Feb 27 2026
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DA CPMC – Bacchi (Direttore UNIC): “La Trasformazione digitale non solo opportunitàma necessità strategica”
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate, nel dibattito pubblico, analisi e commenti che descrivono il settore conciario come un comparto caratterizzato da elevati costi ambientali e sociali, ipotizzando una sua progressiva sostituzione con materiali cosiddetti “alternativi alla pelle”, ottenuti da scarti agricoli o da biomasse. Tali posizioni, spesso presentate come soluzioni innovative e a basso impatto, tendono tuttavia a semplificare un tema complesso e a trascurare aspetti tecnici fondamentali.
La distinzione tra pelle — materiale naturale, durevole e tecnicamente avanzato — e i materiali alternativi attualmente presenti sul mercato è infatti sostanziale, sia in termini prestazionali che di ciclo di vita. Le comparazioni proposte nel dibattito pubblico risultano quindi spesso parziali o basate su presupposti non verificati scientificamente.
Il settore conciario, da anni impegnato in un contesto competitivo sfidante, è inoltre soggetto a normative ambientali e di tracciabilità tra le più severe a livello internazionale. Le imprese hanno investito in modo significativo in tecnologie di abbattimento degli impatti, economia circolare, gestione dei reflui, recupero dei sottoprodotti e sistemi avanzati di controllo dei processi. Nonostante ciò, permangono percezioni che associano la concia a modelli produttivi obsoleti, ignorando i progressi compiuti e la continua evoluzione tecnologica delle aziende.
In questo scenario, la trasformazione digitale del settore non rappresenta soltanto un’opportunità, ma una necessità strategica. L’integrazione di tecnologie avanzate — non solo soluzioni di intelligenza artificiale, ma anche sistemi di automazione, sensoristica, modellazione dei processi e piattaforme dati — può contribuire a rafforzare i punti di eccellenza della filiera: qualità, flessibilità, creatività e sicurezza dei processi.
La transizione tecnologica non implica la sostituzione del contributo umano, che rimane elemento distintivo del prodotto pelle, ma ne valorizza competenze e capacità, inserendole in un processo integrato in cui intuizione ed evoluzione tecnologica procedono in modo sinergico. Perché questa trasformazione possa pienamente esprimere il proprio potenziale, è però essenziale il coinvolgimento dei centri di ricerca, delle università e degli sviluppatori software, affinché l’innovazione risponda in modo concreto alle esigenze produttive e alle sfide di sostenibilità della filiera.
CPMC
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