Aug 04 2026
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Analisi di sostenibilità di nuovi manufatti circolari derivanti dal riutilizzo di rifili di pelle finita
A cura di Marco Nogarole
Questo lavoro è parte di un progetto denominato Now Let’s GO NO, “Waste from LEaTher Goods”, cofinanziato dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio (ex MATTM) per progetti di ricerca volti allo sviluppo di tecnologie per la prevenzione, il recupero, il riciclaggio, il trattamento di rifiuti e all’ecodesign dei prodotti.
Il progetto ha proposto, quale alternativa ai tradizionali metodi di smaltimento degli scarti – come il conferimento in discarica e l’incenerimento – il riutilizzo dei rifili di pelle finita, combinati con altre fibre naturali o sintetiche. Questo approccio consente la realizzazione di materiali compositi innovativi, destinati ad applicazioni in diversi settori, tra cui quello della moda.
L’obiettivo del progetto è stato quello di preparare dei materiali compositi (fornendo una nuova soluzione fine vita), che potessero essere utilizzati per applicazioni di consumo come nell’arredamento o per la fabbricazione di componenti del settore della pelletteria in particolare, utilizzando scarti di pelle finita proveniente da opifici di pelletteria.
Il partner, l’azienda Cartiera di Marzabotto (BO), ha realizzato i manufatti in oggetto di ricerca. L’attività di studio, avviata nella prima fase e sviluppata nel periodo successivo, ha portato il team alla realizzazione di una serie di prototipi, nei quali è stato impiegato il materiale composito ottenuto nelle fasi precedenti. Di seguito si riportano le immagini degli oggetti realizzati.
Il progetto ha consentito di studiare, sperimentare e realizzare nuove di strutture tessili TNT mediante tecnologia airlaid riutilizzando fibre di pelle, realizzando infine degli oggetti moda con gli stessi materiali.
Lo studio in oggetto riguarda l’analisi ambientale mediante metodologia Life Cycle Assessment per valutare le performance dei nuovi materiali rispetto a quelli convenzionali eseguita dal gruppo dell’Università Bioeconomy in Transition Research, Unitelma Sapienza di Roma di Piergiuseppe Morone, PGülşah Yilan ed Enrica Imbert in collaborazione con SSIP.

Introduzione allo studio ed analisi del ciclo di vita
La metodologia del Life Cycle Assessment (LCA) si fonda sugli standard elaborati dall’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione (ISO). In particolare, la norma ISO 14040 definisce l’LCA come il processo di compilazione e valutazione sistematica degli input, degli output e dei potenziali impatti ambientali associati a un sistema prodotto lungo l’intero ciclo di vita. Tale approccio consente di analizzare in maniera integrata gli impatti ambientali nelle diverse fasi, comprendenti l’estrazione delle materie prime, la produzione, l’uso, il riciclo e lo smaltimento finale. Ulteriori specifiche metodologiche e linee guida operative sono fornite dalla norma ISO 14044. Secondo quanto previsto dalla ISO 14040, uno studio LCA si articola in quattro fasi principali: (i) definizione dell’obiettivo e del campo di applicazione, (ii) analisi dell’inventario, (iii) valutazione degli impatti e (iv) interpretazione dei risultati.

Definizione dell’obiettivo e del campo di applicazione
La fase iniziale dello studio prevede la definizione degli obiettivi, del campo di applicazione e dell’unità funzionale, intesa come la descrizione quantitativa della funzione del sistema analizzato.
Nel presente lavoro, l’obiettivo consiste nel confronto degli impatti ambientali e sociali associati a tre tipologie di borse, realizzate mediante il riutilizzo di scarti di pelle: una borsa di piccole dimensioni (bolgetta), una tote bag e uno zaino con doppia cerniera. L’analisi è stata condotta adottando un sistema di confine di tipo gate-to-gate, comprendente il trasporto degli scarti, le fasi di lavorazione, l’imballaggio e la distribuzione del prodotto finito. L’unità funzionale è stata definita come 1 kg di borsa in pelle prodotta.
In una fase successiva, l’analisi è stata approfondita sulla borsa di piccole dimensioni, confrontando tre differenti tipologie di pelle: pelle convenzionale, pelle rivalorizzata (Cartiera v1.0) e pelle riutilizzata (Cartiera v2.0). In tale contesto, è stato adottato un sistema di confine di tipo cradle-to-gate, con unità funzionale pari a 1 m² di pelle.
Analisi di inventario
L’analisi di inventario del ciclo di vita (LCI) comprende la quantificazione dei flussi in ingresso e in uscita dal sistema, includendo: (i) l’impiego di materie prime ed energia, (ii) le emissioni rilasciate nei diversi comparti ambientali (aria, acqua e suolo) e (iii) l’uso del suolo associato al sistema produttivo.
Nel presente studio è stato adottato un approccio di modellazione attributiva per esaminare gli impatti ambientali e sociali generati durante il ciclo di vita di ciascun tipo di borsa e per confrontare gli impatti ambientali e sociali di queste borse all’interno della stessa unità funzionale.
I dati utilizzati si distinguono in:
- Dati foreground, relativi ai processi specifici analizzati e raccolti direttamente presso l’azienda manufatturiera partner del progetto;
- Dati background, derivanti da database riconosciuti (ecoinvent v3.9.1 e agri-footprint) e dalla letteratura scientifica.
- I dati sono stati elaborati mediante i software GaBi e SimaPro (versione 9.5.0.2 PhD), modellando i processi come unità funzionali elementari.
Valutazione degli impatti
La fase di valutazione degli impatti (LCIA) consente di interpretare la rilevanza ambientale dei flussi identificati nell’inventario. Nel presente studio è stata adottata la metodologia ReCiPe con una prospettiva gerarchica (H) (2016 v1.1), che integra indicatori di impatto a livello di midpoint (orientati al problema) e endpoint (orientati al danno).
Gli indicatori midpoint presentano generalmente un livello di incertezza inferiore, in quanto direttamente correlati ai flussi ambientali, mentre gli indicatori endpoint, pur offrendo una visione più sintetica e orientata agli impatti finali, risultano caratterizzati da maggiore incertezza. Pertanto, i due approcci sono stati utilizzati in modo complementare. Per l’analisi preliminare sono stati utilizzati sia gli indicatori di medio termine che quelli d’impatto finale, mentre per la valutazione complessiva sono stati utilizzati gli indicatori di medio termine per calcolare gli indicatori di circolarità (Tabella 1).

Interpretazione dei risultati
La fase di interpretazione ha l’obiettivo di analizzare criticamente i risultati ottenuti, in relazione agli obiettivi dello studio, e di for- mulare eventuali raccomandazioni.
Sistema di confine dell’analisi
L’analisi preliminare ha riguardato il confronto tra tre tipologie di borse prodotte mediante la linea Cartiera. Successivamente è stata valutata una borsa di piccole dimensioni (bolgetta) prodotta dagli scarti di pelle di grandi produttori (Cartiera v1.0) e dagli scarti della prima linea di produzione con e senza rivestimento, rispettivamente Cartiera v2.0a e Cartiera v2.0b.
Risultati della valutazione preliminare
Il processo produttivo analizzato prevede il recupero degli scarti di pelle provenienti da aziende del settore moda, la loro lavorazione e trasformazione in nuovi prodotti, seguiti dalle fasi di imballaggio e distribuzione. I risultati evidenziano come il riutilizzo degli scarti contribuisca in modo significativo alla riduzione degli impatti ambientali, mentre i materiali di imballaggio rappresentano una componente rilevante di impatto negativo.
In particolare:
- Per la bolgetta (purse) e lo zaino (backpack) si osserva un bilancio ambientale complessivamente positivo;
- Per la tote bag emergono criticità legate principalmente all’imballaggio.
L’analisi degli indicatori endpoint conferma tali risultati, evidenziando impatti negativi sugli ecosistemi imputabili ai materiali di confezionamento, a fronte di benefici derivanti dal riutilizzo delle risorse. Nel complesso, i risultati indicano che il riutilizzo degli scarti di pelle rappresenta una strategia efficace per il miglioramento delle prestazioni ambientali e sociali del settore moda, favorendo la transizione verso modelli produttivi circolari. I punteggi delle tote bags non hanno rivelato risparmi ambientali, sottolineando la necessità di introdurre opzioni di imballaggio più sostenibili.

Impatti ambientali complessivi
L’analisi di dettaglio condotta sulla borsa di piccole dimensioni ha previsto il confronto tra pelle convenzionale e processi Cartiera (v1.0 e v2.0).
Nel processo Cartiera v1.0, circa il 60% degli scarti di pelle viene direttamente rivalorizzato, mentre il restante 40% viene ulteriormente trattato nella fase v2.0, attraverso triturazione e produzione di un nuovo materiale, consentendo il recupero complessivo fino all’85%.
Nel caso della Cartiera v2.0 sono state considerate due varianti: una con rivestimento (v2.0a) e una senza rivestimento (v2.0b). I risultati mostrano che:
- Tutte le soluzioni basate su processi Cartiera determinano una riduzione degli impatti rispetto alla produzione convenzionale
- Il riutilizzo degli scarti costituisce il principale fattore di miglioramento delle prestazioni ambientali
- L’assenza di rivestimento comporta ulteriori benefici.
I punteggi complessivi di sostenibilità e circolarità di queste diverse linee di produzione sono presentati nella Tabella 3. Secondo gli indicatori basati sul LCA, i processi Cartiera risparmiano sempre gli impatti ambientali indipendentemente dall’indicatore selezionato. Ciò è dovuto principalmente al riutilizzo degli scarti di pelle destinati in primo luogo ad essere sprecati (indicati con segni negativi come risparmio).

Ringraziamenti:
Piergiuseppe Morone, Gülşah Yilan, Enrica Imbert di Bioeconomy in Transition Research Group – Unitelma Sapienza University of Rome e al laboratorio Cartiera di Abantu, cooperativa sociale di Marzabotto (BO), che ha realizzato i manufatti su cui si è basato lo studio.
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