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Oct 01 2026

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Al via i progetti REMICS e Polo MICS per il Made in Italy 5.0. Parola d’ordine: innovare insieme

A cura di Roberto Merlo, Marco Degani, Antonio Lanzotti

L’innovazione industriale raramente nasce da un solo attore. Nasce quando competenze diverse — a volte cresciute in contesti separati — trovano il modo di parlarsi, di incastrarsi, di completarsi a vicenda. È esattamente ciò che accade con REMICS e Polo MICS, i due progetti che oggi uniscono l’esperienza di due importanti progetti di ricerca del PNRR: MICS, dedicato al Made in Italy circolare e sostenibile, ed Ecosister, impegnato sulla transizione ecologica e la simbiosi industriale. Insieme, coprono l’intera catena del valore dell’innovazione: dalla ricerca di base alla validazione in fabbrica, fino al trasferimento alle imprese sul territorio.
A rendere possibile tutto questo è una comunità di eccellenza: ventisette soggetti tra enti di ricerca, grandi imprese e PMI innovative. La collaborazione tra MICS ed Ecosister non è una somma di due programmi, ma la costruzione di una filiera unica dell’innovazione, in cui ciascuno porta la propria forza — la vocazione settoriale sul Made in Italy da un lato, la competenza sulla circolarità e la simbiosi industriale dall’altro — per coprire l’intera catena del valore.
È una lezione che il PNRR ci ha insegnato: quanto valga il passaggio dalla ricerca all’impresa e quanto conti, per compierlo, fare squadra. Oggi, grazie a un finanziamento PON, quel concetto sale di livello. Sale perché cresce la maturità della ricerca condotta. E sale perché sono due progetti interi — con tutto il sistema di competenze che hanno alle spalle — a parlarsi e a interagire. La convinzione che ci accomuna è semplice: il Made in Italy non difende la propria eccellenza custodendola, ma rinnovandola. E rinnovarla oggi significa portare la manifattura verso il paradigma dell’Industria 5.0 — human-centric, sostenibile e resiliente — con soluzioni misurabili e realmente adottabili dalle imprese.

REMICS: dalla ricerca alla fabbrica
REMICS (Linea 1.1.2) ha un obiettivo netto: portare la ricerca sull’Industria 5.0 — quella avviata dalle nostre università insieme alle imprese nell’ambito della progettualità PNRR — dal piano sperimentale a quello pienamente operativo (TRL 7-8).
Per farlo abbiamo articolato il progetto su due macro filoni di lavoro che incidono in profondità sul manifatturiero: la robotica e i materiali. ROBOMICS affronta l’evoluzione produttiva mettendo la persona al centro: robotica collaborativa, soft robotics, esoscheletri capaci di ridurre sensibilmente il carico biomeccanico degli operatori, Human Digital Twin che integra sensoristica indossabile e intelligenza artificiale sono alcune delle parole chiave della prima linea di attività. Viene poi MARTEMICS: qui si agisce sulla materia — materiali bio-based da scarti agroindustriali, cuoi funzionalizzati, rivestimenti riciclabili, progettazione per il disassemblaggio — secondo la logica di simbiosi industriale che è da sempre il terreno d’elezione di Ecosister. È qui che il principio del «dalla culla alla culla» diventa criterio di progetto, e non soltanto un auspicio. Per decenni la manifattura ha ragionato «dalla culla alla tomba»: si estrae, si produce, si consuma, si smaltisce. Una linea retta che ha un inizio e una fine, e che a quella fine lascia un costo — ambientale ed economico — a carico di qualcun altro. Ribaltare la prospettiva significa concepire il prodotto fin dal primo schizzo come un deposito temporaneo di materia destinata a rientrare in circolo: materiali bio-based che nascono da uno scarto agroindustriale invece che da una risorsa vergine, rivestimenti pensati per non compromettere il riciclo, componenti che si separano perché il disassemblaggio è previsto dal disegno e non improvvisato alla fine. È la logica della simbiosi industriale, in cui il residuo di una filiera diventa la materia prima di un’altra. E ha una conseguenza precisa per le nostre imprese: la circolarità smette di essere un adempimento normativo e diventa un vantaggio competitivo, perché un prodotto progettato per rinascere vale più a lungo di uno progettato per finire.
I risultati dei due filoni convergono poi in un terzo piano di lavoro, quello dello Sviluppo Sperimentale (SS), dedicato all’industrializzazione. È qui che la ricerca diventa sostanza: si confronta con il mondo industriale e approda ad ambiti dimostrativi concreti. I risultati sperimentati nei primi otto mesi di lavoro incontrano la catena produttiva dell’azienda e aprono a successive sperimentazioni, che potranno condurre a vere e proprie soluzioni di industrializzazione.
È un lavoro che va incontro a esigenze di mercato precise e che serve a far sì che il Made in Italy non sia soltanto un nome, ma anche la capacità concreta di innovare il manifatturiero e di rendere le imprese più competitive.

Polo MICS: la ricerca raggiunge i territori
La ricerca crea valore solo se raggiunge chi deve usarla. Polo MICS (Linea 1.1.3b) è la risposta a questa esigenza: un polo di innovazione diffuso in tutta Italia, un’infrastruttura aperta e condivisa che accompagna le piccole e medie imprese verso l’evoluzione produttiva, mettendo a loro disposizione una rete di laboratori potenziati e servizi di testing. E lo fa attraverso un’azione capillare di animazione — open day, consulenza specialistica, divulgazione — che avvicina i fabbisogni delle imprese all’offerta della ricerca, e viceversa. È il modo in cui l’impatto delle due entità mette radici sui territori e dentro le imprese.

Il focus: portare la ricerca a mercato
Il cuore di questa operazione è duplice. Da un lato l’elevazione del TRL della ricerca, perché i risultati non restino sulla carta ma arrivino davvero a mercato. Dall’altro la configurazione di un soggetto capace di realizzare, su tutto il territorio nazionale, l’incrocio tra ricerca e impresa. Due direttrici che rafforzano il percorso avviato dalle nostre due strutture all’interno delle progettualità PNRR e lo accompagnano fino allo sbocco naturale: il mercato. Il futuro del Made in Italy si costruisce oggi, e si costruisce collaborando. REMICS e Polo MICS sono la dimostrazione che due entità possono valere più della loro somma quando scelgono di lavorare insieme, con metodo e con una direzione condivisa. È questa la strada che, come MICS ed Ecosister, abbiamo deciso di percorrere. Insieme.

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