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Jun 05 2026

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Cuoio e biobased economy: l’ecosistema abilitante dell’industria circolare

A cura di Fulvia Bacchi

 

Nel quadro della transizione ecologica e delle nuove strategie europee sulla sostenibilità, l’industria conciaria rappresenta uno dei pilastri storici della bioeconomia. La sua specificità risiede nella capacità di valorizzare un sottoprodotto dell’industria alimentare, trasformandolo in un materiale durevole, riparabile e ad elevato valore aggiunto. Un modello che anticipa, nei fatti, molti dei principi oggi alla base delle politiche europee sull’economia circolare.

L’evoluzione del paradigma delle Bio-based Industries richiede tuttavia un salto di scala: dalla valorizzazione del singolo flusso alla costruzione di un ecosistema industriale integrato. In questo contesto, la conceria si configura come un hub tecnologico, capace di connettere settori diversi ­ dalla chimica verde ai biomateriali – e di abilitare forme avanzate di integrazione circolare tra filiere. Questo ruolo è già oggi supportato da evidenze quantitative.

L’applicazione di metodologie strutturate, come la ISO 59020, evidenzia per il comparto livelli elevati di performance in termini di circolarità, con un indice pari al69%, che riflette una gestione efficiente delle risorse lungo l’intero ciclo produttivo. Ne sono esempio le sinergie sviluppate con altre filiere bio-based, in cui flussi residuali vengono valorizzati come materie prime seconde, contribuendo alla creazione di nuove catene del valore intersettoriali. In tale prospettiva, la disponibilità di metriche armonizzate assume un valore strategico. Strumenti condivisi sono essenziali per rendere confrontabili le prestazioni ambientali dei materiali e per supportare l’implementazione di iniziative europee quali il Digital Product Passport e l’Ecodesign. Allo stesso tempo, è fondamentale che tali approcci sappiano cogliere le specificità dei materiali bio-based, valorizzandone la durabilità e il contributo alla riduzione degli impatti nel tempo.

È proprio in questa capacità di integrare competenze, tecnologie e filiere che si gioca il tema della sovranità tecnologica del cuoio italiano. Le sinergie sviluppate negli ultimi anni, anche grazie a programmi di innovazione e ricerca, hanno rafforzato un sistema produttivo in grado non solo di adattarsi alle transizioni in atto, ma di guidarle, proponendo soluzioni avanzate e replicabili a livello europeo. Le sfide regolatorie in corso – dalle restrizioni sulle sostanze chimiche passando per il Circular Economy Act e dal Regolamento EUDR sulla deforestazione – rappresentano un passaggio cruciale. Per essere efficaci, dovranno accompagnare l’innovazione e favorire l’integrazione tra filiere, evitando di penalizzare modelli produttivi già intrinsecamente circolari.

In questo scenario, il settore conciario può rafforzare il proprio posiziona mento come piattaforma abilitante dell’industria circolare, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema bio-based sempre più integrato, misurabile e orientato alla sostenibilità, e consolidando il proprio ruolo strategico nella bioeconomia europea.

copertina cpmc 01 2026

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