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Il Punto di Assomac – Rapporto sostenibilità: Principi, Strumenti, Attività
Il Punto di Assomac – Rapporto sostenibilità: Principi, Strumenti, Attività

Siamo partiti dal progetto Assomac “Supplier of Sustainable Technology”, che ha prodotto la “Targa verde”, per illustrare come i concetti di sostenibilità ambientale e di economia circolare si coniughino con il welfare e l’inclusione sociale.

 

Per migliorare l’interazione tra impresa e ambiente, ai produttori di beni intermedi è richiesto di eseguire una valutazione della performance, che permetta di esprimere un giudizio sui risultati della gestione ambientale.

 

Perseguire finalità sostenibili vuol dire porre l’attenzione al fatto che un prodotto ed una impresa non sono apprezzati unicamente per se stessi, ma anche per le loro caratteristiche non materiali, quali le condizioni di produzione e fornitura, nonché l’immagine e la loro storia.

 

La norma ISO 26000 è uno standard internazionale che fornisce delle linee guida sulla Responsabilità Sociale delle Imprese (RSI) o, secondo l’acronimo inglese CSR, Corporate Social Responsibility. La RSI va oltre il rispetto delle prescrizioni di legge e individua pratiche e comportamenti che un’impresa adotta su base volontaria, nella convinzione di ottenere dei risultati che possano arrecare benefici e vantaggi oltre che a se stessa anche al contesto in cui opera.

 

Dobbiamo compiere un percorso di certificazione dell’adozione di politiche di salvaguardia dell’ambiente, sia relative alle imprese (sistemi di gestione e/o processi produttivi), sia relative ai prodotti, quindi dimostrare i conseguenti benefici nei bilanci delle imprese, e attivare politiche di formazione e aggiornamento sui temi della responsabilità sociale, declinandoli sulla base delle specifiche caratteristiche del nostro settore meccanico per la pelle e i prodotti in pelle.

 

Il programma “Supplier of Sustainable Technologycoinvolge aziende che, con molteplici modalità e diversi gradi di intensità, affiancano attività di natura commerciale ad altre di natura sociale. Aziende che continuano ad avere come scopo quello di fare profitti, ma che pongono tra i propri obiettivi anche quello di portare benefici all’ambiente circostante, ai propri dipendenti, ai fornitori o agli altri portatori di interessi coinvolti nella loro attività.

 

In particolare le imprese che aderiscono al programma sono imprese che ottengono una certificazione, la Targa Verde, sulle prestazioni energetiche delle macchine, che è un primo passo per l’applicazione della metodologia “Life Cycle Assessment” e un componente importante di un sistema di certificazioni ambientali delle macchine e tecnologie che permettono di calcolare l’impronta carbone, “Carbon Footprint”, della attività di produzione nelle quali sono coinvolte macchine e tecnologie fornite.

 

La formazione sarà di sostegno alle imprese che intendono raggiungere l’obiettivo di realizzare un rapporto annuale di bilancio sociale volto ad illustrare le azioni compiute per raggiungere gli obiettivi sociali e ambientali,

 

Il concetto di impresa sostenibile ingloba e supera anche quello di Impresa Socialmente Responsabile perché abbraccia una visione più ampia ed estesa, nello spazio e nel tempo, rispetto a quella dei cosiddetti portatori di interessi (stakeholders). Effetti ambientali, prossime generazioni, ritmi della natura, ecositemi, biodiversità, valore reale delle cose, persone e culture, necessità dei poveri: il concetto di sostenibilità d’impresa è davvero ampio e profondo.

 

Inoltre, abbiamo a che fare sempre più con filiere internazionali del settore pelle e prodotti in pelle o succedanei, e quindi l’attività di ogni azienda che fa parte di una specifica filiera influisce, ovunque essa sia localizzata, sulla sostenibilità globale dell’intero processo e quindi anche delle altre aziende che ne fanno parte. Detto in altri termini, le filiere hanno specializzazioni diverse, ma sono integrate.

 

Le aziende prosperano solo se sono bene integrate nella filiera. E qui il digitale viene in soccorso: per fare questo è necessario raccogliere, analizzare, valutare un flusso continuo di dati e informazioni provenienti dalla propria filiera; dati quantitativi e qualitativi, provenienti da tante fonti diverse come sistemi informativi aziendali, da basi dati pubbliche, da sensori e macchinari, da transazioni economiche e finanziarie, dai social, da partner esterni come organismi di certificazione e laboratori di analisi, istituti di ricerca, università e valutazioni dei consumatori finali.

 
 
 

Il Punto Assomac – L’industria della moda si concentra su energia rinnovabile, efficienza energetica ed economia circolare
Il Punto Assomac – L’industria della moda si concentra su energia rinnovabile, efficienza energetica ed economia circolare

 

Nell’ultimo appuntamento con il Punto di Assomac, affrontiamo il tema dell’ottimizzazione di utilizzo e riutilizzo delle risorse energetiche applicate nell’industria della moda.

 

Il modo più efficace attraverso il quale l’industria della moda può raggiungere un’ambiziosa riduzione delle emissioni sulle filiere di abbigliamento e calzature è quello di concentrarsi sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica lungo tutta la catena del valore, con una particolare attenzione sui passaggi che hanno un maggior impatto sul ciclo vita, piuttosto che puntare sull’incremento dell’economia circolare. Solo un’economia circolare dove possano essere saltati molti passaggi della catena, attraverso il riuso dei tessuti o del cuoio, può consentire una riduzione consistente degli indicatori.

 

Occorre vedere quali azioni realmente misurabili si possono intraprendere per confrontare i processi produttivi tradizionali con altri processi produttivi alternativi, calcolando i reali benefici dell’energia rinnovabile, una provata maggiore efficienza energetica e l’applicazione dell’economia circolare.

 

I fornitori di tecnologia devono contribuire a costruire delle tabelle di processo che indichino i consumi alla luce di una panoramica che vada dai combustibili fossili fino all’energia solare, oltre a mostrare dei calcoli di confronto nelle metodologie di processo, che specifichino tutte le ricadute positive (o negative).

 

Si è visto che stabilire un obiettivo del 60% di energia rinnovabile sull’intera industria per il 2030 produrrebbe dei risultati incoraggianti in termini di cambiamenti climatici (riduzione del 39%) e anche di consumo di acqua dolce (16,9% di riduzione) e sulla salute umana (11,5% di riduzione delle malattie), il che dimostra il valore di un approccio multi fattoriale.

 

Con un obiettivo di produttività energetica al 60%, l’industria potrebbe ridurre i suoi impatti sul cambiamento climatico e sulla salute rispettivamente del 41,6% e del 40,8% riducendo anche il suo consumo di acqua dolce del 28,5%.

 

Stabilendo al 40% l’obiettivo dell’economia circolare, i dati evidenziano il potenziale in termini di impatto. Un cambiamento così significativo potrebbe portare l’industria dell’abbigliamento e della calzatura a diminuire il suo impatto sul cambiamento climatico di circa il 6% e sul consumo di acqua dolce di circa il 4%, riducendo inoltre la sua influenza negativa sulla salute umana del 3%. Complessivamente, il potenziale di riduzione di questo punto è significativamente più basso rispetto alle energie rinnovabili o all’efficienza/produttività energetica.

 
 

Il punto di Assomac – Hotspot per le industrie di abbigliamento e calzature
Il punto di Assomac – Hotspot per le industrie di abbigliamento e calzature

Il nuovo incontro con – Il punto di Assomac – è in materia di riduzione di impatto ambientale nelle imprese del comparto calzaturiero e dell’abbigliamento.

Le imprese, sono coinvolte in iniziative per ridurre l’impronta ambientale nei prodotti di largo consumo della moda e cercano tecnologie, soluzioni e buone pratiche per la sostenibilità ambientale. Per migliorare l’interazione tra impresa e ambiente, ai produttori di beni intermedi è richiesto di eseguire una valutazione della performance ambientale, che permette di esprimere un giudizio sui risultati della gestione ambientale.

 

A tale scopo si utilizzano delle grandezze chiamate indicatori ambientali, i cui valori si confrontano con dei valori di riferimento, utili per capire cosa va migliorato per soddisfare i Science Based Targets (i quali richiedono l’abbattimento dell’80% delle emissioni di GHG per il 2050.

 


Per soddisfare i Science Based Targets, devono essere applicate contemporaneamente diverse misure migliorative: una maggiore efficienza energetica e uno spostamento verso le energie rinnovabili oltre ad approcci intelligenti al riciclaggio delle fibre e dei tessuti. È importante capire come la sola realizzazione di singole misure (ad esempio l’economia circolare) non renderebbe sostenibile nel lungo periodo il settore dell’abbigliamento e della calzatura.

 

Questo articolo elenca degli indicatori intermedi, o midpoint  e finali, o endpoint, oltre alle valutazioni delle scorte e classi di misurazioni che differiscono dallo scopo per cui sono pensate. Gli intermedi sono caratteristici dei processi provocati dal flusso di sostanze verso e dall’ambiente naturale, mentre lo scopo di un indicatore finale è quello di illustrare meglio gli effetti complessivi di questi processi in termini di valore sociale – salute umana, ecosistemi e risorse.

 

I dati di inventario sono le informazioni usate per calcolare intermedi e finali.

 
 

Il Punto di Assomac – Il futuro è nei processi ecosostenibili
Il Punto di Assomac – Il futuro è nei processi ecosostenibili

Il futuro è nei processi ecosostenibili ed in tutta Europa si va in questa direzione.

 

Nell’Aprile scorso si è tenuta a Parigi, la città della COP21, la Sustainable Brands, la più grande conferenza europea su sostenibilità e innovazione; si è discusso sullo stato di sostenibilità e il suo futuro e sui processi di produzione eco-sostenibili

 

Secondo un recente report dell’Ocse, il consumo globale di materie prime è passato da 27 gigatonnellate (gt) nel 1970 a 89 nel 2017, stimando che nel 2060 arriverà addirittura a 167 gt. La crescita sarà più sostenuta per le economie emergenti e ci sarà anche una maggior efficienza man mano che le economie diventeranno più mature. Sempre secondo l’Ocse, quasi due terzi delle emissioni di gas serra derivano dall’estrazione, lavorazione e uso delle materie prime.

 

I principali operatori del settore, per individuare gli obiettivi di riduzione di impatto ambientale hanno seguito il metodo Science Based Target (SBT), un’iniziativa per una “Corporate Climate Action” molto efficace. Science Based Target (SBT) è un percorso definito per una crescita a prova di futuro sostenibile, specificando di quanto e quanto velocemente bisogna ridurre le proprie emissioni di gas serra.

 

I partecipanti a questa iniziativa di Corporate Climate Action hanno quindi valutato l’impatto energetico totale sulla produzione ed hanno ipotizzato le azioni necessarie per ottenere una riduzione delle emissioni di gas serra dell’industria della moda del 5%, 10%, 30% e 50% entro il 2030.

 
 
 

Stazione Sperimentale Pelli e Assomac, firmato un Protocollo di intesa
Stazione Sperimentale Pelli e Assomac, firmato un Protocollo di intesa

Marchioni Bocca, Imperiale e Balducci

La SSIP, Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli e delle materie concianti e ASSOMAC, Associazione nazionale costruttori tecnologie per calzature, pelletteria e conceria, hanno siglato un Protocollo di Intesa finalizzato a facilitare e promuovere la collaborazione per il raggiungimento dei rispettivi obiettivi istituzionali.

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