Feb 13 2026
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CPMC – Imperiale (Resp. Editoriale): “Oltre il cuoio: traiettorie di innovazione per il Made in Italy che evolve”
Nel dibattito contemporaneo sulla sostenibilità industriale, il settore conciario viene ancora troppo spesso raccontato attraverso categorie semplificate, che faticano a restituirne la reale evoluzione tecnologica, scientifica e culturale. Questo numero di CPMC nasce dalla volontà di superare tali letture riduttive e di offrire una rappresentazione più aderente alla complessità della filiera del cuoio, intesa non come residuo del passato, ma come piattaforma produttiva avanzata, capace di integrare tradizione manifatturiera, innovazione tecnologica e sostenibilità.
La filiera conciaria italiana è impegnata da anni in un percorso di trasformazione profonda, sostenuto da investimenti significativi in efficienza dei processi, tecnologie pulite, digitalizzazione, gestione circolare delle risorse e controllo degli impatti. Come sottolinea Graziano Balducci, questa trasformazione non può essere affidata alla somma di iniziative individuali, ma richiede una strategia di sistema, fondata sul coordinamento tra ricerca, imprese, territori e istituzioni, in grado di rafforzare il valore industriale e culturale del Made in Italy.
In questa direzione si collocano anche le riflessioni di Fabrizio Nuti, che evidenzia come l’integrazione multisettoriale rappresenti una leva fondamentale per accompagnare l’evoluzione del settore, favorendo l’adozione di biotecnologie, nanotecnologie, automazione e soluzioni digitali capaci di migliorare qualità, prestazioni e sostenibilità dei processi, preservando al contempo il ruolo centrale del capitale umano. Un tema che trova ulteriore sviluppo nell’intervista a Valter Tamburini, il quale richiama il ruolo strategico della governance camerale nel promuovere le cross- technologies e nel favorire una “fertilizzazione orizzontale” tra filiere, competenze e territori. La trasformazione digitale emerge, nel contributo di Fulvia Bacchi, come una necessità strategica e non più come una semplice opportunità. Automazione, sensoristica, modellazione dei processi, intelligenza artificiale e piattaforme dati diventano strumenti imprescindibili per rafforzare tracciabilità, sicurezza, efficienza e competitività della filiera, in una logica che non sostituisce il sapere artigianale, ma lo integra e lo valorizza.
I contributi del board scientifico ampliano ulteriormente l’orizzonte di analisi. Luigi Nicolais collega il futuro del cuoio alla questione cruciale della sovranità tecnologica europea, indicando nelle tecnologie abili- tanti e nella partecipazione ai programmi di ricerca europei un fattore determinante per rafforzare autonomia, resilienza e competitività del Made in Italy. Marco Taisch evidenzia come la filiera conciaria rappresenti uno dei banchi di prova più significativi per un nuovo modello di manifattura circolare, capace di coniugare materiali avanzati, processi digitali e sostenibilità competitiva. Domenico Caputo approfondisce il ruolo delle cross-technologies sviluppate nell’ambito dello Spoke 4 di MICS, mostrando come la contaminazione tra scienze dei materiali, biotecnologie, automazione e intelligenza artificiale stia generando nuove traiettorie di rigenerazione industriale. A questi contributi si affiancano quelli di Cin- zia Pezzella e Simona Varriale, che analizzano il potenziale delle tecnologie biobased e delle biomasse come risorsa strategica per l’evoluzione del settore, e di Stanislao Grazioso, Teodorico Caporaso e Antonio Lanzotti, che esplorano le applicazioni della soft robotica nell’industria delle pelli, aprendo nuove prospettive per l’automazione collaborativa e il miglioramento dei processi.
I casi studio tecnologici presentati, che vedono il coinvolgimento della SSIP, di imprese e di centri di ricerca, mostrano in modo concreto come le nuove tecnologie di finitura, i materiali avanzati e le applicazioni del plasma e dei nanocompositi possano migliorare le prestazioni del cuoio riducendo al contempo l’impatto ambientale. La sezione In Biblioteca, curata da Carmelina Grosso, completa il quadro offrendo una lettura critica e aggiornata delle principali riflessioni su innovazione sostenibile e circolare nelle filiere conciarie e correlate.
Nel loro insieme, i contributi raccolti in questo numero restituiscono l’immagine di un settore in evoluzione, che non si limita a inseguire il cambiamento, ma è in grado di governarlo. In questo contesto, la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli, attraverso il proprio magazine scientifico CPMC, intende continuare a svolgere un ruolo di regia scientifica e culturale, favorendo il dialogo tra mondi diversi, orientando l’innovazione e accompagnando la filiera nella transizione.
Il cuoio italiano, per la sua storia, la sua natura circolare e la sua capacità di integrare saperi antichi e tecnologie emergenti, può diventare simbolo di un nuovo Made in Italy: sostenibile, tecnologicamente avanzato e profondamente identitario.
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