro di HYSYTECH; Francesco Fatone, Università Politecnica delle Marche e appunto Marco Nogarole, Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti Srl. Al tema sulla valutazione della sostenibilità con i progetti STAR4BBS e SUSTRACK: Luana Ladu, Technische Universität Berlin e Piergiuseppe Morone, UnitelmaSapienza Alle questioni riguardanti l’istruzione e formazione nella bioeconomia circolare: il progetto Circular Bricks con Maria Elisa Zuppiroli, di Area Europa.

 

La giornata si è conclusa con la tavola Rotonda: il ruolo della bioeconomia nel nuovo contesto mondiale laddove hanno partecipato: Susanna Albertini di FVA, Chiara Pocaterra di APRE, Elena Mocchio dell’Ente Italiano di Normazione, Marzia Traverso di RWTH Aachen e Leonardo Becchetti dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Per quanto concerne la SSIP, si è parlato del progetto, nato durante lockdown 2020 che ha dato l’occasione di ripensare a nuove strategie di contenimento dell’impatto ambientale nel settore della moda ed in particolare della pelletteria, generando e poi portando alla approvazione dal ministero dell’ambiente e della transizione ecologica il progetto sul Bando per il cofinanziamento di progetti di ricerca volti allo sviluppo di tecnologie per la prevenzione, il recupero, il riciclaggio ed il trattamento di rifiuti, all’ecodesign dei prodotti ed alla corretta gestione dei relativi rifiuti.

Il progetto Now Let’s GO si basa su diversi Work package, oltre le fasi preliminari di studio, caratterizzazione e di selezione dei materiali derivante dalla lavorazione del laboratorio Cartiera, vi è la parte realizzativa di nuovi materiali che parte dall’analisi di una tecnologia formatrice Airlay per la realizzazione di nuovi materiali da destinare ad usi diversi e differenziati mediante la combinazione con altre fibre sintetiche o naturali.

 

Cartiera produce articoli di pelletteria, con un basso impatto ambientale, grazie al riutilizzo di materie prime altrimenti destinate allo smaltimento, Cartiera inoltre si occupa dell’inserimento lavorativo di persone in condizioni di svantaggio, in particolare richiedenti asilo, rifugiati e persone inoccupate. Il laboratorio di pelletteria recupera le materie prime seconde –pelli e tessuti- inutilizzate dai Grandi brand del fashion, e fornisce loro nuova vita tramite un’attività artigianale di Up-cycling

La realizzazione di una nuova macchina Airlay, costruita appositamente per creare innovativi prototipi in materiali riutilizzati e riciclati, è stata ideata da Tecnoplants, specializzata nella produzione di faldatori, agugliatrici, taglierine, avvolgitori, fino a sistemi di cardatura ad aria, per l’industria del TNT. Della compagine fa parte anche un’altra società privata di ricerca riconosciuta: Next Technologies Tecnotessile (NTT) i quali avevano già approcciato, in diverse modalità il riutilizzo e il riciclo degli scarti in pelle.

La tecnologia Airlay si basa, in maniera molto schematica da un primo formatore, una pre-carda ed infine la vera e propria Airly che consente una disposizione casuale delle fibre in grado di avere una resistenza ottimale nelle direzioni trasversali e longitudinali. Ultimo in ordine ma non per importanza la collaborazione con Unitelma del gruppo di lavoro del prof Morone per lo studio LCA e SLCA.

 

Pubblicato il: 21 Ott 2022 alle 13:55

 

 

 

 

 

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